Che la macchina organizzativa di Palazzo dell’Aquila fa acqua in più parti è cosa risaputa e ormai assodata, questa volta viene acclarato anche da un comunicato dell’Ufficio stampa del Comune.
Soprattutto per quanto riguarda servizi essenziali, manutenzioni, l’azione di alcuni assessori è stata sempre inadeguata: servizi cimiteriali, manutenzione delle strade, decoro urbano, scerbature, segnaletica stradale, raccolta straordinaria dei rifiuti, manutenzioni per servizi essenziali, vedi aree camper, tutto demandato a interventi quasi mai programmati secondo una pianificazione precisa.
Questa volta ci viene comunicato di interventi di manutenzione, finora raramente avvenuti, nelle aree destinate allo sgambettamento dei cani.
E a farlo è l’assessorato al verde pubblico che avrebbe avviato procedura di affidamento per effettuare i seguenti lavori:
– sistemazione della recinzione dell’area cani e interventi di potatura in via delle Betulle;
– ripristino e sistemazione della fontana situata all’interno dell’area cani di via Sergio Ramelli;
– modifica dell’apertura del cancello dell’area cani limitrofa all’area verde “Falcone e Borsellino”.
“Questi interventi mirano a garantire maggiore sicurezza per i frequentatori a quattro zampe e i loro proprietari – dichiara l’assessore al Verde Pubblico, Giovanni Iacono – migliorando la fruibilità di spazi chiave per la socialità urbana.”
Ma che c’azzecca l’assessorato al verde pubblico con questo tipo di interventi?
Occuparsi di verde pubblico significa gestire spazi e aree verdi, il patrimonio arboreo, curare con giardinieri specializzati il patrimonio verde della città.
Non significa certo procedere a scerbature, a raccolta di rifiuti nelle aree verdi, occuparsi di bambinopoli e relativi arredi, occuparsi di cancelli e di recinzioni, di vasche nelle ville, di fontanelle, di erba sui marciapiedi, ora l’assessorato al verde pubblico si deve occupare anche di aree cani.
Una gestione del tutto surreale, fate un assessorato alle manutenzioni, omnicomprensivo e date la delega a chi volete, almeno si sa a chi rivolgersi, con tanto di assessore, uffici, dirigente, funzionari e personale addetto.
Altrimenti è consigliabile consigliare agli amministratori di consegnarsi agli affetti familiari per manifesta incapacità.
Peraltro, nel comunicato, Giovanni Iacono coglie l’occasione per sottolineare il nuovo corso dell’assessorato, ricordando che, da dicembre, tutte le attività, quotidiane, svolte dal servizio verde vengono pubblicate, quindicinalmente, con relazione documentale nell’apposita sezione del portale del Comune di Ragusa.
I cittadini sono invitati a consultare periodicamente il portale istituzionale per rimanere aggiornati sullo stato di avanzamento dei lavori e sugli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria effettuati su tutto il territorio comunale.
Al riguardo, ci permettiamo di evidenziare che fra i giocattoli comprati ai nostri figli non c’era Giovanni Iacono nelle vesti di un superuomo con poteri speciali, alla pari di Superman, di Batman, dell’Uomo Ragno, per cui è legittimo chiedersi se il nuovo corso dell’assessorato al verde, la cui azione era stata preceduta da quella della protezione civile su aree della città non toccate da anni, sempre coordinata da Giovanni Iacono, sia dovuta a poteri speciali sconosciuti dell’assessore o capacità normali di un amministratore adeguato al ruolo.
Al riguardo, sarebbe d’uopo, anche dopo tempo dalle dimissioni che l’ex assessore D’Asta spiegasse alla città se i disservizi nei settori di sua competenza erano sua responsabilità o era, come noi riteniamo, impedito dal sindaco per operare al meglio.
Per il settore dei rifiuti la situazione non è migliorata, anzi l’emergenza è aumentata in maniera esponenziale, per il settore del verde pubblico la situazione è cambiata anche se le esigenze della città non consentono di ottenere subito una condizione accettabile, ma è innegabile che ci sono spazi di manovra, che c’è programmazione e organizzazione, sarebbe giusto che i cittadini fossero resi edotti se si tratta di poteri speciali o di una inversione di tendenza imposta ala primo cittadino che, peraltro, deve dimostrare che aver provocato le dimissioni di un assessore, per l’inspiegabile ridimensionamento delle sue deleghe, ha avuto un senso.
