Aeroporto di Comiso: uniche voci concrete quelle di Salvo Sallemi, “aggiorniamo tutto con il nuovo CdA SAC” e di Nello Dipasquale, “serve un tavolo con la deputazione e i 12 sindaci per decidere le mosse

Seduta aperta del Consiglio comunale di Comiso per discutere di aeroporto, quasi sei ore di passerella per consiglieri comunali, deputazione, addetti ai lavori e semplici cittadini, per non decidere nulla.
Tutti si sono versati addosso parole, ne abbiamo sentito di tutti i colori, da chi vuole togliere la gestione alla SAC a chi vuole che si contatti direttamente Ryanair, chi chiede che la Regione assuma la maggioranza dell’aeroporto a chi chiede, direttamente, l’erogazione dei fondi (ma quanti ? NdR) per mantenere la struttura.
Tutti si sono occupati delle quote azionarie della SAC, chi pretende che il 12% dell’IRSAP passi al Libero Consorzio di Ragusa, ma non c’è nessuno che abbia in mano la documentazione dell’affidamento in gestione alla SAC dell’aeroporto, né qualcuno che lo voglia svelare.
Tutti decidono rotte e strategie, prezzi e sconti sui bagagli, senza nessuna competenza, fra poco qualcuno pretenderà di decidere le procedure di atterraggio su Comiso.
Balena anche l’ipotesi di trasformazione dell’aeroporto in struttura militare, non necessariamente di guerra, scuola di volo, addestramento per gli F 15 e, allora apriti cielo.
Nessuno pensa a fare le due cose assieme, a Trapani aeroporto civile e aeroporto militare convivono, per passare quattro cavi sulla strada per Marina di Ragusa ENIMalta ci dà 1 milione e 500.000 euro e tre rotatorie ci paga, a Comiso nessuno ha pensato di poter esportare a cucuzza lonca senza dazi in America del Nord o di detassare tutto il territorio provinciale.
Fra mille amenità raccontate, le uniche note concrete sono venute dal senatore Sallemi che ha consigliato di aggiornare tutto a quando sarà insediato il nuovo CdA SAC, e dall’on.le Nello Dipasquale che proposto l’istituzione di un tavolo con la deputazione e i 12 sindaci della provincia per gestire, unitariamente il caso Comiso.
Per il resto, proposte irrealizzabili o, quantomeno, con tempi lunghi, trafile burocratiche enormi e iter legislativi dall’esito incerto.
Non è che ci si potesse aspettare molto dal Consiglio comunale aperto, ma ogni minima aspettativa è stata disattesa, un Consiglio anomalo con i rappresentanti della SAC al tavolo che hanno parlato solo di progetti e di futuro, senza andare nel merito dell’attuale condizione a voli zero.
Nessuno ha spiegato, ma nessuno ha domandato, perchè Comiso è sottoutilizzato, perché Ryanair se ne è andata, Torrisi, quando veniva a Ragusa, diceva al sindaco Cassì che ci volevano 200.000 euro per una rotta, con tutti i soldi di Regione, provincia e fondi ex INSICEM, rotte ne potremmo avere quante ne vogliamo.
Alla fine, solo una passerella di retorica e sfoggio di competenze che non ci sono, unica nota positiva per il Comitato di Defesa dell’aeroporto degli Iblei, non solo inviato al Consiglio ma, addirittura, ammesso dall’on. le Dipasquale al costituendo tavolo di concertazione, un riconoscimento ufficiale che sancisce la presenza dello stesso fra gli attori protagonisti.
Fra le proposte, tutte da verificare per la loro realizzazione, quella di togliere la gestione alla SAC, ma nessuno specifica se è possibile, né a chi affidarsi dopo.
Il sindaco di Caltagirone propone di parlare di aeroporto di tutto il sud est e dei centri del bacino UNESCO, ma lui, come tutti gli altri colleghi del comprensorio, non accenna a mettere le mani in tasca.
Quello che è mancato, ma forse è quello che temono tutti, prima fra tutti la SAC e quanti ne difendono gli interessi è stata ed è la mancanza di una figura competente in materia di aeroporti, dal punto di vista gestionale, tecnico e amministrativo, è mancato una sorta di consulto che ci dica se ci sono e quali sono le medicine per far guarire Comiso e il territorio, una figura che deve escludere a priori nomine clientelari e di partito.
L’unico dato certo è che nessuno dei partecipanti sa o ha capito, cosa si farà da domani.

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