In Consiglio comunale, all’improvviso, tutti si ricordano del nuovo appalto dei rifiuti

La questione del nuovo appalto dei rifiuti, scandalosamente tenuta nel silenzio dall’amministrazione, per mesi, sale alla ribalta della cronaca.
C’era stato, invero, di recente, qualche tentativo del capogruppo del Partito Democratico, Peppe Calabrese di portarlo alla ribalta, con la richiesta di rendere più trasparente l’iter, finora non condiviso con il civico consesso.
Ma troppo poco, anche mediaticamente, per una questione di tale portata.
Anche i lavoratori del settore sono entrati ina agitazione avendo avuto contezza, non si sa come, che il costo del lavoro previsto sia decisamente inferiore rispetto a quello attuale.
In pratica potrebbero sorgere problemi nella gestione del servizio, che potrebbero incidere sui carichi di lavoro o, peggio, sui livelli occupazionali che restano l’aspetto prioritario da tenere in massimo conto.
Ma tutti, forze politiche e lavoratori hanno gravi responsabilità per il fatto di non aver portato la questione alla ribalta cittadina: addirittura si legge di incontri avviati dai lavoratori e dai sindacati già dallo scorso mese di aprile.
Grave il ritardo con cui si affronta il problema, solo quando, pare, sia pronto il nuovo capitolato che potrebbe essere presentato a breve.
Ieri, nel corso della seduta del civico consesso, i lavoratori erano presenti in forze, davanti al cancello di Palazzo dell’Aquila, all’interno e in sala consiliare, mentre nella sala giunta gli amministratori, sindaco, assessore con il dirigente di settore, erano riuniti con i sindacati di categoria.
Non è emerso nulla dalla riunione che pare sarà aggiornata a queste ore in cui scriviamo.
Diversi consiglieri comunali hanno voluto esprimere la loro solidarietà ai lavoratori, ma non si va a fondo nella questione come si dovrebbe.
Il diritto dei lavoratori alla tutela dei livelli occupazionali è sacrosanto.
Ma sarebbe d’uopo avere contezza del nuovo capitolato perché lo stesso coinvolge direttamente tutta la città.
Ci sono diverse questioni, legate ai turni e agli orari di raccolta, alla necessità di isole ecologiche, al problema dei contenitori che invadono la città, alla tariffazione puntuale che dovevano essere oggetto di condivisione con i cittadini o, almeno, con le parti politiche.
Questa amministrazione, maestra nel non coinvolgere le parti politiche, anche quelle della sua stessa coalizione, ha lavorato, iniziando molto tardi rispetto alla scadenza dell’appalto, male, tant’è che ci sono state ben due proroghe del servizio.
Ultimamente poi, dopo aver, forse, dato vita ad una bozza di capitolato, c’è stata la novità che la stazione appaltante doveva essere la SRR.
A questo punto si è aggiunta confusione alla confusione, e le cosiddette opposizioni non hanno fatto sentire forte la propria voce, ammansiti da generiche assicurazioni che il Comune avrebbe avuto parte attiva nella stesura del capitolato redatto, solo formalmente, avrebbero detto, dalla SRR.
In pratica non si sono avute risposte, né ci sono state imperative richieste di trasparenza, tant’è che si arriva al presente in cui si parla di capitolato pronto per essere presentato, senza che la città ne abbia preso anche solo visione.
Per chi, ormai, è rassegnato a conoscere i metodi, le procedure e le strategie di questa amministrazione, non c’è meraviglia di come stanno andando le cose.
La città resta all’oscuro, come avviene da tempo per il parcheggio di Ibla, per il PSPP del Castello di Donnafugata, per i lavori alla Vallata Santa Domenica, per il sempre atteso progetto culturale, per il turismo, per il centro storico, per la sicurezza, per le omissioni per il PRG con documentazione inoltrata a Palermo in maniera difforme alle scelte del civico consesso, città ancora tenuta all’oscuro sugli oscuri movimenti per Iblea Acque, per la sanità, per la Casa Protetta.
Purtroppo, manca la caratura di una classe politica di opposizione che riesca a destare, quanto meno, la volontà di agire in piena trasparenza, situazione aggravata dalla presenza di forze politiche nella coalizione di maggioranza che sono solo inutili marionette del teatrino messo su dal cerchio magico del sindaco.
Che poi, non c’è tanto da meravigliarsi, perché Cassì è riuscito a imporre questo modo di fare anche in Forza Italia, dove, entrato da pochissimo, impone le sue scelte anche a danno dei big del partito che subiscono in maniera vergognosa.
A poco valgono, ora, le prese di posizione tardive, solo propaganda e passerelle, come quella di stamattina dei consiglieri di area DC Abbate, Federico Bennardo e Rossana Caruso che, in una nota, pare siano destati dal principe azzurro e chiedono, anche agli assessori regionali agli Enti Locali, Messina, e all’Energia e Ambiente, Colianni, di soffermarsi sulla questione di estrema rilevanza riguardante il nuovo capitolato sui rifiuti per la città di Ragusa, un documento strategico che avrà un impatto significativo sulla gestione del servizio di igiene urbana e sul futuro della città.
Un bando di circa 100 milioni per il quale sarebbe fondamentale il coinvolgimento del civico consesso.
Ricollegandoci a quanto detto sopra, secondo le parti politiche “Il nuovo capitolato sui rifiuti non rappresenta un semplice atto gestionale, ma un atto fondamentale che definirà l’intero sistema dei servizi ambientali per un periodo che interesserà due legislature. Le sue ricadute saranno visibili non solo sull’efficienza dell’ente e sulla qualità della vita dei cittadini, ma anche sulla sostenibilità ambientale del nostro territorio” sottolineano Caruso e Bennardo.
L’amministrazione, per bocca del Presidente del Consiglio comunale, espressione netta della maggioranza e dell’amministrazione, in barba alla presunta posizione al di sopra delle parti, afferma che non è tenuta a portare il capitolato in Consiglio comunale, trattandosi, appunto, di atto gestionale.
Come avviene per tante altre cose, nella politica attuale, non sapremo mai chi è nel giusto, né verranno presi provvedimenti per chi sbaglia.

