Arriva la bomba d’acqua e, puntualmente, a Ragusa, molte strade vanno in tilt, e non solo

I consiglieri del Partito Democratico lamentano il fatto che da due anni segnalano le criticità in caso di forti acquazzoni in città, ma devono ammettere che le stesse risalgono a molto prima dell’amministrazione Cassì.
Problemi noti che non si vogliono risolvere, forse anche per i cospicui investimenti che richiedono.
In ogni caso se sono ineluttabili, per gli amministratori, i guasti alla rete idrica o alla conduttura de depuratore, le lentezze imposte dalla burocrazia o dai ricorsi alla magistratura, figurarsi che impressione può fare al Sindaco e agli assessori lo scatenarsi delle forze della natura, del tutto incontrollabilie
Casomai, i consiglieri comunali del Partito Democratico dovrebbero avere l’accortezza di richiedere apposite segnalazioni luminose, attivabili alla bisogna, per i punti di maggiore criticità, al fine di informare i malcapitati che non sono a conoscenza di queste pericolose situazioni che si verificano puntualmente ad ogni acquazzone.
Allagamento in via Archimede, a lato dell’area ferroviaria, tombino saltato all’incrocio ei pompieri, ma in diverse strade la situazione diventa subito critica: ci si accorge che non ci sono più tombini, le strade diventano fiumi, ancor di più quelle dove convergono le acque di altre vie in leggera pendenza.
Una situazione impossibile, della quale via Archimede è solo la punta dell’iceberg, ma nessuno si lamenta, a cominciare dai consiglieri di maggioranza ai quali, evidentemente, la situazione non fa impressione.

Ma ci sono situazioni allucinanti anche all’ingresso del Pronto Soccorso del nuovo ospedale: gli ingressi della cosiddetta ‘camera calda’, oggi utilizzata come anticamera per i pazienti che devono accedere al pronto soccorso, per i controlli anticovid, sono invasi dall’acqua che allaga l’esterno della struttura.
Una situazione assurda, in una struttura nuova, peraltro agli ingressi sopraelevati del pronto soccorso rispetto all’area esterna dell’ospedale : basterebbe far defluire in basso l’acqua e non creare situazioni assurde per chi arriva al pronto soccorso, anche in condizione di emergenza, i primi gli operatori del 118.

E parlando di pronto soccorso, dall’area esterna diventata bivacco dei parenti dei pazienti in attesa di essere visitati, si ha la vista delle aree esterne dell’ospedale, adiacenti alla provinciale per Santa Croce, che sono delle vere e proprie discariche abbandonate, spazi che sono stati lasciati come si trovavano alla chiusura del cantiere dell’ospedale e non bonificati. Anche l’area di accesso al pronto soccorso è coronata ai bordi da rifiuti di ogni tipo, ci si chiede chi provvede alla pulizia, la stessa ASP o la ditta che si occupa della raccolta dei rifiuti in città ?
Certo i responsabili dell’ASP dovrebbero attenzionare la situazione perché ci sono implicazioni di carattere igienico sanitario non indifferenti.

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