Riceviamo e pubblichiamo una nota inviata dal portavoce del Comitato ‘Non Sono Indifferente’
Abbattimento Daini in Provincia di Ragusa
NOI NON SIAMO INDIFFERENTI
In questi caldi giorni di agosto la provincia di Ragusa ha dato il via al “Piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica” approvato dalla Regione Siciliana nel marzo del 2025 che prevede l’abbattimento dei daini nel territorio provinciale.
Il piano mira, testuali parole, ad “eradicare/eliminare alcune specie in particolare: Muflone, nutria, cervo, daino e le capre inselvatichite presenti in numerose isole minori della regione (come le Eolie e Ustica)”.
È in atto un acceso dibattito con le associazioni animaliste e ambientaliste che ha coinvolto migliaia di cittadini, grandi e piccoli che sono contrari a che i daini vengano uccisi.
Si è svolto giorno 28 un confronto tra l’ente regionale competente e le associazioni ospitato dal sindaco di Ragusa Peppe Cassì e dall’assessore Andrea Distefano.
L’incontro ha avuto come effetto la sospensione temporanea degli abbattimenti: la regione ha concesso 30 giorni alle Associazioni Animaliste per presentare proposte alternative alla soppressione.
Non riteniamo che non sia un problema gestionale o la modalità più o meno cruenta di come vadano eliminati i daini. I daini non vanno soppressi.
La Regione sino ad oggi non aveva accettato soluzioni alternative quali il trasferimento in una zona dedicata a loro, citando il divieto di dispersione sul territorio e lo “stress per gli animali”. Pertanto, è meglio ucciderli.
Invece di sterminare 100 daini (non si sa neanche quanti siano) si potrebbe pensare di valorizzare la loro presenza nei boschi iblei.
I potenziali danni a colture ed eventuali pericoli alla circolazione vanno dimostrati con eventi documentati.
Adriana Schembari ha espresso duramente il proprio dissenso sui canali di confronto locale, evidenziando come l’espansione e l’impatto antropico non debbano tradursi nello sterminio della fauna: ” È l’espansione dell’essere umano che provoca effetti negativi sugli habitat e sugli ecosistemi… il ‘contenimento’ dovrebbe essere applicato alla specie umana, non di certo a quella animale!”
Solo nel 2026 scompariranno per sempre altre 4.000 specie, proprio perché l’uomo tende a distruggere tutto intorno a sé. L’uomo invece di preservare la Natura trova sempre le ragioni per decretarne l’estinzione.
Il Comitato Non Sono Indifferente ritiene che solo una grande mobilitazione popolare potrà fermare l’ennesimo scempio.
Oggi è il turno dei daini, una specie non aggressiva di brucatori e pascolatori che non apporta danni al terreno e alla vegetazione. Il suo nutrimento consiste in erba, foglie, germogli, frutta e certi tipi di funghi.
Domani sarà la volta dei mufloni e chissà dopodomani delle anatre, mentre intorno a noi cadono morte le api perché avvelenate dai prodotti chimici.
Facciamo sentire il nostro totale dissenso agli amministratori provinciali e ai sindaci della provincia di Ragusa che sino ad oggi si sono detti favorevoli o non si sono pronunciati in merito. Il loro è un silenzio assordante.
Intervengano, senza badare a collocazioni politiche, l’insegnante Maria Rita Annunziata Schembari, presidente del Libero Consorzio Comunale di Ragusa; Salvatore Pagano, sindaco di Monterosso Almo (a favore del provvedimento dopo averli censiti ma più preoccupato per i cinghiali); Il medico Bartolo Giaquinta, sindaco di Giarratana; l’avvocato Peppe Cassì, sindaco di Ragusa (bene far riunire le parti ma Cassì da che parte sta?).
Tanti abbiamo visto il film Bambi e ci siamo commossi durante la scena dell’uccisione della mamma da parte di un bracconiere e ricordiamo la paura e la drammatica fuga nel bosco del piccolo mentre imperversa l’incendio. Ma oggi, cosa proviamo?
Questa volta non è un film ma la dura realtà su cui possiamo intervenire prima che sia troppo tardi.
Ci sono animali reali, che vivono nei nostri boschi e che rischiano di essere uccisi per una decisione presa dagli esseri umani che si sentono Dio.
E allora chiediamoci se vogliamo davvero essere la generazione che, mentre la biodiversità scompare e gli animali hanno sempre meno spazio per vivere, sceglie di eliminare chi ancora resiste.
Davvero non esiste altra soluzione che uccidere?
Prima di premere il grilletto, abbiamo il dovere di cercare alternative per la vita.
Ricordiamoci che la natura non è un problema da risolvere ogni volta che intralcia le nostre esigenze.
E daini, capre, nutrie e animali selvatici, non sono un errore da cancellare dal paesaggio.
Davanti a una scelta tra la vita e la morte, noi vogliamo stare dalla parte della vita.
Per questo chiediamo a tutti i cittadini di far sentire la propria voce. Scrivete ai sindaci, al presidente del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, alla Regione Siciliana.
Mandiamo messaggi su Facebook agli amici, su whatsapp ai contatti e a tutte le emittenti, ai giornali per fare sapere che non siete indifferenti e dire:
NOI STIAMO CON BAMBI 🦌
