Caos politico per la grande abbuffata, si sgomita per la leadership locale in Fratelli d’Italia e Forza Italia

Il caos pervade la politica, a livello, quanto meno regionale, l’apparente solidità della coalizione di centro destra che governa con la benedizione dei vertici dei maggiori partiti della stessa a livello nazionale, è pervasa da fibrillazioni, questioni giudiziarie di alcuni componenti, dalla sete non soddisfatta, all’interno di Forza Italia, di poltrone importanti, al momento gestite, dal presidente Schifani, in maniera quasi privatistica
Tutto è condizionato dalla prossima tornata elettorale, nell’ordine ci dovrebbero essere le regionali, successivamente le nazionali, quindi le comunali.
Nella nostra provincia il caso eclatante è l’ingresso in Forza Italia del sindaco civico di Ragusa, Cassì, che lascia presagire dimissioni anticipate per una candidatura alle regionali.
Tutto ruoterebbe attorno a questa candidatura, anche per la successiva competizione comunale, ma c’è abbastanza confusione in tutto il panorama provinciale.
La geografia politica, nei vari Comuni, è in trasformazione. A Modica, il ritorno in Forza Italia di Minardo, al cui traino si sono accodati la sindaca Monisteri e alcuni amministratori, un assessore e dei consiglieri, rende il terreno di gioco aperto alla disputa fra la DC di Ignazio Abbate e Forza Italia che potrebbe anche tentare il colpo grosso per una totale affermazione ‘modicana’, a danno dell’ ‘odiato’ capoluogo.
Ininfluenti tutte le altre forze politiche, nonostante il lavoro certosino che conduce in provincia l’on.le Dipasquale, si evince facilmente che Modica non ha materiale umano e politico da vendere, nelle altre formazioni.
A Vittoria, solita contesa fra il PD e il sindaco Aiello e la destra del senatore Sallemi, ci sarebbe da verificare la posizione nella coalizione della DC, ondivaga fra opposizione e appoggio ad Aiello, con qualche pensierino alla sindacatura, acerbe ancora le altre presenze di centro destra; a Comiso terreno di Fratelli d’Italia dell’on.le Assenza ma con una forte e qualificata presenza del PD che, ricordiamo, alle ultime elezioni, perse per una manciata di voti. Considerando le non esaltanti prestazioni della sindaca Schembari, la partita si potrebbe considerare aperta.
Su questo scenario parziale della provincia si inserisce il Comune di Ragusa, i disegni sono quelli del gruppo del sindaco che vorrebbe imporre l’attuale vicesindaco, Giuffrida, passato, di recente, in Forza Italia, tutto è condizionato dalla beghe interne di Forza Italia, da una latente spaccatura locale fra Fratelli d’Italie e Forza Italia e dalla presenza immarcescibile dell’on.le Dipasquale che alla fine condiziona sempre l’esito, ove, soprattutto, trovasse il soggetto ideale per far arrivare, una buona volta, il PD al governo della città, non ultima una sua diretta candidatura che scompiglierebbe tutti i piani.
Abbiamo disegnato questo quadro, piuttosto noto, perché un quadro di alleanze teoricamente consolidato, è aperto a tante possibili variabili.
A Modica, si dice, l’on.le Abbate sollecita la sindaca Monisteri per comporrela rottura con i consiglieri Dc e permettere di ricomporre la coalizione al Comune di Modica.
A Vittoria ci sarebbe da verifica la posizione dei DC, a Ragusa non è detto possa mantenersi una coalizione compatta, tutto, secondo noi, è condizionato da quelle che saranno le alleanze per la contesa regionale.
Su questo scenario, a complicare le cose, un comunicato stampa di un neocostituito Laboratorio Politico Camarinense dove troneggiano assieme le sigle della DC, di Forza Italia, di Territorio e del PD.
Fatte le opportune verifiche, è chiaro che Fratelli d’Italia, partito al quale ha praticamente aderito il sindaco Dimartino non fa parte del Laboratorio, nemmeno l’autorevole figura del Presidente del Consiglio, Agnello, farebbe parte della squadra, dichiarandosi sì vicino all’on.le Abbate ma non iscritto alla DC in quanto fedele al movimento civico CAMBIAVERSO, suo e del sindaco Dimartino.
Autorevole dovrebbe essere la presenza di Forza Italia, con elementi di spicco della politica santacrocese, in equilibrio, come nel capoluogo, fra l’opposizione al sindaco e il rispetto dell’alleanza di coalizione.
L’autorevole peso politico, ancorché non numerico, al momento, del PD e di Territorio, rendono quanto mai variegata la composizione del Laboratorio.
L’intento, dichiarato, è quello di creare una valida alternativa politica all’attuale amministrazione, e, in questo senso dovrebbero chiarire la loro posizione Dc e Forza Italia, non tanto Territorio e PD il cui contrasto all’amministrazione Dimartino è puramente fisiologico.
Si vorrebbero mettere a disposizione della comunità competenze tecniche e politiche maturate negli anni da ex amministratori e da nuove forze politiche, affrontando con serietà e responsabilità le tematiche che riguardano il nostro territorio.
Il Laboratorio vuole analizzare la realtà locale e presentare ai Santacrocesi una visione chiara e trasparente, diversa da quella idilliaca spesso rappresentata dall’amministrazione in carica negli ultimi anni, perché sarebbe giunto il momento di agire con serietà, decisione e consapevolezza, evitando di disperdere energie in sterile propaganda social.
Prima di tutto, con serietà e decisione dovrebbero agire i segretari politici per confermare la legittimità dell’utilizzo delle sigle dei partiti e del movimento.
Poi, se ne può discutere e commentare, dopo aver conosciuto i nomi dei promotori e dei componenti il Laboratorio.
Se si vuole il ritorno ad una politica seria, il primo passo è quello di dichiararsi, altrimenti siamo alla farsa, per i partiti di centro destra.
Per PD e Territorio un gioco per creare scompiglio.

Ultimi Articoli