I flare del dissenso di Firrincieli per confondere le dichiarazioni sulla autocandidatura di Aiello

Dappertutto ci sono acque agitate, nel centro destra e nel centro sinistra, a Roma, a Palermo e in sede locale, acque agitate alle quali siamo ormai abituati, tanto che spesso nemmeno ci facciamo caso.
Ma la presa di posizione dell’on.le Stefania Campo, in merito alla autoricandidatura di Ciccio Aiello a sindaco di Vittoria pone una riflessione: è stata una uscita volutamente provocatoria oppure un momento di totale sbandamento mentale della deputata 5 Stelle?
E ad avvalorare la seconda ipotesi contribuisce la notizia, fatta circolare poche ore dopo la riunione cittadina, a Ragusa, per valutare i risultati delle provinciali, nel corso della quale è emerso il dissenso, candidamente ammesso, del consigliere comunale di Ragusa, Sergio Firrincieli, che non ha votato il candidato indicato dal Movimento, oltre al dissenso per il quale è stato denunciato il mancato sostegno, sempre all’interno del Movimento, per il candidato di area, Ammatuna, a favore di Fidone.
Dei veri e propri flare lanciati come dissuasori sulla questione Aiello.
È chiaro che ci si prepara, ancorché con molto anticipo, alle prossime comunali, non solo di Vittoria ma più ancora a quelle di Ragusa.
Le dichiarazioni della Campo sul quadro politico di Vittoria sembrano artatamente configurate solo per andare a colpire il PD e il suo leader, il collega Nello Dipasquale.
Andiamo per ordine: come dice l’esponente di Fratelli d’Italia, Vinciguerra, che Aiello avrebbe mirato al secondo mandato, era noto fin dal suo insediamento, conoscendo il personaggio e, se ci è consentito, anche la situazione politica locale.
Come dimostrato nelle recenti provinciali, il partito del senatore Sallemi si allena da tempo, ma i muscoli non hanno raggiunto ancora, nemmeno a Vittoria, la giusta consistenza. Basti pensare che non si è riusciti a far eleggere un consigliere di Vittoria e si sono subite le strategie dell’on.le Assenza che ha portato la sua candidata al vertice della provincia, circondandola di un altro pupillo, ora addirittura con tessera FdI, il sindaco di Santa Croce Camerina Dimartino, e trascinandosi dietro l’inviso Cassì, sindaco di Ragusa, venendo a creare la situazione kafkiana di un partito alleato di Cassì alla provincia e all’opposizione al Comune di Ragusa.
A fronte dell’indiscussa autorevolezza del senatore, a livello nazionale e anche regionale, autorevolezza suffragata dalla costante apparizione su tutte le televisioni nazionali, segnale di appartenenza all’attuale cerchio magico della Meloni, non c’è sul territorio quel peso che sembrerebbe naturale ritrovare.
Le altre forze del centro destra non esistono, naturale che Aiello gioca da solo, mette sul tavolo la sua “Azione democratica” che lascia aperta al campo largo, allo schieramento progressista, alle forze civiche e a tutte le formazioni che hanno a cuore il bene della città. Una ricetta che, in fondo, è una variante dell’apertura al centro lanciata nei discorsi del sindaco di Chiaramonte Gulfi, Cutello, e dell’ex segretario del PD di Ragusa, Calabrese. Del resto, in sostegno di Aiello e della sua giunta, ci sono 6 elementi della DC di Totò Cuffaro che si è, addirittura, scomodato, fino a Vittoria, per consacrare personalmente l’accordo.
Più apertura al centro di questa, non c’è.
Aiello gioca da solo e non c’è nulla di strano che il PD ci va dietro, non ci sono nemmeno all’orizzonte figure politicamente all’altezza, per pensare ad alternative.
Piuttosto l’on.le Campo, che parla di campo largo, di discorsi aperti con il PD, a Roma come sul nostro territorio, deve rammentare e ammettere che, se Ciccio Aiello è ancora in sella lo deve alla mancata firma della consigliera 5 Stelle, Argentino, alla mozione di sfiducia che lo avrebbe mandato a casa.
Oggi invece, per la Campo, sarebbe un controsenso appoggiare la ricandidatura di Aiello, ma per presentare chi ? Arriva, addirittura, ad affermare che il campo largo esiste se c’è anche una candidatura 5 Stelle da vagliare, praticamente per vagliare il nulla, allo stato attuale, parla con disprezzo delle candidature calate dall’alto, lei appartenente ad un Movimento che delle sue scelte dall’alto ha fatto il simbolo preferito.
Pensare poi, come fa la Campo che la ricandidatura di Aiello sia solo investitura di Nello Dipasquale, vuol dire non conoscere Ciccio Aiello, piuttosto, come sempre, Dipasquale ha naso e sceglie per il meglio, per la città e suo come partito, come coalizione.
In pratica, l’occasione sfruttata per scagliarsi contro Dipasquale che vede, forse, come ostacolo principale verso una sua candidatura a sindaco di Ragusa.
Ma anche in questo caso sarebbe delirio politico perché il capoluogo, per uscire dalle grinfie del cerchio magico di Cassì, nelle sue varie sfaccettature, di marca Meloni, Musumeci, Forza Italia, Lombardo, con Fratelli d’Italia senza un candidato forte e solo Forza Italia come forza emergente, non può certo affidarsi ad un Movimento i cui numeri sono tutti da dimostrare, ancorché con una candidata con la sua storia come Stefania Campo.
Né più, né meno come a Roma, dove Conte vuole, a tutti i costi la leadership della coalizione di centro sinistra, per fare il candidato premier, senza guardare alle autorevoli presenze nel partito maggiore della coalizione.
In fondo, è solo questione di poltrone.

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