A Ragusa, schermaglie fra il segretario PD e l’assessore al Bilancio

Chi è addentro alla politica locale non può che stigmatizzare l’ennesimo scivolone del segretario PD, Peppe Calabrese, che, animato da questioni personali con l’assessore al bilancio del Comune di Ragusa, utilizza strumentalmente questioni attinenti all’amministrazione per colpire l’avversario politico.
Non mancano nelle dichiarazioni e nei post di Calabrese puntuali frecciatine a Iacono, per le sue precedenti esperienze politiche e per quelle amministrative, prima con i 5 Stelle per un patto di responsabilità nella precedente amministrazione grillina, dove il movimento di Iacono era entrato anche in giunta mentre lo stesso era stato eletto Presidente del Consiglio, oggi alleato con la maggioranza che sostiene il Sindaco Cassì e indicato come assessore al bilancio, alla pubblica istruzione e all’edilizia scolastica, allo sviluppo di comunità e al verde pubblico, protezione civile e servizi cimiteriali.
In particolare, Calabrese punta sempre il dito contro l’avversario per un suo presunto trasformismo che lo avrebbe visto transitare dalla sinistra, ma Iacono non ha mai aderito a partiti di sinistra se non alla Margherita di centro sinistra, alla destra con l’alleanza con Cassì, dove c’è Fratelli d’Italia.
In verità, l’alleanza che sostiene la Giunta Cassì è apartitica, composita con prevalenza di movimenti vari, da quello di Iacono, Partecipiamo, a quello di Antoci, Movimento Civico Ibleo, a quello di Ciccio Barone, Idee per Ragusa, dove la presenza di Fratelli d’Italia è più dovuta al sostegno primario alla sua candidatura che si trovò opposto anche alle indicazioni dei vertici regionali di Fratelli d’Italia.
Fra l’altro, a sostegno della tesi che la presenza di Iacono è svincolata da componenti ideologiche di destra o di sinistra, può valere il fatto che il Sindaco ha scelto e accetta la collaborazione di gente che si è candidata in liste a sostegno di altri candidati a sindaco, di gente che ha fatto la campagna elettorale per altri candidati, di assessori che erano candidati, negli anni passati, a sostegno del candidato sindaco Cosentini, di altri che sono stati assessori in giunte del passato recente. C’è di tutto, quindi, non si vede perché dovrebbe essere solo Iacono sottoposto ad una attenta analisi di appartenenza politica, fra l’altro con competenze professionali e politiche che, ancorché non condivise, rendono poco discutibile una sua scelta.
Fatte queste precisazioni, per onestà intellettuale, si deve dire che Calabrese è libero di attaccare, come vuole, gli avversari politici, ma parlare alla gente di trasformismo con un capogruppo in consiglio comunale che proviene da Alleanza Nazionale, con passaggi attraverso la Casa delle Libertà e il Megafono di Crocetta, e dopo che lo stesso Calabrese ha dovuto ingoiare l’alleanza nazionale PD – 5 Stelle contro cui si era dichiarato nettamente ostile, sembra eccessivo anche per il più paziente e ben disposto cronista politico nei confronti di Calabrese.
Il Calabrese che, assieme al responsabile ambiente del PD di Ragusa, ha sollevato un polverone per alcuni alberi tagliati nel contesto di un rinnovamento delle essenze arboree più volte annunciato e spiegato alla città, gridando allo scempio e allo scandalo, per poi spegnere i microfoni e tacere di fronte all’evidenza.
Nulla da eccepire sulle opinioni di oppositori politici, sulle critiche alle scelte, ma ogni sindaco e ogni giunta, in ogni tempo hanno fatto quello che hanno ritenuto opportuno nei limiti della regolarità amministrativa e della legittimità degli atti.
Siamo fra quelli che non comprendiamo perché ogni amministrazione dovrebbe inchinarsi a quello che dicono le opposizioni: queste sono legittimate a protestare, a diffondere comunicati e, soprattutto, elencare tutte le ‘malefatte’ alla prossima campagna elettorale.

Premesso ciò veniamo all’ennesimo caso sollevato dal segretario cittadino del PD: Calabrese ritiene siano scaduti i termini per la presentazione del bilancio preventivo, l’assessore al bilancio del Comune di Ragusa, Giovanni Iacono puntualizza come già da maggio, nel contesto delle misure per l’emergenza, il governo nazionale abbia spostato la scadenza per la presentazione del bilancio preventivo al 31 gennaio, il segretario del PD che replica, inoltrando solo una serie di contumelie all’indirizzo dell’avversario politico, senza dire e chiarire se nella risposta l’assessore al bilancio dice cose infondate o ha ragione.

