Un post apparentemente innocuo, fra i tanti che mettono al centro dell’attenzione Totò Cuffaro. Personaggio controverso, si dai tempi della sua Presidenza alla Regione, dalle innegabili qualità politiche che, purtroppo, scivolano, talvolta, sulle bucce di banana.
Non è il primo grande politico che tramonta per vicende giudiziarie, di particolare c’è il fatto che il suo sole, splendente come prima, aveva avuto la meglio sulle nubi e sulla tempesta.
Il solo fatto che, anche ora, nel polverone delle vicende giudiziarie, peraltro già in questa fase ridimensionate, resti un protagonista delle cronache, è prova della sua importanza politica.
La segretaria cittadina del Partito Democratico di Vittoria, Roberta Sallemi, si lascia andare, sui social, a riflessioni che non sono tanto su Totò Cuffaro quanto sul suo partito che definisce caricatura grottesca della storia, un involucro vuoto, un contenitore di clientele, pressioni, favori e potere spicciolo.
E si sofferma sulla innegabile realtà che un uomo come Cuffaro, con le sue luci e le sue ombre, è vissuto, è rinato, grazie ad una buona fetta di siciliani.
Descrive il funzionamento della DC, si infiltra ovunque ci sia da spartire, ovunque ci sia da sistemare il compare, il parente, l’amico dell’amico.ma, diremmo noi, è il funzionamento del sistema in Italia, non di tutti i partiti ma di tutti quelli che arrivano al governo di una città, di una regione, del paese.
Dare un incarico di poche migliaia di euro per una opera pubblica non è, per noi, dissimile dal privilegiare un amico per la carica di Direttore Generale di una ASP.
Il sistema non permette di esimersi dalle scelte. Abbiamo visto che il bene comune non esiste, passiamo, da decenni, dai governi di centro destra a quelli di centro sinistra, i problemi della sanità dei trasporti, delle infrastrutture sono gli stessi di sempre.
Le riflessioni di Roberta Sallemi suscitano una reazione, a dir poco, spropositata dei nuovi Dc, nuovi in quanto non della nuova DC ma ultimi arrivati sul carro che sembrava del vincitore.
Mette, subito, le cose in chiaro il capogruppo DC, un ex Forza Italia, Marco Greco che in una nota precisa che la Democrazia Cristiana di Vittoria ha deciso di sospendere il proprio sostegno all’Amministrazione comunale a seguito delle dichiarazioni rilasciate dalla consigliera Roberta Salemi (PD).
A Greco va il merito di avere fatto chiarezza dopo mesi di dubbi e dopo di interrogativi delle ultime settimane: la DC, a Vittoria, con i suoi 5 consiglieri, Fiore, Noto, rispettivamente Presidente e Vice del Consiglio comunale, Greco, Iabichella e Romano, più il “simpatizzante” ma indipendente, come lo definì la Fiore nel bel mezzo della politica di marzo al consiglio comunale di Vittoria, epoca del galà della DC di Vittoria, Cesare Campailla, ha, finora, sostenuto l’amministrazione comunale di Vittoria, priva, come è noto, di maggioranza.
Chiarito questo, Greco, in una nota diffusa ala stampa, definisce le affermazioni della consigliera come un attacco gratuito e privo di fondamento, lesivo della storia del partito e dei valori di figure storiche come Aldo Moro, Alcide De Gasperi e Luigi Sturzo.
Secondo il capogruppo della DC, Marco Greco, le dichiarazioni di Salemi non possono essere considerate opinioni personali ma vanno valutate come posizione politica che coinvolge l’intero partito.
Nella nota Greco scivola in considerazioni sul percorso politico di Roberta Sallemi che, al confronto di quelli dei 5 DC, per non dire 6, con l’assessore Campailla, sono delle vere e proprie amenità.
Viene precisato che “la sospensione del sostegno alla Giunta comunale- dichiara Greco- sarà effettiva fino a eventuali scuse pubbliche della consigliera e a una presa di distanza formale del PD”.
Nonostante la situazione politica tesa, Greco ha sottolineato che la Democrazia Cristiana continuerà a operare nell’interesse esclusivo della città di Vittoria, tutelando cittadini, istituzioni e correttezza del dibattito politico.
Nell’assenza, finora di reazioni ufficiali del Partito Democratico e, segnatamente della Segreteria cittadina, si registra quella del sindaco Aiello, anche questa affidata ai social:
“Il caso Cuffaro – scrive Aiello – agita la politica (e non solo) anche a Vittoria. Riaffermo ancora la mia inconciliabilità con la visione e le pratiche operative della Dc, che ho sempre respinto”.
“Non ho maggioranza da 2 anni – aggiunge – Il Consiglio ha bocciato o approvato per valutazione di atti specifici, sempre.
In Sicilia, col voto disgiunto, sono diverse decine i sindaci che operano senza maggioranza nel Consiglio, che si assume le proprie responsabilità di votare favorevolmente o meno gli Atti del Consiglio”.
Concludendo il breve post, Aiello ricorda: “La nuova maggioranza affiliata al Centro Destra presentò una Mozione per sfiduciarmi, senza riuscirci. Ora faranno la stessa cosa. Sono sereno. Pronto alla battaglia per impedire che mettano le mani sulla Municipalità di Vittoria. Devo completare il mio lavoro. Poi si vedrà”.
