Tanto rumore per nulla

L’unico a uscirne bene dalla ciclica campagna di interesse attorno all’aeroporto di Comiso è colui che ha acceso la miccia questa volta, il sindaco di Acate, Gianfranco Fidone, che, da giovane politico, ha saputo maneggiare il processo comunicativo, arrivando, forse anche con qualche aiutino, su RAI 3 e sulla edizione siciliana di Repubblica.
Peccato che sull’aeroporto ha detto il nulla e che, ancor di più le testate regionali citate hanno fatto solo salotto, amplificando il nulla di sottofondo.
Un video girato in maniera dilettantistica, da mani inesperte, calato nel mezzo di un pomeriggio di primavera, per rappresentare una situazione nota, senza andare a toccare l’essenza del problema.
Quello che più preoccupa Fidone è il silenzio degli attori istituzionali, ma, stranamente, sfiora appena il sindaco di Comiso, formalmente padrona dell’aeroporto e componente del CdA della Società di Gestione che è la vera proprietaria dello scalo, concentra il suo attacco sul Sindaco di Ragusa, in maniera anche pesante, senza che si possa evincere per quale motivo il sindaco del capoluogo debba farsi capofila delle rivendicazioni dell’aeroporto di cui non ha nulla e del quale la proprietà non ha mai spinto per il coinvolgimento del territorio..
Ormai anche i bambini sanno che il destino dell’aeroporto di Comiso è solo nelle mani della SAC di Catania, non ci sono diritti da rivendicare sull’aeroporto, forse solo la Politica può spingere, ma non obbligare, SAC, ad avere un occhio di riguardo per Comiso: ma la politica che lo può fare non è quella del sindaco di Ragusa, peraltro senza partito di appartenenza, né degli altri livelli locali.
La politica è quella di Palermo, degli esponenti della maggioranza che governa, fra cui c’è anche il leader politico di Fidone che non ha mai speso una parola per l’aeroporto: se ne comprende lo scarso interesse considerato che Abbate non vede nulla oltre i confini che separano Modica dal capoluogo, comunque esilarante il tentativo di Fidone di smarcarlo dalle polemiche potenziali con il fatto che Modica, alla fine, ha scarso interesse per l’aeroporto, considerando lo sbocco autostradale.
A risolvere la questione aeroporto devono essere Assenza a Palermo, Sallemi a Roma, e anche Cuffaro, ad Agrigento, che dovrebbe opporsi allo spreco di un quinto aeroporto nell’isola.
Occorre fare opposizione senza guardare in faccia nessuno, occorre fare chiarezza sul passato, sottolineare le responsabilità, con nome e cognome, appoggiare iniziative come quella di Calenda che chiede trasparenza sulle vicende societarie di SOACO e SAC e al quale viene negato l’accesso agli atti.
Servirebbe capire come mai la destra che governa Comiso non si è mai scagliata contro i protagonisti di sinistra che buttarono al vento l’aeroporto, destinandolo nelle mani dei catanesi per un tozzo di pane: solo eccezionalmente l’on.le Assenza ha parlato di ‘peccato originale’, senza scendere nei particolari.
La sindaca di Comiso, ora anche nella veste di presidente della Provincia, deve dire se la questione aeroporto la vuole affrontare da sola o con il coinvolgimento del territorio, occorre uscire dall’equivoco, capire se vuole fare la guerra o fare salotto.
Abilmente la Schembari rimanda tutto a ottobre, le nuove rotte, la continuità territoriale, ci parla dei milioni messi a disposizione per il cargo ma non chiede perché non si muove foglia. Peraltro, a chi ha intenzione di affidare tutta la questione ‘cargo’, ad un cassiere dell’ipermercato ‘Le Dune’ o ad un artigiano della pietra di Comiso?
Tutta l’animosità mostrata nel video, Fidone la deve mettere, ora, nella prima assemblea dei sindaci, alla provincia, e deve catechizzare i suoi rappresentanti in consiglio provinciale per rendere la vita impossibile ad una presidente senza maggioranza.
Dicevamo che il video ha scatenato l’intervento di autorevoli testate regionali, ma sono interviste e articoli solo da salotto: su RAI 3 non si è accannato per nulla alla SAC, non lo ha fatto la giornalista, non lo ha fatto il sindaco Fidone, meno che mai ne ha accennato il sindaco Schembari, nemmeno per dire dei suoi ormai limitatissimi poteri sull’aeroporto. Anzi la Schembari ha malcelato la sua autorevole parte per quello che verrà.
Da quello che ha fatto apparire, 9 milioni in tre anni della Regione, 3 milioni della provincia, la continuità territoriale, avrebbe solo dovuto concludere che si dovrà aspettare l’autunno per tornare a vedere di nuovo vivo l’aeroporto con il numero minimo di passeggeri per renderlo economicamente sostenibile.
Se così non sarà, entro la fine dell’anno, farà bene a dimettersi da tutte le sue cariche pubbliche, e questo avrebbe dovuto chiedere il sindaco Fidone.
In pratica, per l’aeroporto di Comiso sarebbe tutto risolto, Fidone poteva non sapere. Se poi, anche con tutti questi milioni, saremo collegati solo con Roccacannuccia o con il paese delle meraviglie, la polemica ripartirà da zero.
Anche Repubblica non ha fatto altro che fotografare l’attuale situazione, sciorinando una serie di dati, ma senza andare alle vere cause del declino di Comiso tanto da indurre a due riflessioni: nessuno parla del possibile atteggiamento della SAC di fronte ad un rilancio in grande stile di Comiso, per come lo fa intravedere la sindaca Schembari, che potrebbe anche fare concorrenza a Catania per alcune rotte.
Un altro particolare, su cui pochi si soffermano, è quello del numero minimo di passeggeri che servono per rendere economicamente sostenibile lo scalo: da quello che si è capito servono almeno 500.000 passeggeri, ci sono, potenzialmente, sul territorio, queste richieste e, soprattutto, per quali destinazioni?

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