Per Calabrese, solo proclami da parte dell’amministrazione che non sarebbe riuscita a presentare il previsionale entro il 31 dicembre, si andrebbe, quindi, all’esercizio provvisorio, “dimostrazione dell’incapacità di programmazione di questa Amministrazione che, ancora una volta, darebbe prova d’essere tutta chiacchiere e propaganda”.
Il tutto per dimostrare di una amministrazione sempre pronta a tartassare i cittadini con le tasse, poco sensibile nei confronti dei cittadini.
E giù con considerazioni su Iacono e sull’intera amministrazione che si possono leggere nell’articolo che riporta il comunicato, la nota di risposta e la replica.

L’assessore al bilancio risponde citando “Il decreto n. 34 (Decreto Rilancio), DPCM del 19 maggio 2020, che prevede il differimento per la deliberazione del bilancio di previsione 2021 al 31 gennaio 2021, anche sulla base di successive normative “
Per Giovanni Iacono solo frottole che suscitano ilarità, quelle del segretario politico PD, “un prolungamento di lockdown conoscitivo” su norme emanate dal governo centrale, guidato anche dal PD.
Iacono vanta il fatto che, dopo molti anni di gestione allegra del bilancio, con atti approvati anche a fine dell’anno successivo, spesso oltre i termini previsti, questa amministrazione ha lavorato per rispettare intanto quelli indicati. Anche per quest’anno tutto pronto, si è approfittato della proroga per permettere l’insediamento del nuovo collegio dei revisori dei conti e sottoporre all’organismo rinnovato il previsionale.
Al di là delle varie considerazioni sulle condizioni di altri comuni, su quelle dei comuni della provincia di Ragusa, Iacono ricorda che anche con l’ex sindaco Di Pasquale, oggi esponente di primo piano del Pd, i bilanci preventivi venivano approvati abbondantemente oltre il termine del 31 dicembre e sempre in esercizio provvisorio, particolare che avrebbe potuto evitare per non coinvolgere in così basse beghe provocate da Calabrese, il deputato regionale la cui caratura politica va ben oltre queste questioni che comunque non fanno la differenza per giudicare una amministrazione o un assessore, nessun elettore emetterà sue valutazioni sulla base delle date di presentazione dei bilanci.
Nel caso attuale, è di tutta evidenza che il previsionale è pronto e sarà approvato entro i termini, anche se non lo fosse non cade il mondo, legittimato Iacono a vantare il rispetto dei termini, legittimato Calabrese a criticare se ciò non avviene.

Calabrese non manca l’occasione per replicare ma svilisce la sua protesta, che perde di affidabilità e di credibilità perché non ribatte affermando che Iacono dice cose non vere.
Non potendo obiettare a un dato indiscutibile, preferisce scivolare nelle contumelie gratuite, con lo sfottò che derubrica la sua opposizione politica a bega da cortile napoletano, con riferimenti personali che rivelano assenza di buon gusto.
Dopo cotanto polverone, chi ha iniziato la querelle deve ammettere di aver sbagliato, di non avere contezza delle normative aggiornate, oppure deve dire che l’assessore al bilancio fa affermazioni non veritiere.
Per trovare argomentazioni passa dalle critiche per la elevata pressione fiscale a non meglio specificate posizioni di classifiche che si occupano dei capoluoghi italiani, cita anche che molti comuni hanno approvato il previsionale 2021, ma non specifica quali sono.
Parla di offese di Iacono dopo aver trascinato, e da tempo, il contrasto personale in volgare provocazione.
E’ di tutta evidenza che c’ un astio personale nei confronti di Iacono e una disistima del tutto ricambiata, alla base anche mancati accordi per le elezioni comunali, una distanza acuita dal fatto che Iacono, oltre alla carriera politica fra provincia e comune, è stato Presidente del Consiglio, poi fra i leader e uno dei punti di riferimento dell’opposizione consiliare, ora direttamente assessore di prima scelta della giunta Cassì, traguardi che Calabrese, anche per la sua coerenza politica, ha visto preclusi, vittima delle diverse rivalità interne e ambizioni spropositate all’interno del Partito Democratico.

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