“Tariffe Tari, ci abbiamo provato fino all’ultimo, con i colleghi di minoranza, a cercare di recuperare uno sconto del 5% per i nostri concittadini, quello che ritenevamo potesse essere il giusto riconoscimento alla diligenza con cui i ragusani pagano il dovuto ma anche per il sapiente lavoro di differenziata svolto con sollecitudine dalla collettività. Ci abbiamo provato, abbiamo emendato ma, ancora una volta, ci siamo scontrati con il muro eretto dalla maggioranza, caratterizzato da un parere tecnico avverso che tuttavia la politica avrebbe potuto ribaltare”.
Sono le parole del consigliere comunale dei Cinque Stelle, Sergio Firrincieli, che ha affrontato, in aula, more solito, la problematica con una attenta analisi.
“Da quando sono in consiglio comunale – ha spiegato – ho appurato che le tariffe da che consentivano complessivamente di introitare 12 milioni di euro all’avvio del percorso della differenziata, al giorno d’oggi, sono arrivate a 20 milioni. Tutto ciò avendo effettivamente attraversato periodi di crisi per discariche impraticabili e conseguenti costi per conferimento all’estero che tuttavia sono stati calmierati da contributi regionali.
Orbene, pur non essendoci state particolari criticità, nessun conferimento extraSicilia, ed essendo, anzi, aumentati gli introiti provenienti da nuove attivazioni e dal recupero di evasione, e valutando che la tariffa non risente di somme accantonate in via prudenziale per emergenze come avvenuto in passato ed essendo state introitate, in più, le somme provenienti dalla vendita dei materiali riciclabili, circostanze queste che avrebbero, sulla carta, dovuto essere favorevoli, i costi del servizio sono cresciuti e di molto.
Crediamo che da queste cifre, purtroppo, non si ritornerà più indietro. Vero è che non c’è alcun aumento della tariffa, ma è altrettanto vero che non si registra alcuna riduzione”.
“Abbiamo poi visto – aggiunge Firrincieli – che nell’ultima variazione di bilancio si sono registrati molteplici costi relativi agli interventi di smaltimento dei rifiuti abbandonati e per il servizio di tutela dell’ambiente, somme che naturalmente sono state debitamente ricavate da questa voce di bilancio e caricate su questa tariffa e questo poiché siamo in ritardo con l’approvazione del nuovo capitolato e in ritardo con l’abbrivio del servizio per il verde pubblico.
E, ancora siamo andati di proroga in proroga per vari servizi che hanno fatto lievitare i costi che i ragusani, in buon ordine, stanno pagando. Una situazione, purtroppo, speciosa di cui i contribuenti sono costretti a fare le spese e che, in aula, abbiamo debitamente denunciato. Come chiesto, verificheremo le diverse annualità dal 2018 per vederci meglio e più chiaro”.
Come per tanti aspetti di questa amministrazione, l’importante è fare quadrare i conti, non c’è stata mai nessuna trasparenza su gli introiti derivanti dalla differenziata, per carta, cartone, vetro, plastica e alluminio, non c’è stata mai nessuna trasparenza sui rapporti contrattuali con la ditta, a cominciare dall’obbligo di campagne di informazione e promozione della differenziata, non è + fatta mai luce sulle, ancora oggi persistenti riserve di associazioni ambientaliste sul rispetto dei termini contrattuali.
Anche per lo studio di un nuovo piano di raccolta, per il nuovo appalto, non c’è stata alcuna trasparenza, i cittadini non sono stati coinvolti, la normativa regionale che impone la SRR come stazione appaltante sembra aver liberato gli amministratori da incombenze per le quali, come è di tutta evidenza, come per altri settori, si sono rivelati, nel tempo del tutto incompetenti e inadeguati.
Si agisce nelle stanze al chiuso, si concedono incontri con il funzionario competente a qualche partito che fa finta di fare la voce grossa ma con cui c’è una intesa di fondo, non c’è la reale intenzione degli amministratori di agire con trasparenza e coinvolgimento degli attori principali della differenziata, ai quali, però di chiede di togliere l’etichetta dalla bottiglia di birra, di non conferire il vetro con il sacchetto di plastica o di non accartocciare le bottiglie di plastica.
Alla fine dell’anno non sono capaci nemmeno di regalare un cartoncino con le indicazioni dei giorni di raccolta o un vademecum per capire dove devo buttare una penna o una vecchia cucitrice, un calendario, tutta roba che costerebbe pochi centesimi e potrebbe contribuire a responsabilizzare l’utenza.
