Aquile, falchi, colombe e direttori d’orchestra

di Cesare Pluchino
Il Consiglio Comunale diventato teatro per esibizioni di allenamento in vista di prossime elezioni

Inizio della seduta di consiglio comunale di lunedì 9 maggio ritardato per permettere ad una squadra dei vigili del fuoco di far uscire dall’aula delle colombe che, stanche di assistere dall’esterno alle sedute del civico consesso, erano penetrate all’interno, attratte, forse, dal chiacchiericcio sulle ultime vicende che coinvolgono consiglieri e amministrazione.
Chissà se i pompieri, nel restituirli all’aria aperta, avranno loro significato come poco interessanti possano risultare i lavori d’aula anche per degli uccelli dotati di materia cerebrale in quantità limitata.
I lavori d’aula, dopo le consuete strumentali comunicazioni dei consiglieri delle opposizioni, che rimangono, spesso, parole al vento senza effetti funzionali sulla cosa pubblica, hanno interessato esclusivamente il primo punto all’Ordine del Giorno, inerente la possibile redazione di un Piano di Utilizzo delle Royalties, atto presentato dalle consigliere Sonia Migliore e Manuela Nicita.
Limitati i lavori d’aula, più consistenti quelli nelle stanze e nei corridoi dove si sono imbastiti le trattative per arrivare ad un atto condiviso.
Perché la politica prevale sull’interesse comune, nonostante i proclami delle varie componenti in Consiglio, non c’è l’interesse comune di arrivare a soluzioni nell’interesse della collettività, nemmeno quella di far prevalere le proprie posizioni, quanto, piuttosto di non fare affermare quelle degli avversari politici.
Un gioco perverso, indecente sotto certi aspetti, ma comprensibile per la politica che del resto, non possiamo cambiare noi, tutto d’un tratto.
Terreno adatto per aquile, falchi, colombe e l’immancabile direttore d’orchestra che cerca di coordinare al meglio le varie anime.
L’attuale momento politico a Palazzo dell’Aquila, senza una maggioranza in aula, con le varie componenti delle opposizioni in perenne contrasto, uscite dalla fase delle cene a mare per trovare una leadership da presentare all’altare delle prossime amministrative locali e intente a riaffermare posizioni visibili nel nebuloso scenario della politica comunale, con la ex maggioranza grillina divisa fra filogovernativi e contestatori dell’assessore Martorana, con l’amministrazione impersonata dal Sindaco che insiste, invece, nell’imporre la presenza dell’assessore contestato come imprescindibile per ogni questione e, segnatamente, per quelle che attengono al suo ufficio, costituisce il palcoscenico adatto per questo tipo di esibizioni che hanno definitivamente stancato la città.
Fino a poco tempo fa era paradossale che le opposizioni insistessero nelle loro ostinate strategie, oggi la mancanza di una maggioranza, e l’assenza di una guida minimamente capace del gruppo consiliare pentastellato, lasciano spazio alle ambizioni più diverse delle forze di opposizione, smaniose di infliggere un colpo di grazia all’amministrazione cittadina ma, aspiranti, in maniera malcelata, a costituirsi come forza di responsabilità in soccorso dei grillini mutilati dell’unica forza che ne giustificava l’esistenza: i numeri bulgari.
Dopo ore di trattative, le opposizioni hanno provocato la mancanza del numero legale, ormai esclusivamente da loro dipendente, per arrivare, dopo la seconda chiamata, anch’essa andata a vuoto, alla seduta del giorno successivo, martedì 10 maggio, nella quale una eventuale maggioranza di soli 12 consiglieri potrebbe costituire il nocciolo duro per far passare un atto, di una delle due componenti, governativa o di opposizione all’amministrazione.
Nemmeno sfiorato il dibattito sulle possibili destinazioni utili delle royalties, tutti intenti a difendere le posizioni e gli interessi politici propri.
Come analizzeremo in altra parte del giornale, opposizioni impegnate a far prevalere i propri documenti, nemmeno tanto condivisi, i pentastellati che cercano di imporre una proposta propria solo per non approvare quella degli altri, senza la maggioranza interna al gruppo necessaria per affermare l’autorevolezza e l’affidabilità dell’amministrazione bocciando gli ordini del giorno presentati.
Di certo, sulla componente griilina del consiglio pesa anche l’esigenza inevitabile di non approvare il secondo consecutivo atto contro l’amministrazione e Tumino-dipendente che acclarerebbe l’inciucio post Partecipiamo.
Sullo sfondo, la presenza, sotto certi aspetti inopportuna, trattandosi di atto di competenza del Consiglio, dell’assessore Martorana che nella realtà, secondo alcuni, legittimamente in termini assoluti e di interesse per l’amministrazione che rappresenta, mira all’esclusione di qualsivoglia condizionamento per le strategie di utilizzo delle royalrties.
Un concerto destinato al ritmo che il miglior direttore d’orchestra saprà inventare, una commedia della quale conosciamo già il presumibile finale, spettacoli per addetti ai lavori e per appassionati del genere, il popolo fuori a percepire suoni e contrasti, escluso dalla gestione del proprio futuro, preda di aquile, falchi e colombe.

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