Chiusa la diatriba con l’assessore Iacono, Federico Bennardo mette nel mirino l’esperta del sindaco per la cultura

In occasione del rinnovo all’incarico per l’esperta del sindaco, la dott.ssa Arezzo, il consigliere comunale Federico Bennardo solleva la polemica, rispolverando fatti noti da tempo.
Lo ha fatto in Consiglio comunale, lo riprende in una nota.

Lasciando da parte le considerazioni sul compenso, in ogni caso adeguato alle competenze del soggetto in questione, come fa il consigliere, va guardata la genesi del provvedimento: la Arezzo ricopriva la carica di assessore nel primo mandato Cassì, presentatasi al consiglio comunale non è stata eletta, ricordiamo che, con la stessa velocità con cui Cassì è stato nominato vicepresidente della provincia, dopo l’insediamento della Presidente, così la dott.ssa Arezzo fu nominata esperta per la cultura, il turismo e gli eventi.
Dopo la nomina dell’esperto per il turismo, il suo incarico, rinnovato, è stato limitato alla cultura.
Ricordiamo anche che, dopo che qualche assessore si era dimesso da consigliere comunale, scattava anche per lei il seggio in consiglio comunale, ma preferì rinunciare.
Premettendo che è nelle prerogative del sindaco nominare esperti, Bennardo si dovrebbe piuttosto chiedere come mai la dott.ssa Arezzo, con le sue competenze, si accontenta di vivacchiare in un contesto paesano dove la cultura, il progetto culturale, come anche il turismo, sono ai margini dell’attività amministrativa.
Quanto al compenso, tenuto conto che ci sono assessori, senza titoli e senza competenza, alcuni autentiche nullità, che percepiscono più del doppio del compenso della dott.ssa Arezzo, Bennardo dovrebbe, piuttosto, chiedere perché la stessa non viene nominata assessore.
Non ci possiamo esimere dal rilevare negativamente come il dr. Bennardo si concentra sulla dott.ssa Arezzo e non allarga il suo campo visivo ad alcuni assessori.
In effetti, non sembra che la consulenza della dott.ssa Arezzo abbia cambiato il volto della città, dal punto di vista culturale, lo stesso fatto che quello che lei stessa ha voluto identificare come polo culturale della città, il Castello di Donnafugata, verrà affidato a privati, assieme ad altri beni che, opportunatamente valorizzati, potevano costituire volano naturale del progetto culturale, la dice lunga non sulle qualità dell’esperta, quanto delle scelte del sindaco che ingaggia esperti, società e associazioni di consulenza, spende per piani strategici del turismo, da vita, virtuale, a ecomusei, parchi urbani, ma non abbiamo, dopo 7 anni, nessun riscontro tangibile né dati precisi sullo sviluppo culturale e turistico della città.
Non sembrano attinenti alle attuali mansioni della dott.ssa Arezzo gli aspetti rilevati dal consigliere Bennardo, legati all’aeroporto di Comiso, al catamarano da e per Malta, alla mancanza di una ampia visione territoriale delle materie in oggetto, alle problematiche del centro storico.
Anzi, queste considerazioni porterebbero a chiedere come mai si sofferma sulla dott.ssa Arezzo e non si pone domande sull’attività e sui risultati dell’esperto del turismo.
Sappiamo che il dott. Bennardo ha chiesto di conoscere i contenuti della relazione della dott.ssa Arezzo, documento che, peraltro, deve passare al vaglio solo del primo cittadino, sarebbe interessante capire non tanto quello che ha fatto ma quali sono stati gli elementi che hanno spinto Cassì a rinnovare l’incarico.
Da parte nostra, più che affogare nelle polemiche che, è risaputo, non portano a niente, preferiremmo vedere la dott.ssa Arezzo in Giunta, assiema ad altri personaggi, come Marco Antoci o Fabrizio Ilardo, lo stesso capo di gabinetto Nunzio Basile che, senza ombra di dubbio, nobiliterebbero la compagine governativa e supplirebbero ai vuoti cosmici che, con il passare del tempo, stanno venendo fuori nella loro inconsistenza.

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