Alla lettura della controreplica del consigliere Gaetano Mauro al sindaco Cassì, per la questione delle retribuzioni dell’Amministratore Unico di Iblea Acque, ing. Poidomani, ci è tornata alla mente l’immagine di uno stopper del Ragusa Calcio degli anni d’oro. Si chiamava Castelli era una roccia contro cui si infrangevano quasi sempre i sogni degli attaccanti avversari, da qualcuno soprannominato “o palla o piede” perché fermava a tutti i costi, sempre in maniera decisa ma corretta.
Alla luce degli sviluppi vediamo delle assonanze nella decisione del consigliere Mauro di non far passare le tante stranezze attorno a Iblea Acque.
Così controreplica alla nota del compagno di partito Cassì, nella sua qualità di Presidente del Comitato del Controllo Analogo di Iblea Acque:
“In riferimento alle dichiarazioni rilasciate dal Sindaco Peppe Cassì sul tema Iblea Acque, ritengo doveroso evidenziare, ancora una volta, alcune verità fattuali che il Primo Cittadino continua ad eludere.
Sul recupero delle somme indebitamente corrisposte all’ex Amministratore Unico:
Il Sindaco Cassì afferma di aver espresso in Assemblea la volontà di avviare l’iter di recupero.
I fatti, purtroppo, parlano chiaro e i verbali dell’Assemblea dei Soci ne sono testimonianza incontrovertibile: ad oggi, non è stato recuperato un solo euro, né avviata alcuna procedura formale a tal fine.
Sono trascorsi oltre sette mesi dalla scadenza del mandato dell’ex Amministratore: il tempo per agire c’è stato, e come.
Il Sindaco Cassì si trincera dietro la volontà dell’Assemblea, come se fosse un soggetto terzo e impotente.
Ma la realtà è un’altra: il Sindaco di Ragusa, insieme ai Sindaci di Forza Italia, detiene da solo la maggioranza assoluta dei voti in Assemblea (oltre il 50% delle quote, come da Statuto).
Se davvero ci fosse stata la volontà politica di recuperare quei soldi pubblici, la maggioranza che lui stesso guida, avrebbe potuto e dovuto deliberarlo immediatamente.
La “decisione dell’Assemblea” di attendere è, nei fatti, la sua decisione.
I cittadini ragusani si chiedono: perché non si agisce? Perché si permette che fondi pubblici, che potrebbero essere investiti in servizi per la comunità, non vengano restituiti?
Sulla Presidenza del Comitato sul Controllo Analogo:
Il Sindaco sostiene di ricoprire la carica “in quanto Sindaco del Comune capoluogo”, come da un regolamento successivo allo Statuto.
Lo Statuto sociale (Art. 9) è chiaro: i componenti del Comitato sono nominati dall’Assemblea e il loro ruolo è garantire il controllo analogo congiunto di tutti i soci. Non esiste alcuna norma statutaria che riserva la Presidenza al Sindaco di Ragusa.
Se un regolamento interno, approvato successivamente, ha introdotto questa figura, la domanda è legittima e urgente: perché non modificare quel regolamento, se davvero si vuole operare in trasparenza e superare ogni possibile conflitto di interessi o percezione di accentramento di poteri?
Il Sindaco Cassì potrebbe dimostrare coerenza e promuovere un cambiamento che rafforzi l’autonomia e la collegialità del controllo. Da oltre due anni sollevo questa criticità: l’inerzia è una scelta.
Perché scelgo di rivolgermi al Sindaco Cassì, nonostante sia compagno di partito?
La risposta è semplice e guidata da un principio etico che dovrebbe essere alla base di ogni azione amministrativa: si serve prima la Città e poi il Partito. Il mio dovere è verso i cittadini di Ragusa, che hanno il diritto di vedere i propri soldi tutelati e gestiti con la massima correttezza, trasparenza e senso di responsabilità.
Le colpe, se esistenti, non sono solo di un singolo, ma di un sistema che ha consentito e consente queste situazioni. Tuttavia, al vertice di quel sistema, in quanto Sindaco del Comune capoluogo e capo della maggioranza assembleare, siede Peppe Cassì. A lui, in prima persona, chiedo di assumersi le proprie responsabilità.
L’appello è chiaro e diretto: Sindaco Cassì, smetta di nascondersi dietro alibi procedurali.
Utilizzi il peso politico e la maggioranza di cui dispone in Assemblea per fare ciò che è giusto e doveroso: recuperare immediatamente i soldi indebitamente erogati e restituirli alla comunità. I cittadini di Ragusa lo stanno aspettando.
Gli atteggiamenti e le scelte dimostrate dal Sindaco Cassì in questa vicenda, e la mancanza di una reazione costruttiva e risolutiva all’interno del partito su temi di così stringente interesse pubblico, mi inducono a una profonda riflessione.
Mi costringono a interrogarmi seriamente sulla compatibilità di tali dinamiche con i miei principi. Servire la città richiede coerenza e coraggio, anche a costo di fare scelte scomode.”
