Anche a Modica, in Consiglio comunale, considerazioni e commenti sulle folgorazioni, delle ultime ore, che hanno fatto confluire alcuni personaggi politici in Forza Italia.
Nella città della Contea, non solo la sindaca civica Monisteri ha cambiato casacca, hanno trovato casa politica anche cinque consiglieri comunali, fra cui la Presidente del Consiglio, e un assessore della giunta Monisteri, passati tutti in Forza Italia.
Consentita anche dal regolamento del civico consesso, diverso da quello di Ragusa, la creazione di nuovi gruppi consiliari, anche di partiti non eletti alle ultime consultazioni, ha modificato la geografia dell’assemblea cittadina.
Con il sindaco Monisteri, i cinque del nuovo gruppo di Forza Italia, Maria Cristina Minardo, Daniela Spadaro, Fabio Borrometi, Corrado Roccasalvo e Leandro Giurdanella, con la Spadaro capogruppo.
Un nuovo gruppo consiliare è quello di “Voce Libera”, composto da tre membri: Margherita Cascino (capogruppo), Michelangelo Aurnia (vicecapogruppo) e Giorgio Civello, che si dichiara vicino al centrodestra e a sostegno della sindaca, pur sottolineando che i componenti vogliono operare con autonomia di giudizio, valutando ogni proposta in base al “bene della comunità”.
Confermano la loro vicinanza al sindaco le due consigliere della lista civica “Prendiamoci cura”, Cristina Cecere e Neva Guccione.
In pratica, la sindaca Monisteri non ha una maggioranza, potendo contare solo su dieci consiglieri.
All’opposizione dovrebbero essere tre consiglieri di centrosinistra: Gianni Spadaro del Partito Democratico, Ivana Castello, candidata sindaca non eletta, e Salvatore Gugliotta.
Diciamo dovrebbero perché, di fatto, sostengono l’amministrazione ed escludono anche solo la proposta di una mozione di sfiducia.
C’è poi la squadra dei fedelissimi dell’ex sindaco Ignazio Abbate, che dovrebbero essere in rottura con la sindaca. Diciamo dovrebbero perché anche loro si vantano di sostenere e approvare quelle scelte dell’amministrazione che sono dedicate al bene comune e all’interesse della città.
Sono Elena Frasca, Daniele Scapellato, Paolo Nigro, Giammarco Covato, Piero Covato, Giovanni Alecci, Alessio Ruffino, Rita Floridia, Massimo Caruso, Miriam Franzò. Loreno Giannone, candidato con la DC alle ultime provinciali, vive per ora un momento di incertezze.
Le opposizioni dovrebbero essere maggioranza, ma c’è una maniera nuova di fare politica, un modo per restare attaccati allo scranno consiliare, stante anche la difficoltà di operare una mozione di sfiducia per mancanza di numeri. La politica dell’inciucio, ormai tanto diffusa.
A Ragusa, la chiamiamo opposizione di carta velina, al borotalco, a Modica c’è anche un fattore determinante perché a livello regionale la DC di Cuffaro e Ignazio Abbate è alleata di Forza Italia, nel centro destra, per cui non sarebbero da escludere sviluppi politici nel prosieguo della consiliatura.
A Modica, lo scontro fra la sindaca e gli abbatiani ha visto momenti di tensione, ma, come detto, gli undici consiglieri fanno finta di essere all’opposizione. Come si può constatare appresso dall’intervento del consigliere Paolo Nigro in aula, il primo dopo l’ufficializzazione del passaggio della Monisteri in Forza Italia, si potrebbe parlare di opposizione avvolta nel cashmere, arte del confezionare la politica nella quale Nigro, da democristiano di vecchio stampo, è maestro.
Il consigliere Nigro, dopo aver salutato la formazione dei nuovi gruppi consiliari, augurando buon lavoro ai componenti, ha dedicato alcune puntualizzazioni che ha voluto rivolgere non solo alla sindaca ma alla città tutta, per amore di verità.
Pur prendendo atto della legittima scelta, ha ripreso le dichiarazioni della sindaca, rilasciate nel corso di una intervista, che ha cercato di spiegare con enfasi i motivi del transito in Forza Italia.
Nigro ha contestato il tentativo della Monisteri di far apparire il transito quasi fisiologico, definito lineare, un cambio di casacca non traumatico, facendo riferimento al concetto di famiglia ritrovata.
In pratica, elucubrazioni per cercare di spiegare il passaggio da civica a espressione di partito, un po’ come avvenuto nel capoluogo, con il sindaco Cassì, ma in realtà passaggio da un partito ad un altro.
Su questo, Paolo Nigro ha voluto precisare, ricordando che quello della Monisteri era un progetto civico, sotto l’ala di Ignazio Abbate, ex sindaco della città, sostenuto dalla Dc che è stata, fino a poco tempo fa, la casa politica della sindaca, la sua famiglia, come più volte citato da lei stessa.
“Lei è stata con la DC fino all’ultimo, ha anche partecipato a iniziative con il leader Totò Cuffaro sul nostro territorio, non può rinnegare la sua storia politica, ha cambiato casacca, lascia il partito, la famiglia, gli amici, il progetto politico con il quale ha ottenuto oltre 19.000 preferenze, tutti sanno che anche l’on.le Minardo, allora nella Lega, ha sostenuto il suo progetto e la sua candidatura a sindaco” ha detto Nigro ribadendo l’intenzione di restare all’opposizione, pur garantendo il sostegno agli atti che interessano la città, ma con la ferma intenzione di restituire al mittente tentativi di mistificare la verità, auspicando, nel contempo chiarezza massima, in un momento nel quale i cittadini sono disorientati.
