“I Sogni di San Giuseppe”, un progetto espositivo, realizzato nelle sale del Palazzo Moncada di Caltanissetta

Ispirazione tratta dall’opera del pittore Tommaso Pollace, il quale produsse, nella sua attività, affreschi dedicati a scene della vita di San Giuseppe.

La Mostra in cui ha partecipato insieme ad altri 52 artisti, il nostro Michele Digrandi si articola su questa traccia:
“I quattro Sogni di Giuseppe” di cui ci parla Matteo, l’evangelista.
Un sogno si può interpretare in mille modi.
Il sogno di San Giuseppe ha però una valenza particolare, esercita il fascino del divino, del trascendente.

Michele Digrandi ha un rapporto viscerale con natura e umanità e con quegli elementi che cuciti opportunamente realizzano scenari a misura d’uomo.

Riportiamo la recensione di Vito Catalano, anche lui partecipante alla Mostra “I Sogni di San Giuseppe”, autore che ha donato la sua opera per l’esposizione permanente, raro esempio di vera fratellanza e amicizia nel mondo dell’arte!

“Nel quadro che Michele ha esposto, riviviamo una esperienza onirica, proiettata su un cielo azzurro, in cui insistono le figure del Santo, della Madonna, di un bambino, dell’angelo, sovrastate da uno stormo di rondini che volteggiano nell’aria.

Ci sorprende il sorriso accattivante di Giuseppe e la tenerezza della Madonna nell’atto in cui apprendono, con candore e disponibilità d’animo, l’evento.

La notizia della nascita di un bambino divino nel grembo di Maria sembra invece, non sorprendere i protagonisti.

L’angelo guarda compiaciuto mentre suggerisce loro di attendere che tutto si compia.
Giuseppe accetta e condivide la lieta novella trasmessagli dall’angelo e insieme a Maria, sorridenti, con un bambino già cresciuto, rivolgono al cielo il loro sguardo.

L’accettazione, presa di buon animo dal Santo, ci suggerisce che sta per essere vissuta una esperienza fuori dal normale, anzi è già in atto vista la presenza di un bambino abbastanza cresciuto…
Si racconta un messaggio di amore al quale si risponde con ugual misura.

Giuseppe e Maria sono due figure disposte ad accettare e godere del beneficio di essere stati scelti.
Il quadro presentato esprime tanta armonia.

Michele articola i personaggi come figure di cui conosce le emozioni, i riscontri, le indecisioni, esaltando la gioia dell’annuncio.

“Mi sono soffermato a guardare il cielo, l’azzurro di cui l’autore spesso si serve, da maestro,
Quello stormo di rondini che volteggiano nell’aria, è foriero di pace e portatore del nuovo verbo divino.
Una serenità ambientale ed un concetto di quiete, può nascere soltanto se l’argomento riguarda il trascendente, il divino.”

C’è da dire che ogni opera di Michele ha il sapore di humus, terra bagnata dal sole o accarezzata dal vento di scirocco.

Spesso troviamo l’autore intento a dipingere soggetti in cui il paesaggio si arricchisce di cose semplici, ma spontanee, quasi nascessero nel quadro.

Ammiro la semplicità con cui il tema viene affrontato.
Da solenne, Michele lo riduce ad essenziale, umano, realistico quanto basta a trasmettere emozioni,
Una realtà presente, quasi il miracolo stesse per avvenire, o fosse già avvenuto.

Le immagini hanno il colore ed il sapore dell’attualità, di un tempo e di un mondo che tende ad allontanarsi dal divino, ma rimane irretito dalla fede.

Michele rappresenta una verità vecchia di 2000 anni, rendendola attuale e trasmettendola con gli occhi e lo spirito di oggi.”

Vito Catalano 2024-10-10 Milano-Palermo

Esperto del gruppo ProPost’Art… “io mi ricordo”…

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