Si continua a discettare sulla scelta del sindaco di Ragusa, finora presunto civico per eccellenza, di passare in un partito e scegliere Forza Italia come approdo.
Evidente che le preoccupazioni che si pongono, in molti, sono quelle dei possibili scenari futuri.
La scelta di Cassì, in effetti, non dovrebbe preoccupare, ci si dovrebbe interrogare, piuttosto, quali potrebbero essere gli scenari di Forza Italia a livello regionale, e a Ragusa in particolare, dove si intravedono le lotte interne del passato per la leadership, lotte per le quali, peraltro, Cassì, poco esperto e poco avvezzo a questo genere di tensioni, potrebbe farne le spese
Di tutta evidenza che il problema, che molti definiscono problema politico, è il posizionamento degli alleati, vecchi e nuovi di Cassì.
Cosa faranno, in consiglio comunale i rappresentanti di Fratelli d’Italia, di Forza Italia e della DC, i nuovi alleati, cosa faranno i componenti della coalizione che governa la città?
Un dato significativo è l’affermazione del sindaco Cassì secondo la quale in giunta tutti erano a conoscenza delle sue scelte: se dopo 15 giorni non ci sono state reazioni ufficiali vuol dire che tutti, quanto meno, hanno accettato o subito la scelta.
Dalle parole di Cassì si evince che la strategia è quella di continuare il lavoro per la città, secondo quanto concordato in campagna elettorale, il sindaco ha precisato che eventuali confronti all’interno del partito di nuova appartenenza non potranno modificare la linea politica, ancorché divergente da quella di Forza Italia e della coalizione di centro destra.
Si va avanti, e solo quando ci saranno deviazioni sul percorso, regionali o nuove comunali, ognuno potrà prendere le decisioni del caso, come del resto avverrebbe in caso di mantenimento della situazione esistente fino ad ora.
Tutto appare abbastanza chiaro e non c’è nulla di strano nel contesto dell’attuale sistema politico, le dichiarazioni di Cassì sul mantenimento della linea politica intrapresa eliminano ogni possibile titubanza dei vari D’Asta, Massari, Iacono, dovrebbero essere gli alleati di centro destra a pretendere di capire come vanno le cose.
Peraltro, anche quelli che vorrebbero strumentalizzare politicamente la questione sanno, da tempo, che, nella primavera del 2023, Cassì, nell’errato dubbio di non farcela per il secondo mandato, imbarcò i partiti senza distinzione di ideologia, da Sud chiama Nord ad Azione di Calenda, da MPA a Fratelli d’Italia, dalla DC di Ignazio Abbate alle formazioni civiche dove si mimetizzavano i partiti.
Lo sanno tutti, tutti ne erano consapevoli, ma già dalla campagna elettorale nessuno pensò allo strano fenomeno e tutti si sforzavano di parlare di centro storico, di rifiuti, di piano regolatore, di sanità e di opere pubbliche.
Peraltro, in corso d’opera, diversi i contatti di esponenti della giunta con i vertici di Fratelli d’Italia per un posto al sole per il futuro, con annesse possibilità per una candidatura a sindaco.
Fra le critiche circolanti quella della responsabile del Movimento 5 Stelle di Ragusa che si dice sbigottita e intravede le difficoltà di molti elementi della giunta e della maggioranza, a rinunciare all’assessorato e alle relative indennità, alle poltrone che restano sempre simbolo di potere.
Certo leggere considerazioni di questo tipo dalla responsabile di un movimento che, per stessa ammissione di suoi componenti vecchi e attuali, ha fatto della conservazione delle poltrone, della ricerca di una sistemazione, della pretesa di essere leader della coalizione di centro sinistra, con un vertice al governo della nazione che passò, per motivi di opportunità politica, da Salvini al PD pur direstare in sella, provoca solo profonda ilarità, peraltro un Movimento che ha tradito gli ideali originari, non riconoscendo il padre, l’ideatore e l’anima del Movimento, per affidarsi a normali politici che della propria carriera e delle faccende personali fanno le priorità.
Farneticanti le asserzioni di assessori che hanno avuto una storia di sinistra o comunque progressista, di citazioni per assessori che si danno per appartenenti alla DC o altri partiti.
Fuorvianti e prive di verità alcune considerazioni su presunte privatizzazioni, di certo la responsabile del Movimento 5 Stelle di Ragusa sconosce l’istituto della privatizzazione, potrebbe prendere lezioni dal suo leader nazionale professionalmente competente in materia.
Per il Castello di Donnafugata non c’è privatizzazione della gestione, c’è un Partenariato Speciale Pubblico Privato, alla cui selezione ha partecipato anche una cordata sostenuta dall’on.le Stefania Campo, nessuno ha venduto il porto ai maltesi che ne hanno acquisito solo la gestione dalla precedente società che la deteneva sulla base di quanto previsto dal project financing per la costruzione del porto.
La piscina comunale non è privatizzata ma affidata in gestione tramite un bando.
Anche le considerazioni sul mancato riconoscimento del genocidio del popolo palestinese sono segno evidente di una pretesa omologazione a tutti i costi, che non tiene conto che il 63% degli elettori, più o meno, la pensa come Cassì.
Non si tratta di fare di tutto per non perdere propri privilegi economici e di potere, ci sono ideologie e linee politiche, condivise dagli elettori, che gli sconfitti non vorrebbero subire, in barba a tutte le norme della democrazia.
La responsabile del Movimento 5 Stelle di Ragusa non esita a intromettersi nelle questioni interne di altri partiti, ma, nell’occasione, potrebbe dirci come è finita con il deferimento ai probiviri del consigliere comunale del Movimento, Sergio Firrincieli, secondo noi uno dei pochissimi pezzi pregiati del Movimento, in provincia e non solo.
Potrebbe anche raccontarci quale è stata, finora, la linea politica del Movimento 5 Stelle nei confronti dell’amministrazione Cassì, se l’atteggiamento fondamentalmente morbido del consigliere e della deputata regionale sono stati frutto di un confronto con la base, quali sono state le motivazioni della mancata alleanza con l’aria progressista alle ultime comunali, perché il Movimento 5 Stelle non è più quello di una volta, quello del vaffa…
