Il Partito Democratico di Modica ribadisce forti accuse alla passata amministrazione della città, ma non arrivano riscontri ai casi sollevati

Lo stato maggiore del Partito Democratico di Modica ha convocato, nei giorni scorsi, una conferenza stampa per denunciare presunti scandali che interessano il Comune di Modica, già sollevati in precedenti interventi.
Il segretario avv. Salvatore Poidomani, il vicesegretario avv. Francesco Stornello e il consigliere comunale Giovanni Spadaro. Hanno parlato di scandali attinenti all’amministrazione del Comune di Modica, nel periodo in cui era sindaco l’on.le Abbate e assessore l’attuale sindaco Maria Monisteri, alla quale si addebita, ora, l’assoluto silenzio, suo e della sua giunta, su quanto denunciato.
L’avv. Poidomani e l’avv. Stornello hanno parlato di sistema opaco e clientelare nella gestione degli appalti e nella erogazione di indennizzi, ci sarebbero state gravi anomalie che, peraltro, avrebbero messo a mal partito le casse comunali, contribuendo al dissesto.
I democratici di Modica chiedono una commissione di inchiesta, non è noto se hanno inoltrato, quanto meno, esposti alla Magistratura, oppure sono spinti da motivazioni esclusivamente politiche.
Come in altri casi che hanno interessato la politica provinciale, si sono spesso sollevati polveroni, per Iblea Acque, per i concorsi alla Provincia, per i quali, peraltro gli stessi democratici hanno eccepito non irregolarità di legge ma solo motivi di opportunità politica, di questi presunti scandali di Modica si parla da tempo, ma tutti sono al loro posto, nessuna autorità è intervenuta, addirittura la sindaca di Modica è stata chiamata a rivestire la carica di consigliere provinciale, mentre l’ex sindaco di Modica continua nella sua attività di parlamentare regionale e nella sua importante carica di presidente della I Commissione dell’Assemblea Regionale Siciliana.
Legittime le perplessità dell’opinione pubblica che si ritrova smarrita fra accuse circostanziate e l’indifferenza degli accusati e il silenzio delle autorità preposte.
Gli avvocati del Partito Democratico di Modica sanno, naturalmente, che fino al terzo grado di giudizio nessuno è colpevole, meno che mai se alle denunce non c’è alcun seguito, non solo delle autorità ma perfino del sentire comune della gente nei confronti degli accusati.
Ci troviamo di fronte ad un sindaco, a Modica, assessore della giunta Abbate e ora prima cittadina costretta a chiedere il dissesto che si muove come se nulla fosse, addirittura con il possibile sostegno del Partito Democratico, i cui esponenti hanno escluso ogni ipotesi di promozione di una mozione di sfiducia per la Monisteri.
Nella stessa conferenza stampa non c’è nemmeno un invito ad andare a casa per il sindaco.
Al centro della conferenza stampa, inizialmente, la questione di indennizzi per fenomeni atmosferici negativi, previsti dalla legge, a favore di un operatore agricolo di Modica, che aveva in affitto dei terreni di proprietà proprio dell’ex sindaco, ma in territorio di Ragusa Ibla.
Ci sarebbe stato un evidente conflitto di interessi, si sa solo che ci sarebbe stata la revoca dell’acconto dell’indennizzo, per il resto nessun altro intervento.
Si è parlato anche un sistema consolidato di appalti senza gara, quindi in assoluta violazione delle norme di legge, ma non risultano, né sono state evidenziate, denunce di altre ditte che si potevano ritenere danneggiate da tale sistema, apparentemente consolidato.
L’avv. Stornello ha solo evidenziato che il sistema avrebbe aggirato i vincoli di legge, favorito pochi imprenditori ‘vicini’ e portato al dissesto finanziario del Comune, come ha sottolineato anche la Corte dei Conti. Ma, finora, la Corte dei Conti non è andata oltre la sottolineatura.
Oggetto della conferenza stampa anche la Rotonda della Caitina, della quale più volte si è occupato anche il consigliere Spadaro, sullo sfondo della fondamentale indifferenza del sindaco Monisteri, opera pubblica per la quale c’è un decreto ingiuntivo a carico del Comune, per 200mila euro, per il mancato pagamento di una impresa, mentre alcune perizie di variante sono bloccate perché non approvate dagli uffici.

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