Piano di spesa 2023 della Legge su Ibla, non passa in II Commissione

Già lacunoso per il titolo della bozza fornita ai consiglieri comunali – PIANO DI SPESA ANNO 2023 /bozza – (ma di che cosa ?), l’importante atto annuale che riporta il Piano di Spesa della Legge 61/81 approvato dalla apposita Commissione Centri Storici, non è stato approvato dalla II Commissione consiliare, Assetto del Territorio, per l’astensione dei commissari della minoranza.
Il Piano sottoposto alla Commissione, che lunedì pomeriggio, 27 gennaio, andrà in Consiglio comunale, è quello per l’anno 2023, che dovrà gestire la somma, erogata dalla Regione, di 1.400.000 euro.

L’assessore al ramo centri storici ha presentato il piano con enfasi, sintetizzando che attiene a progettazioni a lungo termine e a manutenzioni ordinarie dei centri storici che comprenderebbero, queste ultime, decoro, arredo, manutenzioni del sottosuolo e pavimentazioni,
Lo stesso ha voluto sottolineare i fondi, 500.000 euro, dedicati a integrare l’impegno economico del Comune, come parte pubblica, per il parcheggio interrato di Ibla, ai quali si aggiungono, fuori dal piano, altri 300.000 euro stanziati per gli espropri.
Ancora evidenziati i fondi per le incentivazioni economiche, 130.000 euro e, per la residenzialità in centro storico, 165.000 euro.
Il Piano dominato dalla macrovoci, al netto delle spese generali appositamente previste, per 109.000 euro, riguardanti i progetti manutenzioni, a Ibla, per 188.000 euro, e a Ragusa superiore per 165.000 euro.
Stanziati 63.000 euro per restauro patrimonio artistico mobile e immobile, si è accennato, in particolare al Patrimonio ecclesiastico, e 93.000.000 euro per interventi per il decoro urbano nel centro storico superiore.
Come anche rilevato dal consigliere Calabrese, il Piano manca di una analisi dettagliata dei costi relativi a manutenzioni e interventi per il decoro: un Piano spesa dovrebbe essere analitico, si dovrebbe poter percepire quali sono gli interventi, anche se l’assessore ha parlato di allegati, non prodotti, dove sono specificate alcune destinazioni, appare del tutto chiaro la prassi consolidata di questa amministrazione di concentrare in macrovoci alcune destinazioni per sfuggire ad un controllo analitico delle spese e, soprattutto, delle scelte.
In pratica, viene creato un ennesimo salvadanaio da cui attingere al bisogno, per interventi che, può capitare, poco hanno a che fare con la Legge sun Ibla, come accade per alcuni interventi che poco hanno a che fare con la Tassa di Soggiorno ma ne utilizzano i fondi a piene mani.
Naturalmente, tutto il dibattito in Commissione, sono intervenuti solo i consiglieri Firrincieli e Calabrese, silenti Mauro e Bennardo, così come i consiglieri di maggioranza Galifi, Schininà e la presidente La Licata, al netto degli scontati rilievi sulle condizioni del centro storico superiore e della discordanza di vedute sulla questione degli incentivi alla residenzialità, si è incentrato sulla questione, in verità poco approfondita, del parcheggio interrato di Ibla.
In Consiglio comunale ci sarà l’opportunità di approfondire una vicenda dagli aspetti sempre poco chiari, auspicabile uno scatto d’orgoglio dei consiglieri di minoranza per cercare di avere chiarezza su tutto.
Un progetto in project financing, che doveva camminare da solo, pur ammettendo tutte le lungaggini burocratiche, di cui si è saputo sempre di meno.
Piani finanziari dell’opera che sono rimasti sempre un mistero, che il sindaco diceva prossimi all’evidenza pubblica ma che si sono persi nella posizione della ditta proponente di non poter sostenere più l’onere finanziario dell’opera per l’aumento dei costi.
Subentra, allora, l’intervento pubblico del Comune, che si concretizza intanto con l’apporto della somma di 2.200.000 euro del Libero Consorzio a cui si deve affiancare pari cifra del Comune: questa viene racimolata dai fondi dei ristori di EniMalta per un nuovo elettrodotto che attraversa il territorio comunale, 1.500.000 euro, e appunto dallo stanziamento di 500.000 dalla Legge su Ibla, anno 2023.
Se i fondi dei ristori sono già nella disponibilità del Comune, o si tratti di promessa di elargizione a lavori ultimati dell’elettrodotto, non è dato sapere.
Non è dato sapere neanche se il progetto del parcheggio è già approvato dal Comune, come c’è il silenzio più assoluto sugli intenti della ditta a proseguire nel progetto di project financing.
Tutto dovrebbe essere pronto, ma, in realtà, tutto è fermo, tra l’altro, alla luce delle recenti polemiche sull’adiacente area archeologica di Ragusa Ibla, viene da sorridere al pensiero del rinvenimento di eventuali reperti dell’antichità, durante i lavori di scavo, che precluderebbero, senza dubbio, l’avanzamento dei lavori.
L’amministrazione, dopo sette anni di silenzio, ostenta ora l’intenzione di realizzare, a tutti i costi, l’opera importante, considerata indispensabile per Ibla. Quasi volesse mettere la coscienza a posto in vista di ulteriori ostacoli che potrebbero nascere.
In realtà, il parcheggio, secondo l’opinione di molti potrebbe costituire uno stupro per il quartiere barocco, evitabile solo se fosse interdetto il traffico dei non residenti a Ibla, liberandola da un traffico veicolare e di bus turistici che, in ogni caso, costituirà un elemento negativo.
Al riguardo delle tante perplessità, vedremo cosa uscirà fuori dal Consiglio comunale di lunedì prossimo.

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