Non si diradano le nebbie attorno al nuovo appalto dei rifiuti, le lungaggini erano prima addebitate al’attesa di notizie su chi doveva essere la stazione appaltante, da tempo il Comune ha comunicato che se ne deve occupare la SRR ed è stato il baratro.
Che i carrozzoni regionali per acqua e rifiuti siano stati, da sempre, le piaghe della Sicilia, è cosa risaputa, a quanto sembra, noi ci siamo caduti in pieno.
Cosa stiano facendo alla SRR non è dato sapere né il Sindaco Cassì, che della SRR è componente sindaco del capoluogo si degna di dare ragguagli sulla situazione.
C’è il silenzio più totale dell’assessore al ramo, meno mai coinvolta la Commissione Ambiente del Comune.
Legambiente Ragusa si è lamentata, in passato, di essere stata tenuta fuori dalle strategie di stesura del nuovo piano di raccolta, fondamentale per il nuovo bando e ha diffuso alcuni comunicati con riflessioni e richieste sull’affare.
L’ultimo comunicato ci porta a conoscenza che ci sono incontri “presso la sede della SRR, sulla nuova gara
di igiene urbana del comune di Ragusa”, l’ultimo il 15 settembre alla quale hanno partecipato rappresentanti di Legambiente.
A questo punto ci chiediamo, a chi sono aperti questi incontri? Di certo, saranno presenti consiglieri comunali se, come dichiarato, ci sono estranei all’amministrazione interessata ancorché competenti in materia.
Perché non ci sono notizie di questi incontri, di cosa si discute, che tempi sono previsti per la stesura del bando?
Peraltro, da questo comunicato di Legambiente traspare che si voglia parlare di tariffazione puntuale, di innovazioni nell’appalto, ma non si fa cenno alle necessarie soluzioni per l’accumulo dei rifiuti sui contenitori degli operatori commerciali, all’abbandono indiscriminato di rifiuti nel centro abitato e sulle strade extra urbane, si continua a parlare, dopo 7 anni di totale copertura del Comune delle somme che dovevano essere dedicate alla comunicazione.
Ricordiamo che c’è stato pure un DEC ma dello stesso, né di relazioni relative al suo mandato, profumatamente pagato dal Comune, non si è saputo mai nulla, DEC che, ricordiamo rappresentava la ESPER, la società torinese, coinvolta, a suo tempo, malauguratamente dal referente di Legambiente Ragusa, l’allora assessore della giunta grillina Conte, l’autrice del piano di raccolta che si è rivelato discutibile in molte parti.
Oggi Legambiente Ragusa ci dice che quanto appreso nel corso dell’incontro ha lasciato quantomeno meravigliati: cerchiamo di capirlo dal comunicato ricevuto:
Osservazioni sulla nuova gara di igiene urbana
Lunedì 15 settembre abbiamo partecipato ad un incontro presso la sede della SRR, sulla nuova gara
di igiene urbana del comune di Ragusa.
È certamente meritorio che si voglia introdurre la tariffazione puntuale in base al principio cardine europeo del PAYT “pay as you throw” ovvero paga per quello che butti, ma questa buona intenzione viene vanificata dal fatto che non si prevede di fare informazione lasciando al nuovo gestore alcuni compiti del tutto insufficienti con uno stanziamento di appena 24.000 € a fronte dei 114.000 € dell’appalto uscente. Già è stata insufficiente l’informazione nell’attuale gara, figurarsi con risorse pari a meno di un quarto.
Per centrare gli obiettivi europei di preparazione al riutilizzo e riciclo dei rifiuti urbani (65% al 2035), occorre agire per aumentare congiuntamente quantità e qualità della raccolta differenziata e gli schemi di tariffazione puntuale si sono rilevati efficaci nel conseguire tassi di RD molto elevati come emerge dalla delibera ARERA 43/2025/Rif/R dell’11 febbraio 2025 “ Chiusura dell’indagine conoscitiva, avviata con deliberazione dell’Autorità 41/2024/R/rif, sui criteri di articolazione dei corrispettivi applicati nel servizio di gestione dei rifiuti urbani “.
Dalle informazioni rese dai gestori in tariffa puntuale, emerge la necessità di affiancare alla leva tariffaria opportune “buone pratiche” gestionali quale l’informazione puntuale la c.d. KAYT – “Know As You Throw”, conosci quello che butti: frequenti campagne di comunicazione e sensibilizzazione ambientale che hanno bisogno per avere efficacia di investimenti di almeno 2-3 €/ab./anno.
A ciò vanno affiancati sistemi di segnalazione di violazioni con tempestivo riscontro all’utenza, attività di vigilanza e controllo capillare per accertare e scoraggiare i comportamenti scorretti, utilizzo di misure per prevenire fenomeni di abbandono e commistione, in un processo di monitoraggio continuo anche per individuare eventuali interventi di revisione dell’impostazione.
La realizzazione di un sistema di tariffazione puntuale è un progetto complesso che richiede il contributo di molteplici fattori e la partecipazione e la sinergia di diverse aree organizzative, oltre al coinvolgimento attivo degli utenti. Non si improvvisa.
Invece tutto ci sembra in balia dell’improvvisazione.
La motivazione addotta alla mancata previsione nel bando di gara di risorse economiche per l’informazione puntuale è stata che non ci sono risorse.
Riteniamo la decisione profondamente sbagliata perché le risorse si possono recuperare trasferendo nei costi generali il costo degli attuali dipendenti di ruolo impiegatizio (solo considerando i sesti, settimi e ottavi livelli e il dirigente si recupererebbero più di 400.000 € anno).
Tutti i servizi di igiene urbana, infatti, si dimensionano in base al personale che va su strada. I costi per attività organizzative e amministrative rientrano nelle spese generali. Le risorse per la comunicazione, inoltre, si possono reperire recuperando le somme che dovevano essere spese, e non lo sono state, per la distribuzione
porta a porta dei mastelli (la distribuzione è avvenuta per punto, tanti cittadini non hanno ritirato i kit, e non avendo i mastelli hanno abbandonato i rifiuti a terra) e recuperando, se non è stato già fatto, le somme dovute al comune dal gestore per il mancato raggiungimento del 75% di raccolta differenziata e la per la compartecipazione ai maggiori costi di selezione. Le risorse ci sono: basta volerle trovare.
