In alcuni importanti uffici dei servizi sociali i condizionatori sono guasti, da settimane, con le temperature di queste settimane è stato impossibile lavorare per i dipendenti come pure l‘utenza ha dovuto subire disagi.
Condizioni talmente critiche che hanno imposto la chiusura degli uffici che, peraltro, si occupano di servizi essenziali rivolti a famiglie e persone fragili».
Si resta increduli ad ascoltare i consiglieri comunali che, ormai da settimane, denunciano il mancato intervento degli uffici competenti, prima il consigliere Chiavola, ora, dopo settimane la collega Caruso.
Gli uffici sono chiusi dal 17 agosto, le emergenze vengono gestite esclusivamente per via telefonica, attraverso i numeri 0932 676851, 0932 676852 e 0932 676853, con un operatore disponibile dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12.
Si tratta di uffici importanti del Settore VII – Servizi alla persona e Politiche dell’istruzione, il ricorso al telefono può essere utile per le urgenze, ma non può diventare la modalità ordinaria di un settore che gestisce pratiche delicate e servizi fondamentali, sottolinea la vicepresidente del Consiglio.
La stessa tempistica fornisce un quadro di un assessorato allo sbando, con un vertice privo della necessaria autorevolezza per riportare la situazione alla normalità: problemi riscontrati dal 6 agosto, dopo 11 giorni si chiudono gli uffici, ancora dopo 13 giorni la situazione non è risolta.
Non pensiamo che ci siano queste tempistiche se si guasta il condizionatore delle stanze del sindaco o di qualche assessore.
A questo punto ci permettiamo suggerire che non è più tempo di segnalazioni, peraltro ad amministratori sordi a ogni istanza, occorrono denunce all’Ufficio del Lavoro e agli organi competenti dell’ASP, coinvolgendo i sindacati e attivando un accesso agli atti per capire come si sono mossi, in questi giorni gli uffici.
Ma, soprattutto, occorre la massima trasparenza per capire quali siano i motivi del mancato intervento e se altre situazioni analoghe siano state risolte in tempi più brevi, e per quali motivi e di chi erano le stanze con i guasti.
E appare certo che ne verranno fuori delle meraviglie di questa amministrazione ormai senza bussola.
Uno dei periodi più neri della storia di palazzo dell’Aquila, c’è solo da preoccuparsi se qualcuno degli attuali amministratori vorrebbe ancora cimentarsi dopo la fallimentare esperienza e questo, eventualmente dovrebbe indurre le opposizioni a lanciare, fin da ora, allarmi specifici per mettere in guardia gli elettori.
I consiglieri, al riguardo dovrebbero far intervenire, tramite i sindacati dei legali del settore e de eventualmente inoltrare degli esposti in procura.
La giurisprudenza suggerisce che lavorare in un ufficio senza aria condizionata non è di per sé illegale, poiché la normativa italiana (D.Lgs. 81/08) non fissa una temperatura massima esatta, ma il datore di lavoro ha l’obbligo di tutelare la salute e la sicurezza del personale, garantendo un microclima salubre ed evitando il rischio di stress termico.
Obblighi e Diritti
• Valutazione del rischio: Il datore di lavoro deve valutare le condizioni microclimatiche e adottare contromisure adeguate in caso di caldo eccessivo.
• Coinvolgimento: In caso di disagi gravi, è opportuno segnalare la situazione al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) o al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS).
• Diritto di astensione: Il dipendente può interrompere l’attività lavorativa e allontanarsi solo in presenza di un pericolo grave e immediato per la propria salute (es. malori dovuti a temperature estreme.]
Soluzioni e Rimedi Temporanei
• Raffrescamento: Utilizzare ventilatori o condizionatori portatili dove l’impianto fisso è assente.
• Areazione e sole: Tenere schermate le finestre con tende o tapparelle chiuse nelle ore più calde e arieggiare la mattina presto o la sera.
• Organizzazione: Introdurre pause più frequenti e garantire la disponibilità di acqua
A Ragusa, gli amministratori sono stati furbi, hanno, addirittura, chiuso gli uffici, cose da repubblica di Paperino.
