Primo consiglio comunale dopo il periodo di riposo di agosto, che non si nega a nessuno, l’amministrazione Cassì consolida il suo ruolo di rullo compressore che va avanti senza intoppi apparenti, anche incontrando le evidenze messe in risalto dalle minoranze che, appunto, vengono ridotte al nulla, se non altro con un atteggiamento di sfrontata indifferenza.
A dirigere questa orchestra di suonatori ambulanti due direttori di livello, come il sindaco e il suo vice che, ormai, trasudano sicurezza anche di fronte alle evidenze più sfacciate.
La risposta dell’assessore Giuffrida all’interrogazione del consigliere La Porta sullo stato di avanzamento dei lavori per la riconversione dell’ex cinema Marino a teatro è stata un vero e proprio capolavoro.
Le tempistiche dilatate, imposte dalla complessità del progetto e dalle emergenze venute fuori, giustificano ogni ritardo, si butta la data del 31 dicembre 2026 per fissare la consegna dell’opera, ma ci credono in pochi, l’assessore ammette, allo stato attuale, dopo 16 anni dal primo progetto, che si attende una verifica dei Vigili del Fuoco sull’applicazione delle norme di sicurezza e si minimizzano eventuali errori di progettazione e di realizzazione dei lavori che hanno imposto, di recente, demolizioni, abbattimenti e modifiche sostanziali ai lavori realizzati.
Siamo arrivati al punto che dal Centro Commerciale Culturale si potranno avere due ingressi alternativi al teatro, per le attrezzature di scena, forse utili anche come uscite di sicurezza.
Ancora più deciso l’intervento del sindaco che ha ribadito di non aver mai rivolto critiche all’azione dei suoi predecessori.
Per il Partenariato Speciale per il Castello di Donnafugata ha liquidato le eccezioni relative all’ultima circolare del Ministero che limiterebbe il PSPP a strutture abbandonate e in disuso.
Rifiutando ogni illazione sui criteri di scelta del partner, ha ribadito di voler andare avanti, forte di una documentazione dell’iter totalmente pubblica, gli atti sono a disposizione, anche i verbali della commissione che, ha sottolineato, era formata esclusivamente da accademici di rango, del tutto estranei alla città.
Ostentando sicurezza sulla questione PSPP, ha proseguito con una sua comunicazione, rivolta al civico consesso e alle minoranze, in particolare: ha voluto portare a conoscenza che la distribuzione dei fondi strutturali che l’Unione Europea mette a disposizione dei territori, assommano, per il nostro territorio a circa 50 milioni che saranno, molto probabilmente, integrati dalle economie altri fondi non utilizzati e potranno arrivare anche a 70/80 milioni.
Una somma enorme, a disposizione della cosiddetta ‘area funzionale’ che comprende i comuni di Ragusa, Giarratana, Vittoria, Santa Croce Camerina, Modica, Scicli, fondi territorializzati 21/27, una programmazione destinata a lasciare il segno, che, il sindaco ascrive a merito anche della sua amministrazione per la progettualità sempre pronta a rispondere, in maniera eccellente, alle opportunità che sui presentano.
Il sindaco, in maniera malcelata, vorrebbe quasi imporre l’assunto che solo con la sua amministrazione possono essere valorizzati e capitalizzati questi aiuti, tralasciando i meriti degli uffici ed escludendo che altri sindaci e altri amministratori potrebbero produrre una progettualità migliore.
Cassì ha voluto sottolineare come, nel corso di un recente incontro, a Palermo, con i responsabili regionali di settore, con il Direttore Generale del Dipartimento della programmazione, è stata riconosciuta, ai sei comuni citati, la perfetta organizzazione del territorio per lo sfruttamento dei fondi strutturali, peculiarità mai vista nella Regione Siciliana.
Si è appropriato del riconoscimento e ha sottolineato i meriti degli uffici, dell’assessore e del dirigente delle opere pubbliche che sono presi a modello, da parte della Regione, come esempio di perfetta organizzazione, tanto da essere incaricati di portare in giro, nelle altre aree funzionali, metodi di lavoro e di gestione per quelle strutture amministrative che non sono di pari livello.
Per noi, questa efficienza amministrativa si tradurrà in progetti che, secondo il sindaco, saranno di grande rilevanza: ha citato una ciclovia, una ciclopedonale fra i sei comuni dell’area funzionale, poi la solita musica degli interventi nel parco urbano e la creazione di strutture mercatali all’interno dell’area dell’ex scalo merci, queste le opere che costituiranno il volto futuro della città.
