Riunione dell’Osservatorio per la Tassa di Soggiorno del Comune di Ragusa, alla Provincia, per parlare dell’aeroporto di Comiso

Alone di incertezza e di perplessità che si diffonde, sempre di più, attorno all’Osservatorio per la Tassa di Soggiorno.
L’organismo che, ormai, il sindaco Cassì ha stabilmente trasformato in salotto dove di discetta di turismo, ignorando il ruolo primario e unico che sarebbe quello di monitorare l’utilizzo della Tassa di Soggiorno del Comune di Ragusa, ai sensi dello specifico regolamento, potrebbe, tutt’al più suggerire correttivi e migliorie per l’utilizzo dei fondi a disposizione, ma mai ha assolto il suo compito elettivo.
Peraltro, come salotto, ha ospitato partecipanti in contrasto con quanto previsto dal regolamento che norma numero e tipologia dei componenti, e come nei salotti che si rispettano la partecipazione è a inviti con l’attenta precauzione di escludere la stampa, che non viene nemmeno messa a conoscenza delle convocazioni.
L’ultima riunione, addirittura, in casa del Libero Consorzio con un parterre di presenze del tutto anomalo: oltre alla presidente Schininà, al sindaco Cassì, un solo rappresentante dei consiglieri, Galifi componente di maggioranza, nessun rappresentante delle associazioni di categoria previste dal regolamento, solo il responsabile del Centro Commerciale Naturale Antica Ibla, notoriamente legato, per varie iniziative all’amministrazione e quindi da considerare poco adatto a monitorare serenamente l’utilizzo della tassa, della quale anche gode. Al tavolo due partecipanti sulla cui presenza nell’Osservatorio non si comprende la necessità, l’esperto del sindaco per il turismo e il consigliere comunale e assessore ai centri storici Gurrieri, ormai onnipresente in ogni tipo di appuntamento.
Ospite, naturalmente la padrona di casa, la Presidente della Provincia, Schembari, anche nella sua veste di sindaco di Comiso e componente del CdA della SAC.
A netto di ritenere impropria la convocazione dell’Osservatorio nella sede del Libero Consorzio, è da ritenersi del tutto da decifrare il coinvolgimento dell’Osservatorio per la questione aeroporto, perché l’unica funzione potrebbe essere quella di suggerire destinazioni di fondi della tassa di soggiorno per l’aeroporto e per nuove rotte, ma senza precise e dimostrabili ricadute per il Comune di Ragusa.

Dopo che il sindaco di Ragusa mai si è interessato della questione aeroporto, meno che mai mostrando di voler partecipare alla governance, come del resto tutti gli altri sindaci della provincia e del territorio, l’incipit di una nota, diffusa attraverso l’Ufficio stampa, ci dice che ““La situazione del nostro scalo, che da metà mese ha toccato uno dei punti più bassi della sua storia, è la priorità del territorio ibleo.”
Da un tavolo dove mancano veri competenti di materia aeroportuale, naturale che siano emersi punti di vista differenti così come molteplici sono le cause della crisi.
Solite diagnosi, carenza di infrastrutture, di servizi e di collegamenti, colpe della politica, atteggiamento della SAC nei confronti dell’aeroporto di Comiso che, pur del tutto legittimo da un punto di vista societario, comincia a destare qualche perplessità negli interessati alla sorte dell’aeroporto ibleo.
Ma su tutto c’è, almeno, la piena consapevolezza, che alla base del declino di Comiso c’è il disinteresse della politica, con la Regione che riserva le massime attenzioni per l’aeroporto di Trapani, di cui detiene la maggioranza delle quote societarie, 8 milioni l’anno per tre anni, mentre a Comiso vanno le briciole.
Politica che ostacola la piena adozione della continuità territoriale, in ossequio ai voleri nazionali, in netto contrasto con quanto avviene per i collegamenti per la Sardegna.
Ma l’inadeguatezza della classe politica locale, al riguardo è, ormai acclarata.
Di tutto quello che dichiarato il sindaco Cassì nella nota, nulla di nuovo che già non sapevamo.
Quali siano stati i contributi degli altri partecipanti alla riunione non è dato sapere.

