Senza la guida diretta del leader Dipasquale, il Partito Democratico in provincia ne sbaglia una al giorno

Già c’era stato l’episodio di Ispica, dove il segretario cittadino del PD si era scagliato contro il consigliere comunale per non aver votato la sfiducia al sindaco Leontini, presa di posizione subito annullata dai vertici dal partito.

A Modica, per le vicende politiche attorno al dissesto e al sindaco della città alle prese con lo sfaldamento della maggioranza, i PD non hanno tenuto una posizione coerente, in più occasioni hanno votato a favore del sindaco e non ci sono accenni per sgombrare ogni minima ipotesi di inciucio per far sopravvivere l’amministrazione Monisteri.
Nel mezzo, fra le contestazioni per lo spostamento a Donnalucata di un torneo sportivo che si doveva tenere a Marina di Modica, c’è il costante attacco a quello che viene considerato il nemico pubblico numero uno, Ignazio Abbate, per il quale, però non c’è l’onestà intellettuale di ringraziare per aver fatto arrivare a Modica 3.500.000 con l’ultima finanziaria di fine anno.
Allora si va a scovare una determina, del tempo quando Abbate era sindaco, del 2021, di una richiesta di risarcimento danni, alla Protezione Civile Regionale, pratica istruita legittimamente dal Comune di Modica, ancorché parte dell’azienda agricola ricadesse in territorio del Comune di Ragusa, denuncia per la quale abbiamo dovuto subire le precisazioni di uno studio legale che ci ha intimato di pubblicare la rettifica alla pubblicazione del comunicato del PD.
Non escludiamo, non siamo nati ieri e sappiamo come vanno le cose in politica, che ci possano essere manine che provocano lo spostamento di un torneo o accelerano l’iter di una pratica, ma chi parla su carta intestata di un grande partito italiano, di grande storia e di grande tradizione, non può cadere in superficialità, una dietro l’altra, nulla può escludere nulla, ma questo quando si arrivasse ad un pronunciamento della magistratura sui fatti contestati.
I PD di Modica dovrebbero imparare dal loro leader, l’on,le Dipasquale, quando ha sollevato la questione Rosso al Libero Consorzio di Ragusa, per un concorso, denunciando gli aspetti di scarsa opportunità politica ma sottolineando come l’iter procedurale fosse del tutto legittimo.

Non contenti dei flop fino ad ora accumulati, il PD di Modica considera la mancata approvazione dei Temporary Store una occasione persa per il centro storico di Modica, e la cosa ci può stare, la considerazione può anche essere considerata legittima e fondata, ma si eccede quando si parla di “ennesima vendetta politica di Abbate ai danni della città”

Non solo si contesta la libera espressione di 12 consiglieri comunali regolarmente letti dal popolo che hanno determinato la mancata approvazione del regolamento per l’attivazione dei Temporary Store, peraltro astenendosi e non votando contro, strategie tante volte, da sempre, patrimonio dei democratici, si arriva all’inconcepibile trattamento dei consiglieri come fossero burattini al servizio del dominus della città.

Scrivono dal PD di Modica: “Un provvedimento nato con l’intento di stimolare l’economia locale, favorendo l’occupazione temporanea degli spazi commerciali sfitti e contribuendo a restituire vitalità al cuore antico di Modica, viene rigettato per meri calcoli politici, in una logica distruttiva che antepone l’interesse personale alla visione collettiva.” Ma, forse non sanno che, anche senza regolamento, chi vuole può aprire un Temporary store”, con le dovute procedure.

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