Il Partito Animalista Italiano esprime la propria ferma e totale contrarietà all’abbattimento dei daini presenti nel territorio ibleo e chiede alla Regione Siciliana di sospendere immediatamente le operazioni autorizzate dall’Assessorato regionale dell’Agricoltura.
La disposizione operativa Prot. n. 86568 del 15 agosto 2026, emanata dal Servizio 15 – Ufficio per il Territorio di Ragusa, ha infatti dato il via alle attività di contenimento attraverso l’impiego di coadiutori abilitati, a partire dal 16 agosto. Le aree interessate comprendono anche il territorio tra Giarratana, Monterosso Almo e Chiaramonte Gulfi.
«Siamo di fronte all’ennesima scelta che dimostra una concezione della fauna selvatica ancora legata alla logica dell’abbattimento – dichiara Patrick Battipaglia, Coordinatore regionale del Partito Animalista Italiano –. È una scelta che contestiamo con forza e che riteniamo profondamente sbagliata».
Il Partito Animalista Italiano ritiene che la presenza di fauna selvatica non possa essere affrontata trasformando boschi e campagne in poligoni di tiro. Se esistono problemi legati ai danni alle colture o alla sicurezza stradale, questi devono essere affrontati intervenendo sulle cause e mettendo in campo strumenti di prevenzione e gestione non cruenti.
«Ci dicano quanti animali devono essere abbattuti, sulla base di quali censimenti, quali danni siano stati realmente accertati e perché non siano state seriamente valutate, prima delle armi, tutte le alternative possibili – prosegue Battipaglia –. Perché la risposta deve essere necessariamente quella di sparare? Perché ogni volta che l’uomo non sa gestire un equilibrio ambientale deve pagare l’animale?»
Il Partito Animalista Italiano chiede quindi alla Regione di prendere in considerazione programmi di controllo della fertilità e dell’immunocontraccezione, ove tecnicamente applicabili, oltre alla cattura e alla traslocazione degli esemplari verso aree idonee e all’utilizzo di sistemi di prevenzione dei danni alle colture, come recinzioni, dissuasori e protezioni delle produzioni agricole.
Analogamente, per la sicurezza stradale, occorre intervenire nei punti maggiormente interessati dagli attraversamenti con sistemi di segnalazione e prevenzione. Sono soluzioni già indicate anche dalle associazioni che in questi giorni hanno chiesto alla Regione la revoca del provvedimento.
«Non accettiamo la narrazione secondo cui l’unica soluzione possibile sarebbe quella di imbracciare un fucile – afferma ancora Battipaglia –. Questa è una scorciatoia. E noi ci opponiamo a questa scorciatoia con tutte le nostre forze. La gestione della fauna selvatica richiede competenze, monitoraggio, prevenzione e una visione di lungo periodo. Non può essere affidata alla logica del “prima spariamo e poi vediamo”.»
Il Coordinatore regionale del Partito Animalista Italiano usa parole durissime contro la decisione della Regione:
«Sono profondamente arrabbiato e indignato. Basta con questa cultura secondo cui ogni animale che entra in conflitto con le attività umane debba essere eliminato. I daini non hanno scelto loro di trovarsi in questo territorio e non sono responsabili delle nostre incapacità di gestione. Non sono bersagli. Non sono numeri. Non sono “capi” da eliminare. Sono esseri viventi.»
«Se davvero esistono criticità – aggiunge Battipaglia – la politica abbia il coraggio di affrontarle con strumenti moderni. Si investa nella prevenzione dei danni agli agricoltori, si proteggano le colture, si mettano in sicurezza le strade, si effettuino censimenti seri e trasparenti e si studi ogni possibile alternativa all’abbattimento. Non possiamo continuare a chiamare “gestione della fauna” ciò che troppo spesso si traduce semplicemente nella morte degli animali.»
Il Partito Animalista Italiano chiede inoltre l’apertura immediata di un tavolo di confronto tra Regione, Comuni interessati, esperti, associazioni animaliste e ambientaliste e rappresentanti del mondo agricolo, affinché siano valutate soluzioni realmente efficaci e rispettose della fauna.
«Alla Regione Siciliana diciamo una cosa molto semplice – conclude Battipaglia –: fermatevi. Fermate i fucili e aprite un tavolo di confronto. La Sicilia ha bisogno di una nuova cultura della convivenza con gli animali selvatici, non dell’ennesima stagione di abbattimenti. Noi saremo al fianco dei daini degli Iblei e continueremo a batterci affinché la loro vita non venga sacrificata sull’altare di una gestione miope e anacronistica della fauna.»
