Parlare di turismo è sempre più complesso, gli scandali nel settore, a livello regionale, provocati dagli amministratori facenti parte della cosiddetta corrente turistica di Fratelli d’Italia, hanno messo in luce uno spreco di denaro pubblico che non ha avuto la minima contropartita in termini di riscontri.
Sul nostro territorio parlare di turismo contempla di considerare le implicazioni derivanti dalla perversa gestione dell’aeroporto di Comiso che, da solo, potrebbe essere volano di crescita e di sviluppo, non solo per il settore turistico.
Della materia, ormai a metà stagione, se ne occupa il Presidente dell’associazione politica Ragusa in Movimento, Mario Chiavola che, more solito, nonostante sia componente il direttivo di Fratelli d’Italia di Ragusa, preferisce parlare come Ragusa in Movimento.
Invece, per la sua posizione all’interno di Fratelli d’Italia, evidentemente autorevole per avere un posto in direttivo, preferiremmo che prendesse, prima, le distanze, dalla corrente turistica di Fratelli d’Italia, sollecitasse, prima di tutto, la deputazione del suo partito e, in particolare, coinvolgesse in una trattazione seria e competente dell’emergenza del settore turistico la Presidente della Provincia del suo stesso partito.
Diciamo ciò senza alcuna considerazione negativa su Mario Chiavola che riteniamo, a livello personale e come figura politica, persona assolutamente per bene, un giovane pieno di entusiasmo, ma se non sono i giovani a tentare di cambiare questo stato di cose, siamo messi molto male, sia che governi la destra che il centrosinistra.
Non siamo soliti avventurarci nella difesa del sindaco di Ragusa che, nella fattispecie, detiene anche la delega per il turismo, ma l’origine delle crepe nelle politiche turistiche del territorio nascono da molto lontano.
Che poi Cassì, in 7 anni di amministrazione, ci abbai messo il sale per rendere le crepe del settore endemiche e strutturali, fa parte delle sue politiche di amministrazione, ma non è questa la sede per discutere del modo di governare del sindaco di Ragusa.
Chiavola constata, ma troppo tardi, ormai a metà stagione, come per il turismo, a livello comunale, ma vale anche per tutto il territorio provinciale e per buona parte di quello regionale, non ci sia stata programmazione, pianificazione, nessun tentativo di sanare alcune criticità.
Lo chiama turismo dell’improvvisazione, è convinto che, oltre lo stretto, pochi conoscono Marina di Ragusa: ma questa è storia vecchia, chi scrive si occupava 20 anni fa di editoria turistica e il responsabile di un negozio di un villaggio turistico chiedeva cartoline illustrate delle località di mare della costa ragusana, appreso che si erano in buona parte esaurite, chiese di avere foto di qualsiasi località di mare siciliana, perché, diceva, la gente viene al villaggio e non sa se si trova sulla costa del Mediterraneo o del Mar Ionio, sa che da qualche parte ci stanno Agrigento e Siracusa ma non sa di essere a poca distanza da Ibla o da Scicli, culle del tardo barocco.
In pratica, ora come allora, la gente viene per il mare, tutto il resto è optional, le politiche turistiche sono state devolute a soddisfare iniziative private, senza nessun criterio.
Basti pensare che, attualmente, scendono turisti, provenienti da Malta, a Marina di Ragusa e li portano ai centri commerciali di Catania. A Ragusa siamo nelle mani di un anonimo esperto di turismo, del GAL, del Centro Commerciale Naturale Antica Ibla che organizza spettacolini, sullo sfondo dell’utilizzo dei fondi della Tassa di Soggiorno che definire scellerato è poco.
Tutte queste cose il vivace e sveglio Presidente di Ragusa in Movimento le sa, ha a portata di mano, del suo partito, un senatore di Vittoria, un deputato regionale di Comiso, la Presidente della Provincia e Sindaca di Comiso, ma ritiene che debba essere il sindaco di Ragusa a fare le opportune pressioni per sbloccare la stasi dell’aeroporto di Comiso, per il quale ha solo interessi indiretti.
Forse, lo dice ora perché, diventato tesserato di Forza Italia, presentato dal Presidente della Regione Schifani, si ritiene possa toccare i tasti giusti per sbloccare la situazione, ma riteniamo che, ove avesse già queste possibilità, dovrebbe pensare a necessità più urgenti per il Comune.
Che la questione aeroporto la risolvano i proprietari che lo hanno portato allo sfacelo.
Con il suo consigliere comunale di riferimento, Chiavola dovrebbe cercare di fare chiarezza sull’utilizzo dei fondi della Tassa di Soggiorno, dovrebbe esigere, ora anche come alleato di coalizione, un cambio nella linea politica del settore.
Peraltro, Marina di Ragusa ha bisogno di attente politiche turistiche perché è quasi satura, una linea di costa esigua come estensione, occorrerebbe valorizzare i tratti di costa da Punta a Braccetto al villaggio di Kamarina, e queste cose vanno pensate e fatte con molto anticipo, non certo pensate alla fine di luglio.
Cassì si è detto disponibile al confronto con i nuovi alleati di coalizione, ma ha sottolineato che non intende stravolgere la linea politica dell’attuale coalizione che governa la città, Chiavola dovrebbe far intervenire il suo partito per chiarire questa situazione e trarre le dovute conclusioni, aiutato anche dai suoi alleati, Forza Italia e DC.
