Il consigliere Federico Bennardo ritorna sulla questione del Progetto “RAGUSA IN SALUTE”, e si chiede a chi o a che cosa sono destinati i fondi che, prima, erano devoluti alla Rete di Associazioni “I Petali del Cuore”
Al fine di capire, In queste ore, infatti, ha protocollato una interrogazione per ottenere una serie di chiarimenti.
Vorremmo capire anche noi, perché le due cose dovrebbero essere scisse: non ci sono soldi destinati per legge ai Petali del Cuore, ci sarà stata una erogazione istituzionalizzata, annuale, come avviene puntualmente per tante altre associazioni e per tanti altri eventi, ma non è scritto nei cieli che all’associazione toccavano anche quest’anno i 4.000 euro.
Appare chiaro che l’evento, quest’anno, è stato organizzato dall’assessorato allo Sviluppo di Comunità e l’assessore decide come spendere le somme stanziate: il fatto che vengano, genericamente, indicate come “spesa per acquisti generali”, è il malvezzo di questa amministrazione che, come per i fondi della Tassa di Soggiorno, ricorre a macrovoci, incontrollabili sul momento ma che alla fine dovranno essere rendicontate.
Il consigliere Bennardo dovrebbe avere la pazienza di aspettare il rendiconto dell’evento e si accorgerà che le spese necessarie saranno quelle di un taxi per accogliere all’aeroporto un ospite che viene da fuori, quelle per le bottigliette di acqua minerale per i convegni, oppure fondi da destinare a giornali e televisioni per pompare un evento che altrimenti sarebbe scarsamente attenzionato. Tutte destinazioni legittime.
Il problema che il dr Bennardo vuole sollevare è, piuttosto, il fatto che la manifestazione sarebbe stata avocata dall’assessore Iacono, a danno dell’ideatore della stessa, che per anni ha goduto della paternità dell’iniziativa.
Evidentemente, per sollevare la questione, il consigliere Bennardo ha elementi in mano per supportare questa tesi dell’appropriazione dell’iniziativa, e farebbe bene a produrre documentazione e testimonianza diretta dell’ideatore della manifestazione, ma la problematica è del tutto scissa dalla destinazione dei fondi in determina.
Il problema è che, appena si toccano manifestazioni istituzionalizzate, da anni, accade, per esempio, per stagioni concertistiche, appena si decide di diminuire i soliti contributi o di eliminarli del tutto, succede il finimondo, accade di tutto, disconoscendo del tutto l’autonomia di un assessore nelle sue scelte.
Certo, l’eventuale aspetto del diniego alle istanze per far propria l’iniziativa è del tutto censurabile, ma di cose censurabili, in questa amministrazione ce ne sono tante e questa non sembra da codice penale.
