Aeriblei fa scalo a Palazzo dell’Aquila, in Commissione Sviluppo Economico

Partecipata seduta della sesta Commissione consiliare, Sviluppo Economico, del Comune di Ragusa, della quale è Presidente la dinamica consigliera Cettina Raniolo e alla quale è intervenuto il Presidente della neocostituita società AERIBLEI, il rag. Salvatore Cascone, assieme a diversi componenti del Consiglio di Amministrazione, o loro delegati, il vicepresidente Gianstefano Passalacqua, Salvatore Sallemi, Luciano Caruso, Angelo Firrito, Antonello Paternò e Giovanni Licitra.
Alla seduta hanno presenziato anche il sindaco Peppe Cassì e gli assessori Licitra e Barone, presenti i consiglieri Malfa, Schininà, Chiavola, Mirabella, Bruno, Gurrieri e Occhipinti.
La Presidente Raniolo, dopo un brevissimo intervento introduttivo e di saluto, ha dato subito la parola al Presidente di AERIBLEI che si è detto grato per la sensibilità del Comune di Ragusa e della sua amministrazione, nonché della maggioranza consiliare, di voler concorrere a salvare una grande infrastruttura che può aiutare il territorio ad uscire dall’isolamento a cui è costretto dai ‘catanesi’.
Da questo incipit, è stata chiara la linea che sarebbe emersa dall’incontro e che il prosieguo della seduta avrebbe riservato non poche sorprese, in riferimento ai comportamenti e alle strategie di quella classe politica e dirigente che gestisce l’aeroporto di Catania e non pensa affatto a rilanciare il nostro aeroporto di Comiso, per privilegiare gli interessi di Fontanarossa.
L’approccio è stato dei più duri, ma, ormai, solo i bambini possono ignorare le politiche catanesi che hanno affossato l’aeroporto di Comiso, politiche avallate da quanti, per vari motivi, sono inchinati a Catania, ai suoi dirigenti e componenti di consigli di amministrazione, non solo in ambito aeroportuale ma anche per quanto riguarda la Camera di Commercio, legata ad doppio filo con la società di gestione dell’aeroporto.

