Un autorevolissimo addetto ai lavori ha così commentato a proposito dell’inerzia politica dei consiglieri comunali, anche di maggioranza, o presunti tali, mostrata nei confronti del nuovo capitolato per il bando di gara della raccolta dei rifiuti solidi urbani.
“Possono andare dove vogliono (riferito agli amministratori NdR), con un Consiglio che non scorge un elefante (e altro che elefanti) neanche ad un metro. Possono andare su Marte e tornare, al ritorno li troverai ancora a parlare dell’uovo di Pasqua.”
Da sette anni, da quando l’attuale sindaco si è insediato, nel primo mandato, si sapeva che l’appalto milionario doveva essere rinnovato.
Le criticità dell’attuale capitolato, del piano di raccolta dei rifiuti, sono venuti fuori nel corso degli anni, troppi interventi di raccolta considerati straordinari, con notevole esborso per il Comune, troppi contenitori, condominiali e di operatori commerciali sulla pubblica via, peraltro trasformati in minidiscariche per l’accumulo di rifiuti abbandonati indiscriminatamente, mancato rispetto dei giorni e degli orari di conferimento, inspiegabile rifiuto di considerare turni di raccolta notturni, totale assenza di comunicazione con l’utenza, nessuna presenza di macchine per la raccolta di bottiglie di plastica con remunerazione a favore di chi conferisce, totale nebbia sui ricavi di carta, cartone, plastica, vetro, alluminio, problemi sempre costanti per il conferimento dell’indifferenziato e degli abiti usati.
Basterebbe solo questo per rendere doveroso un confronto con la città, con i cittadini, con l’utenza, per giustificare l’esigenza di un tavolo, anche preventivo, per analizzare tutte le criticità emerse.
Invece, gli amministratori hanno lavorato quasi di nascosto, si sono fatti realizzare un capitolato, ci hanno lavorato con evidente mancanza di competenze in materia, si sono, alla fine, scaricati di ogni responsabilità perché la regione aveva stabilito che la stazione appaltante doveva essere la SRR, rifiutandosi di condividere anche le bozze del piano asserendo che si tratta di un atto gestionale che non deve passare dal Consiglio comunale.
In questo modo gabbate le minoranze che, invano ma assai tardivamente, avevano chiesto di conoscere il capitolato o la bozza non definitiva.
In pratica gabbate anche quelle componenti della maggioranza che si pongono a zerbino del sindaco e del suo cerchio magico, che non hanno avuto il coraggio di pretendere la documentazione che interessa alla città, non solo ai consiglieri comunali.
In definitiva, questa è stata la punta dell’iceberg della incapacità conclamata e già nota delle minoranze a svolgere in maniera minimamente decente il proprio mandato.
Su un tema così importante come la raccolta dei rifiuti ci doveva essere una azione che doveva partire da lontano, dal giorno successivo alla scadenza dell’appalto, ci doveva essere una costante pressione, invece il nulla, solo allo scadere dell’ultima proroga un tentativo di accedere alla documentazione, sollecitati dall’agitazione dei lavoratori del settore, guidati dai sindacati.
Forse per la prima volta, una vertenza con i sindacati e i lavoratori protagonisti si è chiusa positivamente senza nessun apporto delle opposizioni, delle minoranze, che hanno subito passivamente trattative delle quali non conoscevano nemmeno l’esistenza e hanno dovuto assistere, impotenti e non protagonisti, al giubilo di sindaco, assessori e lavoratori per l’ottimo esito della trattativa.
Spesso qualcuno chiede al sindaco o agli assessori le dimissioni, in questo caso qualcuno dovrebbe recitare il mea culpa e consegnarsi agli affetti familiari.
Non ci vogliamo esimere, assolutamente, dal considerare l’ipotesi che siamo in errore con le nostre considerazioni, ma rimandiamo la sentenza alla prossima consultazione elettorale comunale per verificare l’apprezzamento per il lavoro delle minoranze e dei singoli consiglieri.
Non ci volgiamo esimere, nemmeno, dall’evidenziare, ancora più di prima, la scarsa valenza di certa opposizione che tale non si dovrebbe definire, per decenza.
Un banco di prova, lo potremmo avere anche a breve, certa opposizione ha tuonato: “Faremo ricorso al TAR”, aspettiamo questo ricorso.
Altri hanno scritto a Palermo, all’Assessore agli Enti Locali e all’Assessore all’Energia, aspettiamo le risposte e, in entrambi i casi, gli esiti.
