L’assessore all’Ambiente del Comune di Ragusa, Mario D’Asta preferisce affidare al quotidiano locale la sua replica all’ennesimo comunicato del consigliere comunale di Marina Angelo La Porta che, al netto di qualche divagazione non condivisibile, mette a nudo, come è sua abitudine, in maniera netta e cruda, le grosse criticità riscontrabili in materia di verde pubblico, decoro urbano, raccolta dei rifiuti e gestione del Centro comunale di Raccolta della frazione Iblea.
L’assessore la butta sulla polemica, usa termini roboanti, parla di strategia di La Porta per destabilizzare, non pensavamo che l’amministrazione fosse a tale rischio per un semplice comunicato di un consigliere comunale, ma non riesce a fare chiarezza sui temi sollevati.
Comprensibili le difficoltà dell’assessore per la fondamentale inadeguatezza dell’amministrazione per certi settori, difficoltà acuite dall’illusione, nella qualità di ex componente delle opposizioni passato sul carro del vincitore, di poter dare una scossa all’attività di una compagine amministrativa che già aveva mostrato i suoi limiti nei primi 5 anni, gli stessi che aveva rilevato sempre e lo hanno indotto a offrire la sua collaborazione.
Avendo scelto la strada della genuflessione al sindaco e al suo cerchio magico, del resto senza alternative trovandosi senza consiglieri a sostegno, D’Asta non può far valere il fervore amministrativo che lo aveva animato in campagna elettorale, le sue buone intenzioni e, addirittura, in maniera maldestra, cerca di prendere le difese dell’operato amministrativo.
Perché per la mancanza di supporto digitale per la registrazione dei punti per lo sconto TARI non riesce a dare una giustificazione e dice di accontentarsi dell’annotazione con la classica penna, senza spiegare cosa impedisce al Comune di stare al passo con i tempi, nella sua veste di delegato alla transizione energetica.
Ben più grave il tentativo di liquidare la questione persistente chiusura del Centro Comunale di Raccolta di Marina di Ragusa con il magheggio comunicativo del sindaco Cassì che, in Consiglio, ha parlato di mancanza di uno strumento di pronta risoluzione, invece di dire che non si è proceduto alle necessarie opere di adeguamento dell’impianto per la mancata volontà di appostare le somme necessarie.
Se ne esce con un altro magheggio comunicativo: “stiamo comunque lavorando per raggiungere l’obiettivo che sarà, in tempi ragionevoli, a portata di mano”, come dire non sappiamo nemmeno quando riapriremo.
Dove si raggiungono alte vette di comunicazione, comunque familiari a questa amministrazione, è quando, per quello che si legge, i tempi sono dilatati anche per la sinergia proficua fra Comune e SRR.
Comprensibile, dati i trascorsi, che finito l’appalto nelle mani della SRR, siamo definitivamente in alto mare, ma ci sarebbero le condizioni per sollecitare la struttura, di cui è Presidente lo stesso sindaco, ad accelerare l’iter.
In ogni caso, colpevole latitanza dell’assessore e di tutta la maggioranza, per non aver saputo fornire notizie sul piano di raccolta che era stato fatto predisporre, per il quale sarebbe stato opportuno coinvolgere i cittadini, diretti interessati alla questione, ma anche per non sollecitare, ora la SRR, a farlo, prima di emanare il bando che non può essere propinato alla città senza una preventiva condivisione.
In tempi di normale e buona politica, ci sarebbe da scandalizzarsi, il civismo ci ha portato a questo, i cittadini sono contenti, non si lamentano, si rassegni, quindi, il consigliere La Porta e si scusi per aver disturbato l’amministrazione