Il Presidente Cascone ha parlato del piano industriale, al quale stanno lavorando i soci Passalacqua e Sallemi, per arrivare alla gestione dell’aeroporto di Comiso, mentre il progetto di SAC, di Agen, ha perseguito, finora, solo l’obiettivo di coprire i debiti del loro aeroporto.
Per Cascone, parole sue riascoltabili dallo streaming della seduta, l’aeroporto di Catania, senza Comiso vale zero, si sa che la pista di Comiso può ospitare, già ora, grossi aerei che a Catania non possono atterrare.
Delle criticità di Catania Fontanarossa ha parlato anche il Presidente della Regione Musumeci che ha parlato di uno scalo soffocato fra le case, il mare e la ferrovia, un aeroporto che per salvarsi, e per salvare i suoi amministratori, minimizza l’importanza di Comiso, pur sapendo che senza Comiso vale pochissimo.
Un aeroporto di Catania che viene gestito in maniera poco trasparente, assorbendo risorse da Comiso per portare al fallimento la sua gestione e acquisirlo per poco.
Ma il sequestro di alcune quote di partecipazione in INTERSAC ha rotto il giocattolo e impedisce il gioco perverso che si voleva mettere in atto.
La messa in liquidazione di Intersac ha scompaginato i piani, il disegno era impadronirsi di Comiso, approfittando delle difficoltà del Comune, l’attuale sindaco di Comiso ha bloccato tutto, anche se la politica cerca di andare in soccorso cercando di fare passare un collegato alla finanziaria, secondo il quale i Comuni dovrebbero liberarsi delle quote di aeroporti.
Sempre secondo Cascone, la gestione dell’aeroporto di Catania sarebbe fallimentare e ignora le grandi potenzialità di Comiso, un mostro al quale vogliono tagliare le gambe,  un mostro da cui ‘vogliono salvarci’.
I più importanti imprenditori del territorio si stanno muovendo per acquisire, assieme ai Comuni, un 70% del capitale del Magliocco, disponibili ad aver accanto la SAC con un 30% non determinante per le sorti dell’aeroscalo.
Un concorrente non può gestire Comiso, ha sottolineato Gianstefano Passalacqua, non servono grandi numeri per i passeggeri, facendo notare la stranezza dei voli lowcoast, una vera e propria disgrazia per un aeroporto, se è vero che Comiso paga un milione e mezzo a Ryanair, mentre la stessa società a Catania non paga nulla.
Chiaro che occorre difendere il nostro aeroporto dai ‘fratelli catanesi’, si deve valorizzare la nostra posizione al centro del Mediterraneo.
Da sfatare anche quesgli aspetti che vorrebbero mettere in concorrenza il traffico su gomma e quello aereo che è riservato alle grandi distanze che è difficile coprire con i TIR.
Passalacqua ha snocciolato alcuni dati che mettono in risalto le qualità non solo degli amministratori catanesi ma, piuttosto, di quelli dell’aeroporto di Comiso e delle persone che, per motivi diversi, difendono le posizioni dei vertici catanesi di SAC e della Camera di Commercio: Comiso, nel 2016, ha visto 460.000 passeggeri con un deficit di 2 milioni e 900.000 euro, 4.000 milioni di costi e un MOL negativo di 2 milioni 200.000 euro.
Nello stesso periodo, Rimini ha avuto 237.000 passeggeri, con un utile di un milione 100.000 euro, costi per un milione e 700.000 euro, un MOL positivo di un milione 800.000 euro. Costi del personale, 1.845.000 euro per Comiso, 960.000 euro per Rimini.
Comiso aveva, sempre secondo i dati snocciolati da Passalacqua, nel 2013, un patrimonio di 19 milioni di euro, che nel 2017 si è ridotto a 4 milioni e che non scenderà, nel 2018, sotto i 2 milioni perché altrimenti, dovrebbero portare i libri in Tribunale.
I soci di AERIBLEI sentono lontana la politica, eccezion fatta per l’on.le Giorgio Assenza e per il sindaco di Ragusa, Cassì.
Quest’ultimo, ha esaltato l’iniziativa di AERIBLEI, una iniziativa che nasce dal territorio, mostrando di voler essere protagonista, come Comune, del salvataggio di Comiso, tutto dipende dalle pieghe giuridiche che interverranno nella questione e dalle scelte del Sindaco di Comiso, che ha in mano la proprietà del sedime e la società di gestione.
Il ruolo di Comiso sarà determinante perché il Comune può revocare la concessione alla SOACO, secondo l’opinione di esperti e di giuristi.
Qualcuno ha chiesto quando potrà essere assunto il controllo dell’aeroporto da parte del territorio, ma sono emerse, se non le difficoltà, le lungaggini procedurali, burocratiche e giudiziarie per arrivare a gestire lo scalo.
Questioni societarie, rispetto delle leggi, sequestri di quote, partecipazioni incrociate che rendono complicato l’iter per assumere il controllo della società di gestione,
Di certo, gli imprenditori ragusani, che procederanno, a breve, ad un aumento di capitale per farsi trovare pronti ad ogni evenienza, non vogliono dare nemmeno un euro a società che non siano la SOACO.
Si mira all’aumento di capitale promosso dal Comune di Comiso, al quale verrebbero incontro, o dovrebbero venire incontro, il Libero Consorzio dei Comuni e Aeriblei, serve acquisire la governance per determinare le politiche di gestione dell’aeroporto.
Purtroppo, ma forse è un bene, tutto deve passare attraverso bandi pubblici, Aeriblei ha i requisiti, finanziari e tecnici per partecipare, questi ultimi tramite collegamenti, con società del nord, già intrapresi.
Peraltro, in un nuovo bando, Catania potrebbe essere esclusa per motivi di concorrenza.
Ci sono altre ipotesi, come un aumento di capitale aperto al pubblico, anche per questo AERIBLEI è pronta, nella consapevolezza, assoluta, di cosa vuol dire l’aeroporto per il territorio e forte dell’esperienza di chi fa industria e non politica.
Sull’intervento del consigliere Mirabella, si è anche innescato il discorso ‘cargo’, per cui ci sono grandi potenzialità in quanto Comiso sarebbe l’unico aeroporto dedicato da Napoli in giù.
In chiusura è intervenuta l’assessore Licitra che ha esordito con parole che hanno destato non poche perplessità, perché, dopo tutto quello che era stato detto, nel corso della seduta, contro la SAC e i suoi amministratori e simpatizzanti, politici e non, e contro la squadra ‘catanese’, alla quale si addebita ogni sorta di criticità dell’aeroporto di Comiso, ha candidamente auspicato un rapporto costruttivo con la SAC, parlando di mancanza di lungimiranza della politica verso questo territorio.
La Licitra ha ribadito il sostegno alle scelte del Sindaco di Comiso, che si vorrebbe unire a quello di altri comuni del territorio, senza entrare a valutare e giudicare scelte degli amministratori passati e presenti dell’aeroporto.
Anzi, delle questioni legate all’aeroporto, in relazione a quanto era emerso dalla riunione, ha parlato poco, spostando l’attenzione sulla vocazione turistica e agroalimentare del territorio, parlando di fiere, tour operator, di turismo in generale, senza, con questo, chiarire la sua posizione nei confronti delle questioni principali attinenti i rapporti con Catania e i ‘fratelli catanesi’, come definiti dagli amministratori di AERIBLEI.

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