Non che avessimo bisogno di conferme, le indiscrezioni erano venute dall’interno di Forza Italia e a livelli romani, si sapeva che le trattative per l’ingresso di Peppe Cassì, sindaco di Ragusa, erano piuttosto avanzate.
Dopo il weekend a Caltagirone, dove c’è stato, confermato dallo stesso Cassì, un contatto con il segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, e il successivo pranzo al quale Cassì è stato invitato e ha partecipato, il sindaco, intervistato sulla sua presenza a Caltagirone, ha cercato di glissare, spacciando la sua presenza per l’evento su don Sturzo. Non ci sarebbero stati motivi per non credergli, se non fosse che oggi, mercoledì 22 gennaio, l’autorevole online regionale, Buttanissima Sicilia, in un articolo dedicato all’assessore regionale Tanajo, parla del sindaco di Ragusa come di una “new entry in Forza Italia”.
Può permanere il dubbio, su quanto scritto, peraltro in politica, fino a cose fatte e ufficialmente dichiarate, c’è tutto da aspettarsi, anche alla luce del fatto che, per ora, Cassì ha svolazzato come una farfalla di fiore in fiore, di partito in partito, alla ricerca di una casa stabile.
Ma quanto scrive l’autorevole giornale regionale, diretto da Giuseppe Sottile, autorizza a qualche considerazione, considerato anche che non si ricordano affermazioni del giornale prive di fondamento.
Neanche la presenza al pranzo di Raffaele Lombardo potrebbe far pensare ai possibili legami fra MPA e Forza Italia, quanto scritto è fin troppo chiaro.
Sfumato, quindi, il tentativo, anche questo confermato dai vertici del partito, di ingresso in Fratelli d’Italia, a questo punto vengono spontanee alcune considerazioni.
Vengono meno, di colpo, le avversioni di Cassì per i partiti, non sono più gusci vuoti o, quantomeno vuole concorrere a riempirli.
Come spiegherà ai suoi elettori, alla città, all’opinione pubblica, la sua giravolta sarà tutto un programma.
Piuttosto, a proposito di elettori, va rilevato come Cassì andrebbe a posizionarsi, ma sarebbe, comunque un problema con qualsiasi altra formazione, in quanto partito, sotto sigle che erano avversarie alle ultime elezioni comunali.
Non solo dovrà queste spiegazioni, ma si vorrebbe capire cosa sarà detto a quegli elettori che hanno votato Cassì per non votare un partito, che potrebbero aver votato Cassì per non votare Forza Italia o Fratelli d’Italia, in pratica una presa in giro bella e buona dell’elettorato, e anche di qualche alleato, nella sua coalizione, che, per esempio, aveva deciso di appoggiarlo una volta esclusa ogni possibile alleanza con Fratelli d’Italia.
Gente che è stata attratta dal civismo, gente che ci ha creduto, e che ora dovrebbe ricredersi, per appoggiarlo, possibilmente, per altre competizioni elettorali.
Ma non basta, ci sono anche i tanti candidati, assessori e consiglieri, mascherati sotto l’alla del falso civismo, ma appartenenti a partiti politici.
E non si può dire che la politica è cambiata, perché sono passati solo 18 mesi dalle elezioni.
Se non è trasformismo questo, diteci di cosa si tratta.
