Che ci sia una emergenza centro storico, a Ragusa, è fuori di dubbio, l’attuale sindaco, da sette anni non è riuscito a produrre risultati, nemmeno con l’aiuto dei soloni che, all’opposizione durante il primo mandato, versavano fiumi di parole sul turismo, su Ibla, sul centro storico.
In effetti, quello dello spopolamento commerciale e residenziale del centro storico è un fenomeno che affligge tante altre parti d’Italia, le soluzioni sono difficili da trovare, ma da noi mancano anche le idee chiare su cosa fare: si annaspa fra associazioni per i centri storici, per programmi indefiniti nei contenuti e nei tempi, si spendono soldi per progetti di carattere turistico-culturale ventennali, al presente ci restano solo collaboratori, profumatamente pagati, ben al di sopra delle loro effettive capacità e competenze, ma tutto resta in un clima opaco, nebbioso, senza che si possa intravedere la luce in fondo al tunnel.
Anche in queste ultime festività natalizie, nonostante il dispendio di energie, anche economiche, è mancato il clima natalizio, estremamente limitato alle iniziative che hanno coinvolto i bambini e solo nei giorni festivi.
Non si tratta di critiche ma di rilievi della realtà confermati dalla delusione, prima di tutto, degli operatori commerciali.
Delusione della quale di fa interprete il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Luca Poidomani, che ribadisce come deleghe importanti, al centro storico, al turismo, allo spettacolo, al progetto culturale, sono in mani inadeguate, con le tematiche e le problematiche connesse affrontate molto alla leggera.
Se si pensa che era stata annunciata la presenza di una pista per il pattinaggio su ghiaccio, per poi trovare, in una location del tutto inadatta, solo un giocattolo, si ha l’idea di come ci si muove e di quali siano le vedute in fatto di attrazione natalizia.
Poidomani riprende delle dichiarazioni rilasciate dai responsabili di una associazione datoriale, ma sono gli stessi che hanno inneggiato all’inutile installazione anticipata, a ottobre, delle luminarie natalizie, gli stessi operatori del settore della ristorazione che hanno un atteggiamento ondivago nei confronti degli amministratori, al momento delusi perché il Comune ha badato a far organizzare la festa di Capodanno solo a Ibla, non ricordando dell’inaspettata presenza esclusiva, al centro storico superiore, di Ibla Buskers per tre giorni. Sono gli stessi operatori economici che si lamentano di come vanno le cose ma vogliono sindaco e assessori all’inaugurazione dei locali.
Quanto alle considerazioni sull’atteggiamento di chi comanda in virtù di regolari elezioni e di un consenso dilagante, almeno fino a che non sono svaniti i bollori per l’entusiasmo di un secondo mandato che si prospettava esaltante, non c’è nulla di strano, anche il governo nazionale si muove con disinvoltura, senza badare a scelte condivise e confronto, in forza dei suoi numeri.
C’è solo da registrare un consenso, che si fa strada tra la gente, per decisioni che il sindaco dovrà, prima o poi, assumere, come sostiene Poidomani, non tanto per una semplice ridistribuzione delle deleghe, quanto per un ricambio assessoriale di ampio respiro che non deve essere, però, l’occasione per sistemare qualcuno allineato del cerchio magico.
Serve gente che sbatta in faccia al primo cittadino gli errori e si muova per ridare slancio alla città in tanti settori.