Sulla scia dell’atteggiamento assunto, in particolare, per contrastare le ultime denunce su un aeroporto che ha raggiunto, forse, il punto più basso della sua breve storia, le considerazioni della Presidente Schembari che ha ormai collezionato tanti di quegli insuccessi nella gestione dell’aeroporto di Comiso che bene farebbe a fare un passo di lato e decidere, almeno, di affidare il tentativo di salvataggio dello scalo a persone, finalmente, per una buona volta, competenti nella materia e di provata indipendenza, come non fui all’epoca della consegna dell’aeroporto nelle mani dei catanesi per merito della politica scellerata dei comisani, ancorché di altra parte politica.
La Schembari ha assunto un atteggiamento simile a quello dell’amministrazione Cassì: non tutto va male, “Non sarà però guardando indietro o altrove, né cavalcando la comprensibile indignazione, che le cose miglioreranno” è scritto nella nota diramata dall’Ufficio Stampa del Comune di Ragusa.
“Per cercare facile consenso – aggiunge – si rischia solo di alimentare un clima di sfiducia verso chi vuole partire o atterrare su Comiso (che non è certo chiuso e ha ancora voli e turisti) e verso le compagnie potenzialmente interessate a lavorare nel nostro scalo.”
E ancora: “La questione è tutta lì: trovare risorse economiche per attirare le compagnie, che vogliono essere pagate per ogni passeggero che portano. Piaccia o non piaccia, funziona così ovunque.
La novità innegabile rispetto al recente passato è che questi soldi, adesso, ci sono, e sono il frutto di un’azione politica coesa. La Regione ha stanziato alcune decine di milioni di euro per il potenziamento dello scalo e la realizzazione di infrastrutture, ed ha assegnato 9 milioni di euro (3 milioni per 3 anni) alla Camera di Commercio del Sud-Est per mettere a bando nuove rotte internazionali.
La Provincia ha stanziato ulteriori 3 milioni per le rotte nazionali. Non era successo nella storia recente.
Bisogna, però, essere onesti: questa azione passa da procedure complesse e con tempi incomprimibili. Solo dopo aver ottenuto i finanziamenti si possono avviare i bandi e solo dopo il completamento dell’iter delle gare possono partire i voli. Se qualcuno conosce strade diverse si faccia avanti.
Al bando della Regione hanno risposto 3 compagnie proponendo 5 nuove tratte estere. Le proposte sono in corso di valutazione e non sono ancora note le destinazioni. L’iter dovrebbe concludersi entro metà giugno. Il bando prevede punteggi premiali per chi avvia il servizio già in estate.
La manifestazione di interesse avviata dal Libero Consorzio, durante il suo commissariamento, si pone l’obiettivo di sostenere il traffico nazionale in attesa della cosiddetta “continuità territoriale”, che da novembre prevede 2 voli al giorno per Roma e 1 per Milano a prezzi calmierati e fissi per chi risiede in Sicilia. Due le compagnie che hanno risposto, mentre sono in corso trattative dirette con altre compagnie, purché all’interno delle soglie previste dalla legge.
L’obiettivo è duplice: da una parte avviare una solida programmazione triennale, che permetta in primis agli operatori turistici ed economici di territorio di fare un’adeguata programmazione; dall’altra colmare con urgenza le lacune di uno scalo che svolge un servizio pubblico prezioso per lavoratori e studenti fuorisede o per chi si sposta per bisogno o malattia.
Le valutazioni, comprese quelle sulle proposte pervenute nel corso dell’Osservatorio odierno, (ma che non vengono, inspiegabilmente, esplicitate NdR) sono in corso all’interno di un’attività che ha massima priorità nell’agenza politica.
Incontri a tutti i livelli si susseguono e venerdì 30 maggio terremo un Consiglio provinciale sul tema aperto a deputazione regionale, rappresentanti Sac e sindaci dei territori extraprovinciali interessati.
Comunicazioni ufficiali sull’esito dei bandi e delle trattative saranno fornite solo quando il risultato sarà certo, convinti che parlare al momento opportuno sia sinonimo di concretezza e non di indifferenza, evitando di disperdere attenzione e risorse”
Sarà tutto da vedere.

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