I 5 Stelle si uniscono al coro di dissenso per il bando della gara per la raccolta dei rifiuti tenuto nascosto ma per abbattere la catena del potere che opprime la città servono comportamenti consequenziali

Una nota dei 5 Stelle di Ragusa per entrare nel merito della questione inerente il bando per la gara per la raccolta dei rifiuti solidi urbani.
Ci sono dei passaggi da incorniciare, come quello iniziale che dice: “L’Amministrazione Cassì continua a rispondere a intermittenza, comunicando solo ciò che le è più conveniente.”
Nulla di più vero, ma per una azione politica di lotta per scardinare l’attuale catena del potere che domina a Palazzo dell’Aquila, e anche oltre, serve una politica seria, non dedita solo alla ricerca della leadership della propria parte politica o, peggio, di quella personale.
Si può capire che ci sono condizionamenti regionali e nazionali, e in questo il Movimento 5 Stelle non brilla certo, prima di tutto per le farneticanti pretese del leader Conte che pretende di essere il leader del centro sinistra e, ad ogni costo, il presidente del consiglio.
Ma da Ragusa, culla del vero Movimento 5 Stelle, potrebbe nascere un vero campo largo, a condizione di rispettare i ruoli acquisiti e di riconoscere quelli che sono determinati dal consenso.
Per una azione politica efficace che possa cambiare le serrature a Palazzo dell’Aquila serve guardare alla situazione politica del capoluogo e a quella provinciale.
Indiscutibile la leadership del PD e dell’on.le Dipasquale, tutto il resto deve adeguarsi alla causa e lottare per lo stesso obiettivo senza esitazioni.
Dappertutto vanno eliminate le vecchie cariatidi che persistono dappertutto, vanno valorizzate le forze emergenti delle sinistre, ci devono essere incondizionati riconoscimenti in termini meritocratici e di storia della politica ragusana. Soggetti come Peppe Calabrese, come il senatore Battaglia, come l’avv. Sbezzi, come l’avv. Borrometi, come l’on.le Campo, come Gianna Miceli, come il dott. e l’avv Schembari, come Giorgio Massari, come Sergio Firrincieli, non possono essere messi in discussione per un serio progetto politico.
Riconosciamo che l’idea può essere considerata farneticante e scandalosa per fare dei nomi e non farne di altri, ma siamo abituati a scrivere quello che pensiamo: chi non gradisce o non condividere può leggere altro.

E veniamo alla nota dei 5 Stelle che ci ha provocato queste riflessioni: manca, innanzitutto, un incondizionato riconoscimento all’azione del Partito Democratico e di Peppe Calabrese in particolare, azione che doveva essere condivisa e sostenuta, anche in aula, durante la seduta del Consiglio comunale.
Le bugie dell’assessore che sostiene di aver incontrato i cittadini non sono per nulla censurate, si gira attorno ai diritti, sacrosanti e inviolabili dei lavoratori, ma gli stessi e i sindacati, a quanto pare, hanno avuto garanzie sui livelli occupazioni, e quant’altro, senza poter leggere il capitolato e il bando di gara, almeno nelle bozze.
I problemi per il nuovo appalto dei rifiuti non sono solo quelli dei lavoratori che, per loro stessa ammissione sono stati accontentati in toto: ci sono quelli della collettività per il tipo di servizio, che sarà sempre oneroso per l’utenza, e che, si può dire, forse, non è stato plasmato tanto sulle esigenze della collettività quanto su quelle delle aziende interessate, con le quali, pare, qualcuno, abbia avuto anche abboccamenti.
L’ostinazione cieca e spietata con la quale gli amministratori hanno voluto tenere riservato il bando di gara e il capitolato è semplicemente scandalosa, ci dicano, almeno, le associazioni e i sindacati e i cittadini che sarebbero stati coinvolti, cosa hanno appurato delle documentazioni che dovrebbero essere state fornite.
Se in città non ci sono sindacati, associazioni e cittadini, come dice l’assessore, che hanno avuto contezza del bando e del capitolato, l’assessore ha mentito spudoratamente, anche il PD ha ottenuto un confronto con un funzionario dell’ufficio ambiente che si occupato in prima persona della stesura del bando, ma si tratta di incontro avvenuto un anno fa e senza esiti concreti.
E le forze politiche, invece di minacciare ricorsi al TAR, forse improponibili, invece di inviare missive agli assessori regionali, perché non tirano in ballo la SRR che, di fatto, deve pubblicare il bando?
La SRR, anche in passato, per tante altre questioni, anche interne di progressioni di carriera di dirigenti e funzionari, sembra, agli occhi della gente, un monastero di clausura, impossibile scrutare quello che avviene dentro.
E della SRR è Presidente il sindaco di Ragusa che è anche vicepresidente della Provincia e Presidente del comitato di Controllo Analogo di Iblea Acque. Ma su questo concentramento di potere, che pare condizionante per gli altri sindaci, nessuno parla, nessuno si ribella, nessuno cerca di coinvolgere le forze politiche negli altri comuni.
Tutti, come oggi i 5 Stelle, sanno che l’Amministrazione Cassì avrebbe dovuto avviare le procedure di gara almeno un anno prima della scadenza, come stabilito dalla delibera ARERA n. 385 del 03/08/2023.
Ma quali sono state le forze politiche che, un anno prima della scadenza, hanno sollecitato il rispetto della legge?
Dice bene la responsabile cittadina del Movimento 5 Stelle: “Garantire i diritti dei lavoratori è un dovere, non un “risultato straordinario” da sbandierare; è solo fumo negli occhi per deviare l’attenzione da un atteggiamento poco trasparente nella gestione di un appalto importante e oneroso come quello dei rifiuti.”
Ma alle parole devono seguire i fatti e serve un’azione politica condivisa, congiunta, unitaria, che si allarghi anche, nell’occasione, a tante altre questioni, non sempre trasparenti che interessano la comunità ragusana.
Altrimenti, mentre le sinistre si trastullano con feste, cortei, manifestazioni, scioperi e inondazioni di parole, il potere si fa i bagni.

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