Da quello che si legge nelle cronache regionali, una elezione da dimenticare, dove politica e democrazia, nonostante lo sfoggio che se ne è voluto fare, hanno perso, e in malo modo.
Ragusa non è certo in primo piano in questo quadro, ma c’è molto da dire.
L’unica nota, positiva e rassicurante viene, come al solito, dall’on.le Nello Dipasquale che, realistico come sempre, ha fato notare che su un territorio dominato da 8 sindaci su 12 di centro destra, c’era poco da aspettarsi in termini di sorprese.
Un Dipasquale che può annoverare tre consiglieri provinciali, uno del PD, a lui vicino, due del Movimento Territorio, del Sindaco di Chiaramonte Gulfi, suo fedelissimo, uno su cui si doveva giocare la carta della candidatura, oltre al merito di aver costituito un fronte unico della sinistra che può essere propedeutico a repliche dell’esperienza.
Per il resto, come spesso avviene in ogni genere di elezione, tutti hanno vinto, Ignazio abbate considera la DC il primo partito, e senza accessori e movimenti accanto lo è, anche se c’è l’ombra di Radici Iblee che nessuno ha capito di che si tratta.
Forza Italia, che sul territorio non esiste da tempo, conquista un consigliere ed è una grande conquista.
I sindaci civici, a furia di camaleontiche trasformazioni, sono riusciti a derubricarsi a consiglieri, perdendo, però, la leadership del civismo di cui si è impadronito Raffaele Lombardo con l’ottima prestazione del suo pupillo ispicese, Galifi, vista anche come bacchettata all’amico Cassì.
Finanche Nino Minardo, di cui si sente, ormai da troppo tempo, la scarsa presenza sul territorio, canta vittoria con il significativo passaggio di una sua nota dove sottolinea lo straordinario risultato della lista Voce Comune
“che abbiamo contribuito a formare”.
E che dire di Fratelli d’Italia, del suo stratega Assenza e dell’altro leader Sallemi, ne escono vincitori assoluti, qualcuno vuole mettere pepe rosso calabrese sulla vittoria dipingendo Sallemi come subalterno ad Assenza in questo gioco, ma pensare ad un Sallemi, impegnato con le sue apparizioni televisive, senza soluzioni di continuità, sulle reti televisive nazionali, incrinato dalle problematiche di paese è follia, del resto, svanita la possibilità dell’ingresso di Cassì nel partito, non ha nemmeno il rischio di qualche isolato reflusso esofageo.
Certo, di fatto, Fratelli d’Italia, principale partito italiano, con posizione di rilievo in Sicilia, porta a casa un solo consigliere, nemmeno di Vittoria o, in subordine, di Comiso, le roccaforti, il secondo è un civico di pregio accolto nella lista, che bene avrebbero fatto a candidare.
Nulla da eccepire sulla Presidente, prima di tutto una persona per bene, figlia di persona per bene di altri tempi, che sono cosa diversa dagli attuali, ma una “signora”, nel senso più positivo del termine, non può assolvere un difficile compito, come quello della Presidenza del Libero Consorzio, peraltro, mantenendo intatti tutti i giudizi positivi sulla persona, non è che possa vantare successi della sua attività amministrativa tali da considerarla la più adatta per la candidatura.
Lo stesso intervento fatto durante la proclamazione ci ha regalato l’ovvio di temi e problematiche nelle quali, ormai, nessuno crede come obiettivi di soluzioni possibili.
Il primo esame sarà quello dui cui tanto si parla, il sindaco di Ragusa diventerà vicepresidente del Libero Consorzio? La legge del Rio non prevede la carica, qualcuno sussurra che un vecchio regolamento della provincia Regionale lo prevede, ma dovrebbe essere superato dalla legge.
Se ci saranno cose di questo genere, anche a titolo onorifico, peggio che mai a titolo operativo, sarà la conferma degli accordi a tavolino per decidere nomi e alleanze, ora c’è anche MPA che può rivendicare onori, tanto varrebbe, allora, farne tre, uno dell’area centrale, uno dell’aerea orientale e uno dell’area occidentale, una chicca sarebbe una vicepresidenza al perdente Fidone e tutto finirebbe a tarallucci e vino, come nelle migliori commedie … per non parlare di altro.
