Sotto il ponte di via Carducci all’incrocio con il viale del Fante e la via Palermo, sottostante anche alla sopraelevata via mons. Angelo Rizzo, a pochi metri dall’ufficio delle linee blu, si presenta una situazione di degrado e di abbandono da fare paura: dal muro che sostiene il ponte ci sono forti infiltrazioni di acqua che determinano ristagno, forte umidità e formazione di un acquitrino putrescente, regno delle zanzare e fonte di odori nauseabondi.
A segnalarlo, giustamente, il consigliere Mario Chiavola, una situazione insostenibile, specie in centro città.
Quella che si può chiamare una vera e propria emergenza sarebbe stata segnalata anche al Comune, ma non ci sono riferimenti su chi sarebbe stato informato, ora Chiavola si rivolge all’amministrazione comunale.
A Ragusa occorrerebbe istituire un ufficio reclami e segnalazioni, con tanto di rilascio telefonico di una sorta di ricevuta, del numero della segnalazione, in modo da venire a capo di chi sa e non fa nulla.
Qua non si tratta tanto di decoro urbano, quanto di lavori pubblici, in quanto si tratta di verificare, prima di tutto, da dove deriva l’infiltrazione: la zona colpita è così ampia che non si tratterà di semplici acque meteoriche, quanto di una perdita vera e propria della rete idrica.
Si dovrebbe intervenire subito ma fra i lavori pubblici e Iblea Acque non si capisce chi farebbe pi+ tardi a porre rimedio. Un problema che, comunque, andrebbe eliminato al più presto.
E in tema di lavori che si attendono farebbe piacere come è andata a finire con i lavori di ripristino della ringhiera del ponte ferroviario fra piazza Vann’antò e la via Alfieri: c’è anche l’aggravante che sul marciapiede lato est, quello che continua su via Alfieri, è interdetto il passaggio ai pedoni che dovrebbero spostarsi dall’altra parte della strada e per riprendere via Alfieri o via Lombardo Radice dovrebbero circumnavigare tutta la rotatoria, senza dire che lo spettacolo offerto e deprimente e indecoroso in una zona di grande transito.
E, sempre a proposito di ringhiere, dopo i lavori di consolidamento del ponte San Vito, non si è provveduto alla manutenzione della ringhiera con una bella pitturazione, sarebbe bello vederla pitturata di rosso o con i colori simbolici dell’arcobaleno, peccato che in giunta e in maggioranza non siano sensibili alla lotta contro le violenze di genere, soprattutto verbali. Almeno che si colori, di nuovo, con il solito anonimo grigio, come sarebbe bello vederla gialla o verde in consonanza con la vallata sottostante !
