Aeroporto di Comiso, questo sarà l’anno del rilancio oppure del definitivo tramonto

Non accennano a placarsi le ire del Comitato di Difesa e Sviluppo dell’aeroporto di Comiso, inspiegabilmente definito degli Iblei, non si sa in base a quale scelta e decisione.
L’aeroporto, come tanti in Italia, è stato, è e sarà sempre l’aeroporto di Comiso, per i nostalgici sarà il Magliocco, per i comunisti che ne hanno prodotto la tragica fine affidandolo ai catanesi, sarà il Pio La Torre, tutte le altre denominazioni servono solo a trastullarsi per illudersi di rifiutare la realtà

Come primo comunicato del 2025, il Comitato diffonde una nota che è stata inviata al Prefetto, per fare il punto sull’agonia dell’aeroporto.
In verità sarebbe d’uopo attendere quali possono essere i risultati delle ultime azioni della politica per l’aeroporto: da un lato i tre milioni annui per tre anni stanziati dalla Regione, dall’altro le somme, derivanti dai fondi ex INSICEM che mette a disposizione la Provincia Regionale.
Verificando quali saranno gli sbocchi di questi impegni economici, verificando chi sarà chiamato a gestirli e come, si potrà avere una idea del futuro dell’aeroporto.
Oggi, parlare di programmazione per la stagione estiva è, oramai, inutile, queste cose si programmano in largo, ribadire che attualmente ci sono solo due voli al giorno non serve.
Quanto di peggiore è stato fatto, o, meglio, non è stato fatto, per l’aeroporto di Comiso, è ormai noto e sotto gli occhi di tutti.
Piuttosto, il Comitato dovrebbe dedicarsi ad argomenti più concreti: del tutto inutile fare polemiche, con la politica, con gli onorevoli, con i vertici dell’aeroporto.
Occorre, in primo luogo, accertare e sancire di chi è l’aeroporto, chi è legittimato a gestirlo e fino a quando.
Occorre verificare se si potrà, e se si vorrà, uscire, un giorno, dalle maglie della SAC.
L’utilizzo dei fondi stanziati di recente sarà la cartina al tornasole di come si potrà andare avanti: se a gestire l’utilizzo dei fondi sarà la SAC, saranno, legittimamente, tutelati gli interessi di Catania.
Superato il problema fondamentale degli interessi prioritari della SAC, lo sguardo deve essere rivolto alle vere intenzioni dei Comuni per fare turismo e cercare di sfruttare, nei limiti delle possibilità, anche l’aeroporto di Comiso.
Viviamo, da tempo, con il turismo che arriva all’aeroporto di Catania, per sopravvivere si può continuare a nutrirsi di questo canale, ma serve promozione del territorio, pubblicità per attirare flussi turistici, cose che i Comuni non fanno e che il Comitato mai ha chiesto.
Per esempio, per citare una amenità, due consiglieri comunali di Ragusa, sostenuti da tutti i colleghi di maggioranza, hanno fatto approvare un atto di indirizzo per impegnare il sindaco della città di Ragusa a chiedere al Presidente della Regione che le somme destinate all’aeroporto di Comiso siano pari a quelle destinate per l’aeroporto di Trapani.
E’ passato un mese dall’approvazione dell’atto in Consiglio comunale e non se ne sa nulla: nemmeno i diretti interessati si sono preoccupati di sollecitare il sindaco a inoltrare la richiesta al presidente della Regione e a chiedere che risposta ha ottenuto.
È la riprova che tutto è passerella, che si giochicchia per mettersi in evidenza, oggi con l’aeroporto, domani con la guardia medica, dopo con altro argomento.
Un esempio dell’assoluta indifferenza delle istituzioni del territorio si ha leggendo il programma della partecipazione della Sicilia alla BIT di Milano.
A parte il fatto che non ci sono notizie di partecipazione diretta di Comuni del territorio, non c’è traccia di esso in tutta la programmazione di appuntamenti prevista dalla regione.
Nessuno lo ha notato, nessuno lo ha rilevato, nessuno si sogna di additare al pubblico ludibrio sindaci e assessori al turismo del territorio.
Salvo un anonimo appuntamento a cura di soggetti afferenti al GAL Terra Barocca, non c’è nulla.
Gli eventi previsti dalla Regione alla Bit hanno inizio con appuntamenti dedicati alla Sicilia centrale, alla Valle dei Templi, alle Isole della Sicilia, alla Sicilia occidentale e alle Madonie con la Targa Florio.
Solo per citare una cosa si parlerà specificatamente di apiturismo e zafferano ennese oppure di Sagra dell’Agnello Pasquale di Favara.
Questo solo per la mattina del 9 febbraio.
Nel pomeriggio, si parlerà di Parchi e aree marine protette, di borghi più belli in Sicilia, di aeroporti e autostrade siciliane, e per parlare degli aeroporti di Catania e di Comiso ci saranno i vertici SAC.
Il lunedì mattina, dopo la conferenza stampa del Presidente della Regione e dell’assessore al turismo, di Fratelli d’Italia, si parlerà dei grandi eventi in Sicilia, sarà presentata l’offerta culturale, con gli itinerari turistico culturali in Sicilia.
Tutte cose dove il nostro territorio, non solo la provincia di Ragusa ma tutto il sud est, nemmeno esiste.

Nell’ultima mattinata, quando ormai il flusso di visitatori è minimo, e gli espositori stanno facendo le valige, si parlerà di Città Barocche del Val di Noto. Per finire, Strategie e forme turistiche, Discovery Rural Sicily, di promozione e valorizzazione turistico digitale e di bike sharing lungo la lava e le vigne dell’Etna.
Per chi stentasse a credere, alleghiamo il programma citato.
Questo è il risultato del qualificato lavori dei sindaci e degli amministratori del territorio per il turismo sulle nostre destinazioni, e di quanto siamo tenuti in conto, ma questo è risaputo, dai vertici regionali e da chi si occupa di turismo a Palermo.
Perché il Comitato non si occupa, con gente competente e del mestiere, di questo che si può definire uno scandalo a tutti gli effetti?

BIT 2025 – Programma eventi Regione Siciliana

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