Il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Luca Poidomani, auspica maggiore chiarezza nella politica cittadina e, segnatamente, in quella dell’amministrazione comunale.
Dopo le dichiarazioni del leader di Sud chiama Nord, Cateno De Luca, nel corso della seduta dell’Assemblea Regionale Siciliana per votare la sfiducia al Presidente Schifani, che riguardavano anche la sua ultima chiamata alle forze di centro sinistra per una alleanza a sostegno di una sua candidatura alla Presidenza, come fuoriclasse del campo largo, anche allargato, Poidomani non si raccapezza nel vedere ancora in Giunta, a Ragusa, il rappresentante in Giunta di Sud chiama Nord che il Sindaco ha espressamente voluto mantenere nell’esecutivo in forza di accordi pregressi con il partito e con i suoi dirigenti.
Luca Poidomani chiede, legittimamente chiarezza e auspica, come se non fossero note le recenti vicende politiche al Comune di Ragusa, anche coerenza, elemento sconosciuto a Palazzo dell’Aquila.
“Le recenti dichiarazioni di Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord, che ha votato per la sfiducia al presidente Schifani annunciando un progetto alternativo di ‘liberazione’ contro la classe politica regionale attuale, pongono seri dubbi sulla coerenza politica di alcuni elementi della Giunta guidata dal sindaco Cassì”, afferma Poidomani.
Come si concilia, infatti, la presenza dell’assessore Andrea Distefano, diretto esponente di Sud chiama Nord e quindi espressione politica di De Luca, all’interno di una giunta il cui sindaco è strettamente legato a Forza Italia e al presidente Schifani?
È difficile comprendere – continua Poidomani – come il partito di Distefano possa criticare apertamente il centrodestra regionale e Forza Italia mentre ricopre un ruolo amministrativo chiave al fianco di un sindaco che di quella stessa area politica è espressione diretta”.
Il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia sollecita risposte chiare: “Distefano deve chiarire la sua posizione: non è possibile sostenere una retorica di opposizione al centrodestra a livello regionale e, contemporaneamente, condividere le responsabilità di governo locale con un’amministrazione di chiara matrice forzista. Allo stesso modo, il sindaco Cassì dovrebbe spiegare ai suoi vertici se intende proseguire su questa linea di ambiguità politica, mantenendo nella propria squadra chi rappresenta un movimento dichiaratamente in contrasto con la sua area di riferimento”.
“Riteniamo che la chiarezza politica sia un dovere verso i cittadini – conclude Poidomani – e ci aspettiamo risposte puntuali da parte di entrambe le figure coinvolte. Le contraddizioni interne non possono essere ignorate, specialmente quando si tratta di garantire coerenza e trasparenza non solo, a questo punto, nell’azione amministrativa”.
Sulle riflessioni, ineccepibili di Luca Poidomani non c’è nulla da commentare se non he, attendere chiarezza e coerenza da uno che ha come leader un classico peripatetico della politica, prima a sinistra per fare il leader del centro sinistra, poi a destra per fare anche solo il numero 2 del centro destra, poi di nuovo a sinistra per riproporre la posizione di leader di tutto il campo largo, uno che ha votato la sfiducia ma ha spesso ‘aiutato’ la maggioranza instabile di Schifani, è come credere nelle favole.
Più coerente, da parte di Poidomani, sarebbe esigere chiarezza solo dal sindaco e dai partiti della coalizione di centro destra, e, non per ultimo, dal suo stesso partito.
E’ come quando chiedono all’ex assessore D’Asta perché si è dimesso, invece di chiedere a Cassì perché ha creato le condizioni per farlo andare via.
Non è necessario togliere la delega a Distefano, il sindaco deve spiegare a che titolo sta in una giunta civica o di centro destra che si voglia definire, non certo di centro sinistra.
I partiti della coalizione di centro destra, a cominciare da Forza Italia, dovrebbero essere capaci di spiegare cosa sta accadendo a Ragusa, se hanno capacità di discernimento tale da comprendere come stanno le cose.
Ma anche Fratelli d’Italia dovrebbe fare chiarezza: ha fatto accordi con Cassì alla Provincia, assicurandogli la carica di vicepresidente, fino ad ora solo onorifica, per il biglietto da visita, invero.
Ha fatto accordi con una cordata di civici passati tutti, o quasi, in Forza Italia, ma, fino a qui, almeno, Cassì si mantiene nell’area del centro destra.
Al Comune di Ragusa, invece un soggetto assai vicino all’onorevole Assenza, al Ministro Musumeci e al deputato europeo Razza, come confermato da numerose foto e anche dai componenti di Fratelli d’Italia, eletto nella lista CassìSindaco regge il moccolo agli equilibrismi di amorosi sensi di Cassì, fra civismo e partiti di centro destra.
Per fare chiarezza e mostra di coerenza, il consigliere Battaglia dovrebbe uscire dalla maggioranza o prendere ufficialmente le distanze dal partito e dai suoi esponenti ai quali è assai vicino.
Anche il partito dovrebbe agire di conseguenza.
