Lezione al sottosegretario alla Pubblica Istruzione

di Cesare Pluchino
Il passaggio dell’on.le Dipasquale nel Partito Democratico non convince tutti gli aderenti a Territorio, manca pure una condivisione unitaria nel PD

Nel Partito Democratico le polemiche e i contrasti interni non accennano ad esaurirsi, è di pochi giorni orsono l’esilarante quadretto fornito da alcuni iscritti di Ispica che prima hanno partecipato alle primarie e quando le hanno perse si sono scagliati, comicamente, contro questo genere di consultazioni e contro le regole che, partecipando, avevano accettato.         I dirigenti provinciali, diplomaticamente hanno plaudito al risultato delle primarie, esaltando la grande partecipazione, non dando seguito alle polemiche. A Ragusa, in una situazione ancora sospesa per le sorti del Direttivo provinciale, fra trattative sotterranee che non sembrano avere risultati, la fanno da padrone le considerazioni sul passaggio nelle file del partito di Nello Dipasquale e sui riflessi dello stesso al suo interno, che fanno ritenere possibile uno sconvolgimento degli equilibri interni. Sembrava che il Natale avesse rasserenato gli animi, addirittura, al recente convegno sul welfare, organizzato da Giorgio Massari e moderato da Mario D’Asta, esponenti di spicco del terzo circolo cittadino di Ragusa, nella desolante, per l’importanza del convegno, assenza della deputazione e dei vertici del partito, avevamo notato positivamente la partecipazione, di peso, del senatore Battaglia, del segretario del secondo circolo, avv. Mimmo Barone e  del vicesegretario provinciale, avv. Angela Barone. A ravvivare l’atmosfera, sulla questione Dipasquale, ci pensa quest’ultima, con una nota sulla recente ‘serata di auguri’ svoltasi nella sede del Movimento Territorio con la partecipazione del sottosegretario Faraone e del Presidente siciliano del PD, Marco Zambuto. Eleganza e meticolosa rassegna di rilievi critici inoltrati con moderata ma convinta decisione, fanno della nota un capolavoro di ‘fioretto’, i destinatari della stessa, che non possiamo chiamare avversari perché vestiti tutti della stessa uniforme democratica, sono ‘delicatamente sfregiati’, con argomentazioni stringenti e poco obiettabili, così da lasciare una ‘cicatrice’ comunque indelebile. Qui di seguito il testo integrale delle riflessioni dell’avv. Angela Barone: “Le recentissime notizie di stampa sulla “serata di auguri” svoltasi presso la sede del Movimento Territorio, organizzata dall’on. Nello Dipasquale, alla presenza di autorevoli esponenti del PD, mi forniscono lo spunto per una serie di riflessioni. Innanzitutto non mi stupisce la presenza del mio  Segretario Provinciale Giovanni Denaro, che era tenuto ad essere lì dal momento che vi erano presenti il sottosegretario alla Pubblica Istruzione Davide Faraone e il Presidente del PD Sicilia Marco Zambuto: doveri di ospitalità e di rappresentanza istituzionale ne imponevano la presenza ovunque questi illustri ospiti si recassero all’interno del territorio della Federazione Provinciale di Ragusa. Incomprensibile e grave, sotto vari profili, si rivela invece la scelta del sottosegretario Faraone di effettuare la sua prima visita in provincia di Ragusa, recandosi presso la sede di un movimento politico elettoralmente concorrente, ed in alcuni casi anche contrapposto, al PD. Sotto il profilo istituzionale, da sottosegretario della Repubblica Italiana avrebbe dovuto incontrare il mondo della scuola (docenti, studenti e personale amministrativo), ivi compresa vastissima area del precariato docente e non, ed affrontare a viso aperto le problematiche organizzative e lavorative del comparto Scuola, scambiando con docenti, studenti e personale amministrativo gli auguri di un futuro migliore. Sotto il profilo parlamentare, da deputato nazionale, ha commesso un grave sgarbo istituzionale nei confronti dei suoi colleghi parlamentari siciliani, visto che l’on. Dipasquale non è componente del gruppo parlamentare del PD all’ARS, ma è stato eletto in lista concorrente al PD ed oggi appartiene al Gruppo Misto: per altro non risulta che il sottosegretario abbia incontrato anche i deputati provinciali del PD all’ARS. Sotto il profilo politico, da rappresentante istituzionale di altissimo livello del PD, avrebbe dovuto incontrare tutti gli iscritti di tutti i territori, presso la sede della Federazione Provinciale, e discutere con loro delle linee politiche nazionali, regionali e locali: ha preferito invece incontrare simpatizzanti di altro movimento politico, alla presenza di qualche esponente del PD in rappresentanza di alcune, limitate, realtà provinciali. Stesso grave errore politico è stato commesso dal Presidente Zambuto che, quale rappresentante di tutte le anime e sensibilità (in altre parole aree) del PD Sicilia, avrebbe dovuto incontrare tutti, ed innanzitutto i segretari di tutti i circoli del PD della provincia, e discutere con loro le prospettive di crescita e radicamento del partito, anche in vista delle prossime amministrative del maggio 2015, e della sorte delle ex province regionali e dei loro dipendenti. Gravissima infine si rivela la condotta dell’on. Nello Dipasquale, che dopo aver fatto dichiarazioni pubbliche di appartenenza ed adesione al PD, ha evitato, per la sua prima uscita pubblica, di recarsi presso la sede della Federazione Provinciale, ha evitato il confronto con gli iscritti del suo nuovo partito, ha evitato di discutere con loro delle linee politiche seguite nel suo suolo di deputato all’ARS e delle sue iniziative legislative ed amministrative. Non solo ha evitato il pubblico incontro con il PD, ma addirittura ha organizzato un incontro presso la sede del suo movimento, omettendo di invitare non solo i segretari di tutti i circoli della provincia, ma addirittura almeno i segretari dei tre circoli di Ragusa città. Né d’altro canto potrebbe ipotizzarsi che quella “bella serata” fosse una riunione della corrente renziana, sia perché erano presenti solo pochi renziani, sia perché in tal caso ancora più grave si rivelerebbe la condotta di Faraone, Zambuto e Dipasquale, perché ciò significherebbe che quest’ultimo non è un aderente al PD, e tenuto come tale ad adempiere a tutti gli oneri che ciò comporta (adesione ai gruppi parlamentari e consiliari, scioglimento di movimenti concorrenti, versamenti economici, disciplina di gruppo parlamentare) ma è un aderente a gruppi politici altri, estranei alla storia e all’anima del PD”.

 

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