Anche il consigliere comunale Firrincieli conviene che “se si tratta di un problema di responsabilità penale, il passaggio a livello di via Paestum deve essere chiuso subito”

Nella nostra città siamo maestri nello strumentalizzare ogni aspetto di una questione.
La seconda commissione, assetto del territorio, ha ascoltato le ragioni di quanti vorrebbero mantenere aperto il passaggio a livello di via Paestum, segnatamente rappresentate dal consigliere del Movimento 5 Stelle, Firricincieli, residente della zona e animatore del comitato di commercianti e residenti della zona che si sveglia quando c’è odore di chiusura e alimenta la protesta.
Strumentalizzazione perché Firrincieli tira in ballo ogni sorta di problematica, per affermare le sue tesi.
Quindi viabilità generale della città, sopravvivenza del commercio nella zona, tutela dei posti di lavoro, sicurezza in caso di emergenze, oltre a tematiche che afferiscono al traffico ferroviario, alla progettazione della stazione della metropolitana di superficie.
Con lo stile che, in parte, è anche tipico dei 5 Stelle, Firrincieli fa sfoggio di somma erudizione su ogni materia, finanche sulle questioni tecniche in caso di necessario rallentamento dei treni se le sbarre del passaggio a livello restano alzate.
Se qualcuno ipotizza, come pensano in molti, che la chiusura possa attenuare il caos veicolare della zona e possa favorire meglio i commercianti presso i quali sarebbe più facile arrivare, Firrincieli è pronto a rigettare ogni ipotesi, certo delle sue convinzioni.
Sulla zona insiste una panetteria fra le più rinomate della città, che riteniamo sia raggiunta, comunque, dalla clientela, che non è solo di passaggio.
La più antica e rinomata panetteria della città, Il Forno Giummarra, in via Traspontino, la via del ponte Vecchio, non ha mai risentito della chiusura del ponte e si va là ad occhi chiusi, affrontando i disagi del vicolo quasi cieco, con uscita attraverso stradine strette dove non tutte le autovetture possono transitare.
Quel primo tratto di via Paestum, sarebbe reso agibilissimo dalla chiusura del passaggio a livello, c’è lo sfogo della via per il centro commerciale, girando alla cui rotatoria, si potrebbe tornare, comodamente, indietro.
Del tutto risibili le rivendicazioni per il supermercato che insiste superiormente al passaggio al livello, come pure quelle di un negozio di detersivi e cosmetica, all’inizio della via, che insiste più su piazza Croce che sulla via Paestum.
Ha ragione Firrincieli quando dice che, in passato sarebbe stato meglio costruire il cavalcaferrovia dalla parte del centro commerciale che ancora non esisteva, ma non si comprende perché, ove accaduto, i proprietari dei terreni e i costruttori, molti, non avrebbero dovuto curare i loro interessi, mentre ora per i proprietari di immobili e i commercianti di via Paestum tutta la città si dovrebbe preoccupare.
Vero è che, urbanisticamente, nella zona sono stati commessi degli scempi scandalosi, dormitori accatastati l’uno accanto agli altri, con una sola piccola via interclusa, tortuosa, stretta, piena di auto posteggiate, che opprimono la via Licitra, di collegamento al centro commerciale, che doveva essere una via larga e comoda.
Un centro commerciale che ha stravolto il traffico, sia sulla via Achille Grandi, come pure dalla parte di via Licitra, in maniera semplicemente scandalosa.
Il fatto che altri amministratori abbiano permesso tutto ciò non prevede che si debba incentivare il caos.
Nella parte bassa di via Paestum è più che sufficiente il traffico per il centro commerciale e per gli uffici dell’Asp, per la parte superiore sufficiente il caos determinato dai clienti del supermercato, che posteggiano, quasi sempre, in maniera selvaggia, e quello determinato il sabato mattina, per il mercato settimanale.
Fortunatamente, anche il consigliere Firricincieli è capace di ragionare e ammette che, se ci sono di mezzo problemi di eventuali responsabilità penali, si deve chiudere subito.
Auspicabile, quindi, che il Sindaco Cassì, che proprio questo ha evidenziato durante il suo intervento in Commissione, mostri gli attributi e faccia quello che i suoi predecessori, dal 1996, non hanno avuto il coraggio di fare.
Del tutto senza senso le implicazioni con la metropolitana di superficie, per la quale è demenziale ipotizzare condizionamenti legati alla chiusura del passaggio a livello, andrà a finire che, se si vorranno ipotizzare progettazioni diverse per la fermata, si allungheranno i tempi con grave danno per un inizio veloce dei lavori, ma i 5 Stelle, in questo genere di strategie, sono maestri, come già per la Ragusa-Catania che sono riusciti a bloccare, rendendola, di fatto, un’utopia senza data.
Tutto ciò nonostante, non è detto che le tesi di quanti vogliono mantenere aperto il passaggio a livello non possano trovare idonee soluzioni per raggiungere l’obiettivo, in piena sicurezza di amministratori e automobilisti.
In questo caso, però, si dovranno prevedere idonee misure repressive per chi non rispetta le regole del codice della strada: ad iniziare dalla eliminazione degli stalli di sosta, per permettere la realizzazione di una corsia obbligata, con adeguati separatori in cemento, per quanti provengono dal centro commerciale, al fine di evitare la svolta a sinistra per l’attraversamento dei binari.
Poi occorrerà far rispettare, considerato l’ingente traffico dell’arteria, come più volte segnalato dal consigliere Firrincieli, il divieto di sosta e di fermata, soprattutto in seconda fila: chi deve comprare nei negozi, potrà comodamente accedere al parcheggio del centro commerciale.
Anche nella parte superiore, andrà regolamentata la sosta in prossimità del supermercato, per permettere la percorribilità per quanti devono svoltare a sinistra per via Napoleone Colajanni, così da formare due file, oltre a provvedere di eliminare sosta e bancarelle del mercato prospicienti sulla via Paestum.
Occorre fare delle scelte, o si privilegia il traffico veicolare, non chiudendo il passaggio a livello e favorendo la circolazione, oppure si dica chiaramente che si vuole il caos e la confusione perché favoriscono il commercio.

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