La dismissione dello stabilimento Versalis di Ragusa avanza inesorabile, nonostante le assicurazioni dei politici

Un documento sindacale della RSU dello Stabilimento Versalis di Ragusa mette in luce l’avanzamento inesorabile del processo di dismissione dello stabilimento, senza che l’Azienda si preoccupi di confermare i progetti di riconversione industriale annunciati.
Restano senza risposta gli appelli e le assicurazioni della politica, nei giorni scorsi l’ultima richiesta alla proprietà dell’assessore regionale alle attività produttive, Tamajo, per un tavolo di confronto che metta al centro la difficile situazione dei lavoratori dello stabilimento ibleo.

Questo il DOCUMENTO SINDACALE a firma dei componenti la RSU dello stabilimento, Mario Giovanni Pagano,
Giorgio Mirabella e Giuseppe Bisceglia

In data 16 Gennaio, a seguito di formale convocazione la RSU di Stabilimento ha incontrato la Direzione HR di Versalis e la prima linea di Esercizio/Produzione dello Stabilimento di Ragusa.
Da tale incontro sono emerse le priorità dell’Azienda e sono state di fatto illustrate alla RSU tutte quelle attività che già a partire da lunedì 20 Gennaio verranno messe in campo per portare nel giro di qualche mese lo Stabilimento Ragusano ad essere GAS FREE e quindi totalmente DISMESSO;
Tutto questo senza considerare le inevitabili ripercussioni sugli assetti e sull’ organizzazione del lavoro in area produzione e servizi.
La RSU apprende che, per lo stabilimento di Ragusa, non vi siano altre priorità aziendali se non la DISMISSIONE degli impianti di produzione e il congelamento degli accordi sindacali territoriali e nazionali.
Tali disposizioni avrebbero conseguenze economiche insostenibili per i lavoratori.
Ma se le priorità Aziendali sono soltanto quelle soprascritte, che fine hanno fatto quei progetti di riconversione Industriale che tanto erano stati proclamati per il Sito Produttivo Ragusano fino a qualche settimana fa?
Tutto questo non fa altro che alimentare le preoccupazioni della RSU circa il futuro produttivo ed occupazionale della realtà Industriale Ragusana; Lo Stabilimento di Ragusa farà da apripista alla fase di dismissioni annunciata da Eni senza nessuna intesa siglata tra Azienda e Rappresentanze Sindacali che tuteli il futuro dei Lavoratori Ragusani e delle loro famiglie.
Tutto ciò è INACCETTABILE e va contro quei rapporti di Relazioni Sindacali che da sempre hanno contraddistinto le Società del Gruppo Eni.
La RSU pertanto a difesa dello Stabilimento e dei suoi Lavoratori, chiede alla Direzione HR di fare un passo indietro e di bloccare tale piano di Dismissioni fino a quando non vi saranno delle reali garanzie e delle tutele per tutti i lavoratori, sancite da incontri programmati alla presenza delle segreterie tedrritoriali che portino alla condivisione e quindi alla ratifica tra le parti di un Protocollo che consenta di gestire al meglio tutte queste fasi, una intesa che dia concretezza e certezza a quei progetti di investimento previsti per la riconversione dello Stabilimento di Ragusa così come annunciati al MIMIT e alla Presidenza della Regione Sicilia.
Al fine di perseguire tale obiettivo, la RSU, chiede maggiori assicurazioni e un incontro urgente alla presenza delle Segreterie Territoriali, per meglio conoscere e definire gli ambiti del Progetto Ragusa comunicando, con il presente documento, che non sarà presente all’incontro Sindacale convocato per il 22 gennaio p.v.
La RSU, inoltre, si riserva di mettere in campo, qualora fosse necessario, tutte quelle azioni sindacali previste nell’espletamento del proprio ruolo.

Ragusa, 20/01/2025
La RSU
Pagano Mario Giovanni
Mirabella Giorgio
Bisceglia Giuseppe
Sigona Francesco

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