Caruso e Bennardo scrivono ancora nella nota: Il valore complessivo della gara, stimato intorno ai 100 milioni di euro, sottolinea ulteriormente la rilevanza economica dell’operazione. “È un impegno economico di proporzioni considerevoli, che avrà un impatto diretto sui bilanci comunali e, di conseguenza, sui cittadini. Sono proprio i soldi dei cittadini che saranno impegnati per l’espletamento del servizio, non dobbiamo dimenticarlo. E quindi una decisione di tale importanza non può e non deve essere presa senza il pieno coinvolgimento del Consiglio comunale, sede naturale per il confronto democratico e l’assunzione di responsabilità politiche” aggiungono i consiglieri.”
“Riteniamo necessario e doveroso che l’organo sovrano di indirizzo politico e rappresentanza democratica sia coinvolto in modo trasparente e condiviso.
Questo passaggio non solo rafforzerà la legittimità dell’atto, ma garantirà un dibattito aperto e costruttivo sul futuro del servizio di igiene urbana a Ragusa”.
In chiusura l’ingenuità: “Un confronto consiliare rafforzerà il senso di trasparenza e responsabilità istituzionale che i cittadini si aspettano da chi li rappresenta”, da loro che dal sindaco e dall’amministrazione ne hanno subito di tutti i colori, ai limiti degli attacchi verbali e anche fisici da parte di assessori e consiglieri di maggioranza.
C’è solo da sperare nel miracolo della “santa”, la consigliera Caruso che, negli ultimi tempi trasforma lo zucchero in cristallo.

Per noi, andrà a finire come per le questioni di Iblea Acque, denunce, ammissioni di colpa del Sindaco per i concorsi irregolari, pareri legali richiesi e non riconosciuti per la posizione dell’Amministratore Unico che rimane sulla poltrona fino all’ultimo giorno, regolarmente retribuito, senza nemmeno l’ombra di quel contenzioso paventato da Cassì, in più occasioni.

Il teatrino continua.

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