I Piani di utilizzo della Tassa di Soggiorno

di Cesare Pluchino
Necessaria analisi delle proposte dopo che il dibattito in Consiglio è stato incentrato sulle motivazioni politiche dell’accordo per l’approvazione, omettendo di entrare nel merito delle scelte che non erano supportate da un funzionale corredo di dati a supporto

Dopo anni di letargo, successivi all’abolizione delle AAPIT, il turismo diventa nuovamente argomento interessante e risveglia appetiti dei professionisti della politica per i quali, in tempo di magra, anche somme relativamente modeste possono favorire amici degli amici e clientele varie.
Questo il dato tendenziale emerso dagli interventi di diversi consiglieri comunali, come quello del consigliere Morando del Movimento Civico Ibleo che ha parlato, appunto, del piano di utilizzo della tassa di soggiorno come di un “piano di elargizioni”, di una “mera distribuzione di somme agli amici degli amici”.
Anche Giorgio Massari ha parlato di una proposta di giunta meritevole di essere smontata, perché veramente strana, rivelatrice della cultura rispetto al tema del turismo.
Per il consigliere del Partito Democratico, in netto contrasto con i colleghi di gruppo, un regolamento che non regolamenta nulla, un calderone di somme da distribuire sulla base di ipotesi per destinazioni che sarebbero considerate di forte valenza turistica, con evidenti limiti, nella proposta di delibera, di ordine politico e culturale.
Anche Giovanni Iacono è stato protagonista di un intervento duro per la proposizione di una delibera a scatola chiusa, senza nulla di strategico, la solita manfrina per favorire gli amici degli amici, senza nessuna adeguata relazione di supporto alle scelte indicate.
Un atto che ha visto anche Sonia Migliore evidenziare il mancato rispetto del regolamento per la quota riservata alle manifestazioni, un atto che ha goduto di una serie concentrica di attacchi unanimi provenienti dalle espressioni più serie delle opposizioni.
Ma il dibattito sulle singole voci del piano è stato prevaricato e dominato dall’accordo tra il gruppo del Movimento 5 Stelle e il soccorso rosso di una frangia consistente del gruppo misto, facente capo a Maurizio Tumino, unita ai dipasqualiani del gruppo PD.
Senza maggioranza, il gruppo grillino, con la sola esclusione degli ortodossi Dipasquale e Fornaro, ha preferito accogliere le proposte di Tumino, paventando la débâcle in aula, senza sforzarsi di trovare altre soluzioni alternative alla già sperimentata alleanza.
Per entrambe le componenti, comune l’intento di colpire l’amministrazione, nella fattispecie bocciando la proposta presentata, ultimo parto delle strategie sul turismo dell’assessore Martorana.
Queste condizioni hanno escluso un dibattito e una attenta analisi sulle diverse proposte, accomunate dalla mancanza di dati analitici che dovevano essere assunti strategicamente.
In pratica è stato approvato un piano che ricalca le proposte all’interno dell’Osservatorio, sintetizzate dalle ipotesi di industriali e commercianti che, in seno all’organo consultivo, si erano pronunciati per divisione in grosse fette della torta della tassa di soggiorno, destinate alla nuova rotta per l’aeroporto, alla Palomar, al protocollo con la curia per le chiese aperte, alla collezione di abiti antichi, al radiotaxi e ad altre destinazioni residuali che non mostravano strategie identificate.
Situazione appesantita dal recente cambio della guardia all’assessorato al turismo, con l’assessore Martorana, estensore della proposta di giunta, assente, e con l’assessore Disca che non ha voluto caratterizzare l’atto con sue variazioni determinanti, addirittura astenutasi nella votazione.
La proposta Martorana, che era stata fortemente contestata dai componenti esterni dell’osservatorio, con la minaccia di dimissioni in massa per la privazione del ruolo e della valenza del tavolo tecnico, si caratterizzava per eliminazione del contributo per la rotta aerea su Comiso, ipotesi che veniva criticata, anche durante i lavori di commissione, per esempio dal consigliere Porsenna, se non altro per la totale mancanza di cenni sul destino della analoga somma relativa ai fondi del 2014.
Ma in aula, lo stesso consigliere non sollevava il problema e votava favorevolmente.
Quella che appariva ai più come una mossa efficace, per l’ipotesi poco proficua in termini di ritorni classificabili, sgombrava il campo anche da illazioni su pressioni di lobby e su possibili scambi di ‘cortesie’ alla base della scelta non da tutti considerata azzeccata.
Ma il consenso nei confronti di Martorana per questa decisione era quasi annullato dalla concomitante scelta di destinare somma identica, o quasi, per manifestazioni a forte valenza turistica.
In pratica, per uscire fuori da metafore inventate, la maniera per finanziare iniziative di vario genere a sfondo turistico culturale, senza intaccare i già scarni capitoli di bilancio di cultura e turismo.
Se per poche manifestazioni si poteva fare appello alla valenza turistica, per l’innegabile richiamo che le stesse possono esercitare su un turismo, in ogni caso proveniente dalle province limitrofe ed esclusivamente regionale, come a Tutto Volume, Ibla Buskers e Ibla Gran Prize, lo stesso non si poteva fare per manifestazioni destinate a target di nicchia, avulse da un richiamo di carattere turistico e spesso destinatarie di attenzioni clientelari, per non parlare di una stagione concertistica, già oggetto di roventi polemiche, un salotto serale per i ragusani che non si comprende quale relazione possa avere con la forte valenza turistica.
In ogni caso questo gruppo di manifestazioni, risultava in contrasto al regolamento della Tassa di soggiorno per il netto superamento della soglia percentuale destinabile.
Il piano variato da Maurizio Tumino, ma che ha visto come primo firmatario il capogruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, ha stracciato la proposta dell’amministrazione e alla struttura di base della proposta dell’osservatorio – rotta aerea, Palomar, chiese aperte, mostra abiti d’epoca, infotourist estivi, contributi alle strutture ricettive ai sensi dell’art 11 del regolamento – ha aggiunto voci significative per la videopromozione del territorio, per l’implementazione dei sistemi di mobilità alternativa, per la promozione dell’offerta turistica tramite portale web e applicazioni per smartphone, riducendo al previsto 5% la quota per le manifestazioni culturali ad alta valenza turistica.
Si auspica che, al contrario di quanto avvenuto nel passato, il nuovo assessore al turismo proceda ad una sensibile operazione di trasparenza nella gestione e nell’utilizzo delle somme, per sgombrare il campo dalle illazioni emerse durante il dibattito in Consiglio Comunale e proceda, soprattutto, a misure e adempimenti che prevedano la possibilità di una attenta analisi dei ritorni, indispensabile non solo in termini di verifica dell’efficacia delle iniziative intraprese, ma, più ancora perché possano essere propedeutici alla stesura del prossimo piano di utilizzo.

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