Prendiamoli per buoni, contenti il sindaco e l’assessore per questa progettualità che, secondo noi, lascerà nel letargo la città che non potrà crescere e prosperare per la ciclovia, per il parco urbano o per l’area mercatale dell’ex scalo merci che, quest’ultima, come amenità dell’allora assessore allo sviluppo economico, ha, ormai fatto il suo tempo e, sinceramente, stancato. Al riguardo, in particolare, come il parco urbano non c’è stata progettualità di eccellenza e organizzazione perfetta ma solo inadeguatezza che, del resto, trapela anche dai numerosi ritardi nelle opere pubbliche in città.
In questo scenario trionfale presentato dal sindaco e dal suo assessore, al quale sta cercando di spianare la strada per la candidatura a sindaco, d’accordo con una certa sinistra e con le lobby di sempre, che hanno orchestrato la sua ultima elezione, appare quasi evanescente l’impegno dei pochi consiglieri di minoranza che cercano di tenere alta la bandiera dell’opposizione con argomentazioni, rilievi ed eccezioni di grande peso ma inascoltati.
Ribadiamo, nella totale indifferenza dell’amministrazioni, le segnalazioni di Peppe Calabrese per la concessioni degli spazi del Castello di Donnafugata per manifestazioni che di culturale hanno ben poco, con afflussi ail,imiti della sicurezza e senza, forse, le dovute autorizzazioni della commissione spettacolo, aggirate con un programma che di spettacolo ha poco, mentre alla fine c’è il Dj Set e si balla, con i cortili del Castello pieni ai limiti dell’agibilità e di certo, senza adeguati servizi igienici.
Calabrese, addirittura, fa delle gravi illazioni sulla presenza di assessori fra gli organizzatori, anche tramite prestanomi, affermazioni gravi che vengono totalmente ignorate ma che, di fatto, costituiscono un silenzio assenso come ha fatto notare qualcuno della giunta stessa.
Il consigliere La Porta si presenta con un mini faldone delle segnalazioni ricevute dalla gente, descrive lo stato pietoso delle bambinopoli, segnala la mancata osservanza delle ordinanze, il caos determinato dai dehors che vanno oltre gli spazi concessi, biciclette e monopattini che sfrecciano tra la gente, in assenza totale di controlli, la necessità di manutenzione straordinaria al lungomare Mediterraneo, in uno stato di costante avanzato degrado.
La consigliera Caruso ha ripreso alcune situazioni già segnalate con comunicati e interrogazioni, dopo i relativi accessi agli atti, degrado e assenza di manutenzioni alle bambinipoli, a Marina di Ragusa, i ritardi nell’attuazione del progetto di nuova illuminazione pubblica a San Giacomo, l’ormai barzelletta degli alloggi IACP di via Risorgimento, che restano senza luce condominiale, senza gas, senza erogazione dell’acqua.
Al riguardo c’è l’ennesima arrampicata sugli specchi dell’assessore ai servizi sociali che, con un altro intervento ai limiti della decenza, si ostina a non chiedere scusa per le tante assicurazioni fornite e non sbatte al pubblico ludibrio il vertice dello IACP, cercando di districarsi fra gas al 15 settembre, acqua già nella cisterna, senza rispondere, eludendola scandalosamente, alla precisa domanda della consigliera Caruso: “Qualcuno occupa già gli appartamenti?”
Ma, cosa ancora più grave, dice pubblicamente in aula: “ Ci sono cose che è meglio non comunicare, bisogna parlarne solo nelle sedi opportune”.
Quali sono queste cose e quali le sedi opportune? Cose dell’altro mondo.
Ma la chiusura del resoconto della seduta va riservata all’assessore D’Asta, ormai diventato eccellente voce di supporto all’amministrazione: ci dice, intanto, che i problemi di scerbatura della strada di collegamento fra la 194 e la ex 115, strada di ingresso a Ibla, sono risolti perché inseriti nel nuovo capitolato della raccolta dei rifiuti. Quindi tutto risolto ma vedi quando sarà il primo intervento.
In passato, D’asta ci aveva deliziato con l’amenità, in verità da ascrivere, prima, al sindaco, della teoria, riferendosi all’abbandono indiscriminato di rifiuti, che, raccogliendo i rifiuti, si incentivava l’ulteriore abbandono di spazzatura e ingombranti.
La stessa amenità gli è scappata per le bambinopoli, per le cui manutenzioni ha presentato le solite difficoltà finanziarie e ha assicurato una prossima variazione di bilancio per alcuni interventi urgenti, ma gli è scappato che aggiustare le bambinopoli le espone agli atti vandalici.
Vero è che non si vandalizza una struttura già vandalizzata, ma è vero anche che non si possono lasciare nel degrado, sarebbe come dire non mangiare, così risparmierai carta igienica, l’acqua dello sciacquone e il detergente intimo.
