Sindaco e assessore nel pallone per la movida sfrenata dei giovinastri a Marina di Ragusa

Nuova ordinanza del Sindaco Cassì per contrastare i fenomeni di degrado urbano, disturbo della quiete pubblica e rischio per la sicurezza nelle aree più sensibili della frazione balneare di Marina di Ragusa, in vigore dal 2 luglio al 30 settembre 2025.
Una nuova ordinanza antibivacco che fa trapelare come l’amministrazione e, segnatamente l’assessore al ramo, per i controlli della Polizia Urbana, si siano fatti sfuggire la situazione di mano.
In verità, orami, sono molti a chiedersi come mai non si pensa ad una sostituzione dell’esponente di giunta sotto assedio per il centro storico, per la videosorveglianza, per la sicurezza e i mancati controlli in centro storico e, ora, a Marina di Ragusa, per il trasporto pubblico a Marina e dintorni: in passato, per molto meno, assessori hanno fatto un passa indietro, senza tentennamenti le decisioni dei sindaci che, nel tempo, si ricordano anche per il ‘polso’ nei confronti dei suoi delegati.
La nuova ordinanza mette in luce il flop della prima che, invece di estendere l’area tutelata a tutto il centro abitato di Marina, ha lasciato scoperte zone densamente popolate di vacanzieri, segnale, appunto che si va a tentoni.
Il provvedimento dispone, nelle aree individuate nella planimetria allegata all’ordinanza, il divieto di assembramenti non finalizzati alla corretta fruizione degli spazi pubblici, in particolare bivacchi e schiamazzi, il consumo all’aperto di bevande alcoliche e non, se contenute in vetro o lattine, con conseguente divieto di abbandono di rifiuti e attività ludiche che disturbino la quiete pubblica (es. diffusori musicali).
L’ordinanza si rende necessaria a seguito del peggioramento delle condizioni di vivibilità e sicurezza urbana, dovuto a comportamenti incivili e pericolosi che minacciano in particolare le fasce più deboli della popolazione.
Sapevamo che la via del dialogo aveva dei limiti, anche perché era con la fascia per bene dei ragazzi, per quanto ora, dalla nota del sindaco, apprendiamo che sono stati loro a spostare l’epicentro della movida, dimostrando di avere quindi rapporti con quanti provocano disordine e attentato al decoro urbano.
Avremmo sperato che i giovani per bene avessero tentato di spostare solo certe fasce e non tutte.
Perché, se non sono loro, per primi, ad emarginare i soggetti più negativi la partita è persa in partenza.

Sentir parlare, in questa situazione, di legittimo diritto a riunirsi è, quantomeno, surreale. Piuttosto, importante l’appello di Peppe Cassì che si rivolge alle famiglie, perché non si può credere che certi comportamenti maleducati siano sempre colpa dei figli e dei nipoti degli altri.

Perplessità destano le considerazioni dell’assessore Gurrieri che dice: “Non può essere il Comune a colmare una mancanza di educazione, né può sostituirsi alle famiglie.”
Poi parla di provvedimenti seri che, se non avranno esito, malauguratamente, faranno, invece, solo ridere.

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