I figli di Berlusconi sanno del teatrino che sta offrendo Forza Italia in provincia di Ragusa ?

Se lo chiedono in molti, a Roma sanno del teatrino che sta offrendo Forza Italia in provincia di Ragusa? Sanno, per caso, i figli di Berlusconi, come il partito non mostra la minima autorevolezza ed è esposto alle contumelie politiche rivolte ai suoi nuovi adepti da semplici consiglieri comunali?

La vicenda del capoluogo, con l’ingresso in Forza Italia del paladino del civismo, il sindaco di Ragusa Cassì, ha assunto ormai i ritmi di una telenovela, con il nuovo esponente azzurro esposto a ogni genere di critica tacciato di essere un traditore, ma soprattutto con una sensazione che si è fatta strada in città, di Forza Italia come un partito per il quale molti hanno quasi vergogna ad avvicinarsi, ad aderire, a condividerne le linee politiche. Il sindaco passa in Forza Italia e nessuno del suo gruppo, della sua associazione politica, mostra interesse a entrare in Forza Italia, qualcuno sta, addirittura, valutando, cosa che fa solo rabbrividire perché, con tutto il rispetto per la persona, dovrebbero accendere ceri al Patrono ove accolti, perché Forza Italia non è Direzione Ragusa o Partecipiamo o Ragusa Prossima.
Troviamo personaggi del calibro e del carisma di Marco Falcone quasi emarginati dai processi di crescita del partito sul territorio, il nuovo acquisto dichiara, candidamente, che le due cose, l’ingresso in Forza Italia e l’alleanza civica che governa la città non hanno attinenze, possono correre su due linee parallele e, soprattutto, gli uni non possono interferire con la linea politica degli altri.
Né più, né meno uno spettacolo da circo, con i numeri, con le esibizioni staccate ognuno singolarmente, sullo sfondo di una dirigenza regionale inadeguata, non certo all’altezza delle tradizioni del partito e degli uomini che lo hanno fatto grande, a Roma, a Palermo e, permetteteci di dirlo, anche a Ragusa.

Non si tratta di sterile o facile polemica su fatti di casa nostra, peraltro siamo berlusconiani nell’animo da tempo immemorabile, il transito di Cassì ci può fare piacere, anche perché naturalmente propedeutico ad una naturale depurazione del suo cerchio magico che difficilmente troverebbe alloggio in Forza Italia.
Le notizie di stampa ci dicono che il teatrino non è patrimonio solo del capoluogo.
Anche da Scicli non arrivano notizie meno esilaranti.
Il sindaco della cittadina, Marino, da molti dato per prossimo all’ingresso in Forza Italia, smentisce suoi passaggi in compagini politiche e afferma che resterà civico.
Ma in città dilaga il pettegolezzo, un assessore della giunta Marino, Enzo Giannone, con delega alle manutenzioni nell’amministrazione, personaggio notoriamente vicino all’onorevole Nino Minardo, potrebbe transitare dalla sua lista civica a Forza Italia.
Ma, a conferma del clima già rovente nel partito, che ricorda le “temperature” di anni passati, dichiarazioni della dirigenza cittadina di Forza Italia ci tengono a far sapere che “che Forza Italia a Scicli è presente da un anno e mezzo, esiste una segreteria democraticamente eletta che detta la linea politica del partito, abbiamo una Consigliera comunale che ci rappresenta, un Direttivo, e tutti i vari delegati che fanno capo alla nostra Guida politica, ovvero l’ Eurodeputato Marco Falcone.
In pratica, un avviso di non gradimento dell’assessore Giannone per sue eventuali pulsioni per traghettare in Forza Italia.
Come giocare a briscola, qualcuno mette davanti l’onorevole locale, Presidente della Commissione Difesa, Nino Minardo, altri mettono sul tavolo l’europarlamentare, principe delle preferenze in Sicilia occidentale, Marco Falcone.
La dirigenza di Scicli del partito accenna anche a “qualche consiglio prudenziale rivolto al nostro Segretario di presentare le dimissioni qualora si realizzi una divergenza di vedute politiche con chi ventila l’ingresso nel nostro partito”, siamo, praticamente agli inizi di una appassionante e coinvolgente faida fra i forzisti della provincia, fra i quali si distinguono chiaramente almeno due fazioni contendenti.
Non è teatrino quello di Modica, a casa del deputato Minardo non potrebbe essere diversamente, anche perché lo schieramento è compatto e destinato a rafforzarsi.
Non mancano però, come nel caso di Cassì a Ragusa, le sollecitazioni e le punzecchiature all’indirizzo della Sindaca Monisteri, originariamente civica vicinissima a Ignazio Abbate e alla sua appartenenza politica, staccatasi dal suo mentore che la tenne 5 anni come assessore e poi la elevò a suo successore alla guida del Comune di Modica.
Non vogliamo per nulla entrare nel merito del tradimento perpetrato nei confronti di Abbate e della DC, partito al quale, unitamente al suo leader Totò Cuffaro, mostrava di essere vicina anche dopo la rottura con Abbate, ma sarebbe meglio che Forza Italia e i suoi dirigenti, segnatamente il segretario regionale controllassero meglio i vari passaggi, le dichiarazioni, perché si tratta sempre del partito dove insegnavano anche come tenere le gambe accavallate in televisione.
Ci immaginiamo Silvio, da lassù, con le mani sulla fronte, mentre guarda in che mani è finita la sua creatura.

Come a Ragusa, arrampicata sugli specchi del sindaco civico di Modica per spiegare la sua folgorazione berlusconiana.
In una intervista Maria Monisteri, civica fino a poco prima, nella lista per la provincia, Voce in Comune, spiega la sua conversione:
“Un percorso lineare, senza cambiamenti traumatici di casacca – afferma la sindaca – la prima esperienza civica, sostenuta dalla Democrazia Cristiana. Strada facendo l’esigenza di far parte di una famiglia politica.”
E, come è di tutta evidenza, l’ha trovata.
Dopo una serie di interlocuzioni e di confronti, con i suoi consiglieri e i suoi assessori, facendo riferimento ai vertici di Forza Italia, a partire dall’on.le Minardo, ha capito che il partito più vicino alla sua visione di politica fosse solo Forza Italia, la formazione che più si confaceva ai suoi ideali, al suo modo di fare politica.
“Un partito che sta crescendo – ha aggiunto la Monisteri – un partito che si sta riprendendo, con tanti sindaci in fila per dare la loro adesione, a livello nazionale, regionale e locale”

La telenovela di Forza Italia ha avuto un episodio anche in Consiglio comunale, a Modica, nel corso della seduta di martedì 5 giugno scorso, significativo l’intervento di una ormai non più giovane gloria della politica modicana, il democristiano, sotto tutti gli aspetti, paratici e formali, Paolo Nigro che, con i suoi soliti modi curiali non ha fatto mancare alla città le sue pungenti considerazioni sulla vicenda dei civici oggi folgorati dai partiti o, meglio, da Forza Italia.
Di questo intervento, ci occupiamo in altra parte del giornale.

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