Sergio Firrincieli: una provocazione o pensa veramente che Cassì possa avere ascendente in Forza Italia per farsi portavoce presso il governo nazionale?

La ormai stucchevole discussione sul turismo nella nostra città offre lo spunto, al capogruppo 5 Stelle al Comune di Ragusa, Sergio Firrincieli, per delle riflessioni su quella che è la vera causa di un calo generalizzato delle presenze turistiche, dovute al calo del potere d’acquisto delle famiglie italiane.
La crisi si è sentita dappertutto, i casi del lettino venduto a Siracusa a cifre impensabili o del piatto di spaghetti alle vongole veraci che nel ragusano è quotato anche a 25 euro, sono fatti episodici che fanno notizia ma non sono determinanti per il sistema.
Nei giorni scorsi c’era, addirittura chi si lamentava per u a arancina venduta al bar dell’ospedale di Ragusa a 2 euro e 50 centesimi. Potrà anche sembrare eccessivo, ma non è da farne un caso
Naturalmente ricorrere alla situazione economica nazionale per parlare di turismo a Ragusa, ci sembra eccesivo, ma in una nota di Firrincieli ci ha colpito l’appello che rivolge al sindaco di Ragusa, Cassì, in oggi aderente a Forza Italia per sollecitare il suo partito a farsi portavoce presso il governo nazionale della richiesta di misure strutturali a sostegno del welfare e delle famiglie, perché senza un deciso intervento sui redditi e sulle politiche sociali, anche il settore turistico continuerà a soffrire di questa stagnazione.
La nota è corredata da sostanziose considerazioni, “il vero nodo resta il progressivo calo del potere d’acquisto degli italiani, fenomeno che sta modificando le abitudini di spesa e consumo delle famiglie, costringendo molte di esse a rivedere o rinunciare alle vacanze. L’aumento costante del costo della vita, dalle bollette ai beni di prima necessità, incide in modo determinante sulle scelte di chi, fino a pochi anni fa, poteva permettersi di programmare serenamente viaggi e soggiorni estivi”.
E ancora, “Non possiamo ignorare che il disagio investe soprattutto il ceto medio, storicamente motore della domanda turistica interna, oggi in crescente difficoltà a sostenere i costi sia della quotidianità che del tempo libero. Un dato, questo, sottolineato anche dall’ex presidente del Consiglio Mario Draghi che, in un suo intervento a marzo, ha ricordato che in Italia si è volutamente deciso di lasciare gli stipendi più bassi rispetto agli altri Paesi europei per rendere il nostro sistema statale più competitivo sui mercati internazionali, condizione che tuttora permane e che limita fortemente la capacità di spesa”.
“Occorre lavorare insieme per promuovere un cambiamento che parta dalla tutela del potere d’acquisto, dal rilancio del ceto medio e dalla valorizzazione delle energie positive del nostro territorio. Solo così Ragusa, come l’intero Paese, potrà tornare a essere una meta attrattiva e accessibile, in grado di accogliere turisti italiani e stranieri senza lasciare indietro nessuno”.

Ora ci chiediamo, l’intervento di Firrincieli è una provocazione, invero assai poco rispettosa, nei confronti del sindaco Cassì, oppure pensa veramente che la sua voce possa avere riscontro, su questi temi, in sede nazionale, dove, di certo, è ancora poco conosciuto già nell’ambito di Forza Italia e, ancor di più, a livello governativo?

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