La Fisascat Cisl territoriale di Ragusa ha proclamato lo sciopero dei lavoratori dei servizi cimiteriali del Comune. La giornata di astensione dal lavoro è in programma sabato 8 marzo dalle 7,30 alle 17.
In una nota, inviata a palazzo di Città, il segretario generale aggiunto Fisascat Cisl, Salvatore Scannavino, chiarisce le ragioni della protesta.
“Con una nota del 25 gennaio scorso – è sottolineato – era stato proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori del servizio cimiteriale, al fine di denunciare le criticità relative al bando di gara con le quali si determinerebbe da un lato perdita di posti di lavoro e dall’altro le riduzioni salariali dei lavoratori.
Con una successiva nota del 10 febbraio scorso, era stata attivata la procedura di raffreddamento e conciliazione ai sensi della legge vigente.
Il 12 febbraio abbiamo incontrato la cooperativa datrice di lavoro. L’esito del confronto un mancato accordo, con cui è stata ultimata la procedura di raffreddamento.
Nonostante le interlocuzioni con l’assessore al ramo Mario D’Asta e le importanti dichiarazioni rese dallo stesso in consiglio comunale lo scorso 10 febbraio, con cui affermava pubblicamente che la vertenza sarebbe stata chiusa positivamente, non ci risulta, oggi, alcuna soluzione rispetto alle problematiche e alle criticità che abbiamo sollevato.
Ecco perché si è resa necessaria la proclamazione dello sciopero, visto e considerato che, nonostante il trascorrere del tempo, nessuna risposta è arrivata”.
Leggendo la nota della FISASCAT non si comprende il motivo del confronto con cooperativa datrice di lavoro, dal momento che il contenzioso, per il nuovo bando mette a confronto l’ente comunale e il sindacato.
A parte questo, per l’ennesima volta, quando si parla di servizi comunali ci sono sempre le solite questioni, non si comprende se le controversie sul bando sono provocate dalle strategie dell’amministrazione, dell’assessore, del dirigente, del funzionario, di certo, dopo tanti anni delle sempre stucchevoli contrapposizioni, qualcuno deve essere inadeguato e dovrebbe farsi da parte.
Un ennesimo servizio in proroga, perché gli uffici non sono mai pronti in tempo.
C’è una ricerca maniacale del risparmio ad ogni costo e, spesso, questo avviene ai danni del lavoratore, il Comune non intende pagare il dovuto ai lavoratori, tende sempre a togliere qualcosa, ora ore di lavoro, ora qualche biglietto da 10 o da 50 euro, ora aggiungendo altri carichi di lavoro. Si potrebbe parlare di partita a scacchi, anche se considerati i soggetti in ballo, potrebbe essere offensivo per i giocatori di scacchi.
Come anche riconosciuto nella nota del sindacato, l’assessore al ramo, in consiglio comunale, aveva assicurato mantenimento dei livelli occupazionali per gli operai, senza però parlare di significative riduzioni dello stipendio, di lieve riduzione per gli impiegati che, come sottolineato, potrebbero essere sostituiti da personale comunale, mentre trapela che, al contrario qualche. amministrativo della ditta sia distaccato nella stanza del funzionario, negli uffici.
L’assessore ha anche parlato di una riduzione dell’appalto da 36 a 30 mesi, ma gli interessati affermano che, fino ad ora, il bando è immutato.
A questo punto, considerato che al sindacato non risulta, ad oggi, alcuna soluzione rispetto alle problematiche e alle criticità che abbiamo sollevato, sarebbe d’uopo che l’assessore facesse chiarezza sulla vicenda che, come di consueto, assume aspetti stucchevoli, la gente vuole sapere di chi si deve fidare, se dell’assessore o del sindacato, perchè qualcuno dice cose non vere e deve essere messo a tacere.
E se le criticità sono provocate dagli uffici, come avvenuto per la redazione dell’ultimo bando, l’assessore deve pubblicamente indicare quali sono i tavoli che non funzionano e le persone che andrebbero sostituite.
