Seduta del Consiglio comunale dii Ragusa dedicata all’esame delle osservazioni al PRG, interessante solo per la parte dedicata alle comunicazioni, come del resto la maggior parte delle assemblee cittadine.
Nulla di nuovo sotto il sole, maggioranza non presente in aula all’orario di convocazione, e all’apertura della seduta, consentita solo dalla presenza in aula di almeno sei elementi che si vorrebbero definire di opposizione.
Di bassissima caratura gli interventi dei consiglieri, lampade dell’illuminazione pubblica spente, il consigliere La Porta che dichiara, apertamente in aula, che i disservizi sarebbero da addebitare a qualche dipendente comunale che dovrebbe essere allontanato, il consigliere Firrincieli che insiste sul PSPP per il castello di Donnafugata, fingendo di non capire che è tutto già deciso, addirittura il sindaco, nel suo intervento di replica, dopo aver più volte dichiarato che la convenzione con l’impresa prescelta sarebbe stata sottoposta a verifiche e modifiche, facendo anche tesoro di spunti offerti da altre proposte, ci dice, ora, che l’atto che verrà portato in Consiglio non potrà essere emendato, o si approva o si boccia.
Esempio fulgido di come turlupinare le minoranze e l’opinione pubblica che avesse avuto ancora l’ingenuità di credere in tutto quello che si è detto attorno a questo partenariato le cui sorti sono state decise, da tempo, nelle stanze del potere.
Il consigliere La Porta ha aperto la stagione estiva sottolineando l’indecenza che lasciano i giovani, a Marina di Ragusa, in diversi siti di aggregazione, se ne discuterà per tutta la stagione, nessuno avrà il coraggio di chiedere una ordinanza con la quale si vieti di mangiare e bere per strada, con pesantissime sanzioni.
Come era prevedibile, lo spazio dedicato alle comunicazioni tutto dominato dalle punzecchiature, dalle provocazioni, sterili e inutili, nei confronti del sindaco eletto consigliere provinciale e facente parte della squadra di destra che ha dominato queste elezioni provinciali.
La storia è ampiamente nota a tutti, sono noti tutti i tentativi di Cassì di accasarsi in un partito, per ottenere la candidatura che, come è stato dimostrato, una volta decisa aveva tutte le possibilità di imporsi, indipendentemente dai numeri, per la netta prevalenza dell’aerea di centro destra sul territorio provinciale.
Ha tentennato troppo, non ha avuto il coraggio di cambiare maglia, è solo riuscito a creare un fronte di civici, dove c’erano, peraltro, il principale esponente in provincia dell’MPA di Raffaele Lombardo e il sindaco di Santa Croce Camerina, Dimartino, sulla carta civico ma inserito nella lista di Fratelli d’Italia.
Di apparentemente civici solo Cassì e la Monisteri, quest’ultima con la sua chiara appartenenza vantata dall’on.le Minardo. Un fronte di civici che ha consentito di salire sul bus del vincitore, l’on.le Assenza che ha preferito stravincere, non limitandosi a vincere.
Una vittoria dilagante che non ha consentito, comunque, di conquistare una maggioranza in Consiglio provinciale, stante il pareggio di 6 consiglieri a sostegno della Presidente contro altrettanti di opposizione.
Ma si sa che qualunque oppositore si può intenerire!
Mario Chiavola ha cercato di punzecchiare il sindaco affermando che avrebbe potuto mirare più in alto, come se non conoscesse tutte le mosse del primo cittadino per arrivare alla candidatura.
Fra i complimenti e le difese d’ufficio dei consiglieri Iurato, Occhipinti e Schininà, le punture del consigliere Calabrese che ha esordito con : “W la destra”, a celebrare questo passaggio, di fatto, del sindaco civico nell’area di destra, sottolineando come, nonostante le ambiziose premesse, in definitiva, nella sua lista, è arrivato solo secondo, dietro un consigliere sconosciuto (definizione di Calabrese) di Ispica, che tutti, invece, conoscono come esponente di punta del MPA di Raffaele Lombardo, strumento, per molti, del leader politico catanese per dare una scrollata politica all’’amico’ Cassì.
Calabrese non ha risparmiato critiche a Cassì per non aver voluto dare spazio ad un consigliere della sua maggioranza, almeno del suo gruppo, non ritenendoli, forse, adeguati al ruolo, evidenziando come alla Provincia si sia passati da una monarchia ad una oligarchia.
Non ha risparmiato le frecciate al collega Iurato che, apparentemente schizzinoso verso Fratelli d’Italia, ha appoggiato Cassì, dichiarandolo, addirittura prima del voto, alla stampa, segnale per Calabrese di pura sudditanza.
Ma come spesso avvenuto, lo spettacolo è stato con l’intervento del consigliere Mauro, non tanto perché più penetrante di quello di Calabrese, ma per gli stracci che sono volati dopo.
Mauro ha esordito constatando come il 2° posto in lista avrebbe tradito le aspettative dei ragusani, Cassì si candidava per essere protagonista – ha detto – quasi legittimato dal cielo, ma è stato battuto da un consigliere comunale di Ispica.
“Lei è arrivato a diventare consigliere provinciale solo grazie all’apporto e al sostegno dell’on.le Assenza, vero unico dominatore di queste elezioni, nelle strategie e nei risultati. Ora mi aspetto – ha concluso Mauro – che questo consiglio comunale, questi consiglieri di maggioranza, facciano chiarezza”
Nel suo intervento di replica, il sindaco Cassì, ha ringraziato quanti lo hanno sostenuto e ha esaltato il risultato come dimostrazione di compattezza del suo gruppo, non considerando la carica di consigliere una diminutio ma, piuttosto, un mettersi a disposizione della squadra, concetto che ha ereditato dalle sue esperienze sportive.
“Del resto – ha aggiunto – ho preso più voti, ma, per effetto della ponderazione il mio compagno di lista è arrivato prima di me.”
Ma, ci permettiamo di aggiungere, proprio dalla pratica sportiva, il sindaco dovrebbe sapere che si gioca con regole che si conoscono prima, se un avversario ti supera perché realizza di più con il tiro da tre punti, sta nel gioco.
Addirittura, e ne avrebbe potuto fare a meno, ha considerato una anomalia della legge elettorale il fatto che ben quattro consiglieri dei dodici provengono da un piccolo centro come Chiaramonte Gulfi.
Cosa si potrebbe dire allora, secondo il suo ragionamento, dei consiglieri di Monterosso Almo, di Santa Croce Camerina, di Acate?
Ma dove sono volati gli stracci, e si doveva evitare in un civico consesso dove già si parla poco di problemi della città e si preferisce trastullarsi con questo gossip elettorale, è stato quando Cassì ha rilevato, cosa che prima o dopo si attendeva, come il consigliere Mauro sia presente in Consiglio comunale come espressione di una componente politica alleata e a sostegno del Partito Democratico, mentre ora è passato in un partito che con il PD ha poco a che fare.
Certo, tirare fuori questi argomenti da capo di una alleanza dove sono riuniti in giunta e in maggioranza le migliori espressioni del trasformismo politico locale, e dopo aver professato civismo ad oltranza, cercando di trovare accoglienza, nel contempo, nelle culle termiche per la vita di Fratelli d’Italia, di Forza Italia, del MPA, è veramente una offesa all’intelligenza degli avversari politici, degli osservatori e dell’opinione pubblica.
