Le gravi criticità del porto di Pozzallo, acuite dall’acclarata inadeguatezza di un sindaco che, sul territorio, ha fatto, ormai, il suo tempo, portano il gruppo di Sud chiama Nord di Pozzallo a considerare la situazione al limite del collasso per tutte le infrastrutture del territorio, porto, aeroporto, autostrada, Ragusa-Catania e collegamenti ferroviari.
Le colpe, chiaramente della classe politica, ma di quale? Di centro sinistra o di centro destra? Non tocca a noi dire di chi sono le colpe, piuttosto vorremmo capire se oggi, Sud chiama Nord parla come centro sinistra o come centro destra, dove sta di casa il funambolo Cateno De Luca, dove sta di casa Sud chiama Nord di Ragusa e provincia, silente, oramai da molto tempo?
Sta con il falso civismo di centro destra, tanto da meritare un assessore nella giunta Cassì, a Ragusa? Guarda affascinato al Presidente Schifani? In quest’ultimo caso non ci dovrebbero essere problemi per Sud chiama Nord di Pozzallo, tutte le emergenze del territorio ibleo dovrebbero essere già risolte.
Questa la nota di Sud chiama Nord di Pozzallo:
Porto di Pozzallo = Aeroporto di Comiso
Perché dire Porto di Pozzallo equivale a dire Aeroporto di Comiso?
Perché sono due infrastrutture che, se funzionassero e fossero messe in condizioni di svolgere le loro funzioni in sinergia, rappresenterebbero un volano determinante alla crescita economica e sociale della nostra provincia.
A queste due importanti infrastrutture aggiungiamo anche l’autostrada Siracusa – Gela, per la parte sud della provincia, il rifacimento della Ragusa – Catania, per la parte nord e la linea ferrata Siracusa – Gela. Cosa accomuna queste importanti infrastrutture? Lo stato di abbandono e la gestione pubblica.
Aeroporto di Comiso: gestito da SAC, società pubblica che ha fatto in modo di renderlo un aeroscalo fantasma dirottando tutte le rotte su Catania.
Porto di Pozzallo: gestito dall’Autorità si Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale, società pubblica che dirotta tutti i finanziamenti importanti su Catania, ancora una volta, e su Augusta e lascia le briciole al Porto di Pozzallo e a quello di Siracusa.
Autostrada Siracusa – Gela: in costruzione da decine di anni, non ancora completata, continuamente soggetta a rifacimenti e con i soldi che spariscono e miracolosamente ritornano in prossimità di campagne elettorali.
Statale Ragusa – Catania: come l’autostrada.
Ferrovia Siracusa – Gela: in mano ad un gestore, RFI, che ha ammodernato l’unico binario, ma non è elettrificata e necessiterebbe di un altro binario per essere utile per il trasporto merci e passeggeri.
Concentriamoci sul Porto di Pozzallo che ci tocca più direttamente. Tralasciamo le discutibili scelte progettuali che portarono alla sua realizzazione e cerchiamo di capire a chi è ascrivibile la sua utilizzabilità parziale. Ebbene, questi, non sono tanti. Il primo, colui che bloccò, quando tutti, Regione compresa, erano favorevoli al progetto di Cooper Smith Co., l’attuale sindaco di Pozzallo.
La multinazionale americana, uno dei più importanti operatori logistici nel trasporto di merci containerizzati, voleva realizzare un HUB Container a Pozzallo, ma il sindaco fece l’impossibile per fermare la realizzazione dell’accordo e ci riuscì.
Fortunatamente arrivò Virtu Ferries e la società maltese fece qualche piccolo investimento facendo diventare il porto un ponte fra Malta e la Sicilia sia per i flussi turistici, ma anche per quelli commerciali.
Un bel giorno, “ri notti e notti”, la gestione del porto passa sotto l’ADSP Sicilia Orientale, e quello che già era fermo (messa in sicurezza, completamento di Port Facilities, magazzini doganali ecc. ecc.) si blocca.
Parte della struttura doganale viene utilizzata come CPR e il porto piccolo viene completamente dimenticato. Qui le responsabilità non sono solo del sindaco, che è sempre lo stesso e sicuramente era a conoscenza dello scippo che fu fatto, ma anche dei parlamentari della nostra provincia di tutti i partiti e quando scriviamo tutti i partiti, intendiamo proprio tutti a cominciare dai 5 Stelle perché fu un loro parlamentare che con un emendamento fece in modo che Pozzallo passasse sotto l’Autorità Portuale catanese nel silenzio totale dei 5 Stelle locali, per continuare con il Pd, Fratelli d’Italia, Forza Italia e via discorrendo.
Le uniche attività utili alla comunità pozzallese, il diporto e la pesca, sono state fortemente penalizzate e compromesse per l’inagibilità del porto piccolo a causa del continuo insabbiamento dovuto alle insensate scelte progettuali a cui abbiamo accennato all’inizio. Ad ogni campagna elettorale, miracolosamente, arriva una piccola draga che apre un piccolo passaggio che resiste fino all’elezione del solito sindaco che stringe le mani ai pescatori illudendoli di aver risolto il problema.
Ma Ammatuna non è il solo a gettare fumo negli occhi dei pozzallesi. Un gruppo politico che da una parte si vanta di convogliare soldi regionali per sagre, brindisi e ballate pubbliche e dall’altra lo denigra e lo indica come la causa di tutti i mali pozzallesi, sgomita e, da fedeli “caporali”, porta i suoi “ufficiali superiori” a passeggiare al porto.
L’assessore delle Infrastrutture e della Mobilità, visita il porto e promette attenzione sulla struttura e più in generale su tutta la provincia. E infatti, ma non ce la sentiamo di riconoscergli questo merito, poco dopo arriva l’annuncio roboante che sono disponibili due milioni di euro per rifare l’impianto antincendio del porto.
Cari amici che avete avuto la pazienza di arrivare fino a qui, penserete che ci saranno anche dei soldi per il dragaggio del porto piccolo. No. Non ci sono e se arriveranno saranno pochi e non saranno assolutamente insufficienti a rendere fruibile il piccolo bacino.
Il sindaco di Scicli ottiene soldi per dragare il piccolissimo porto di Donnalucata e noi a Pozzallo, con una struttura che potrebbe diventare un importante riferimento per il diporto e per la pesca locale abbiamo un sindaco che sbraita e minaccia azioni eclatanti.
Cosa ha fatto, di grazia, sindaco Ammatuna dall’ultimo dragaggio bluff del 2022?
L’impianto antincendio è importantissimo per un porto, ma a che serve se la struttura è inagibile?
Ci sono foto satellitari che evidenziano accumuli di sabbia in crescita anche verso il molo di sottoflutto e se il fondale, già, basso, si riduce ancora potremo dire addio alle bulk che ora arrivano già con un carico ridotto. Possibile che non si riesca a progettare interventi per priorità?
Aspettiamo che il sindaco pianti un ombrellone nella spiaggia all’interno del porto piccolo oppure che autorizzi l’ennesimo stabilimento balneare, regione permettendo, e che dall’assessorato regionale delle Infrastrutture non arrivino più “rico-tte arie”, ma interventi seri di ripristino dei fondali e di messa in sicurezza, vera!
Sud chiama Nord – Circolo di Pozzallo
