Arriva la prima misura dell’amministrazione per rivitalizzare via Roma e il centro storico superiore

Conferenza stampa in sala giunta, a Palazzo dell’Aquila, per presentare la prima iniziativa dell’amministrazione comunale per tentare di ridare vita alla via Roma e al centro storico superiore.
Una iniziativa che potrebbe definirsi tardiva ma che fa parte di una progettualità più ampia che fa riferimento all’idea di centro storico più volte delineata dal Sindaco e dalla sua giunta.
Come ha specificato il primo cittadino, introducendo l’incontro, al centro dell’obiettivo l’area di riferimento della nostra città, attualmente svuotata di esercizi commerciali e di residenti: non è un fenomeno solo della nostra città, ma c’è tutto l’interesse e l’impegno per invertire la tendenza.
Non sarà la sola iniziativa in tal senso, al momento si è pensato alla possibilità di incentivare nuove attività economiche sull’asse che da piazza del Popolo arriva alla rotonda di via Roma, con un contributo a fondo perduto per soggetti con determinati requisiti specificati nell’apposito bando di gara.
Una misura che sarà mantenuta negli anni a venire e potrà godere di uno stanziamento maggiore, per concorrere alla rinascita del centro storico, unitamente alla prossima fruizione dei locali soprastanti al parcheggio pluripiano del Tribunale, della ex biblioteca, dei locali dell’opera Pia, ex sede della Facoltà di Giurisprudenza.
È stata l’assessore allo sviluppo economico, Giovanna Licitra, a illustrare i termini dell’iniziativa, davanti ad un folto gruppo di persone già interessate al bando e che, è prevedibile, saranno i primi a partecipare allo stesso.
Un progetto pilota, definito dall’assessore che ha fatto ricorso ai fondi disponibili del suo settore, un bando aperto fino al prossimo 9 dicembre, che destinerà 8.000 euro ciascuno alle prime sei imprese che risulteranno in una apposita graduatoria, con progetti che abbiano un budget minimo di 15.000 euro.
Come si può leggere nel bando, possono usufruirne imprese dei settori commercio, artigianato, cultura e somministrazione di bevande e alimenti.
L’impresa dovrà essere costituita entro due mesi dalla data di ammissione al finanziamento, entro cinque mesi dalla concessione del contributo l’attività dovrò essere avviata e dovrà restare attiva per almeno tre anni.
Il tutto è garantito da apposita fidejussione bancaria e normato nel bando di gara che vede la mano della dott.ssa Licitra nelle specifiche che mostrano professionalità e attenzione ai particolari.
Sono esclusi progetti che prevedano commercio di articoli per sexy shop, armi, articoli monoprezzo, distributori automatici, attività inerenti giochi, scommesse e lotterie, call center e compro oro.
L’aspirazione è di dare vita, entro il prossimo mese di giugno, a sei nuove attività, con l’auspicio di avere nuovi servizi per il cittadino e il turista, progetti innovativi e di qualità per i quali sarà invocato anche il tutoraggio di banche e ordini professionali e organizzazioni di settore per meglio seguire la nascita di nuove attività.
Da parte degli amministratori c’è fiducia nel bando, pur nella consapevolezza che le cifre a disposizione non sono determinanti per iniziative di medio e alto livello.
Fiducia che è sostenuta dalle iniziative collaterali che l’assessore ha voluto accennare, relativamente ai locali di via del Mercato, a Ibla, per i quali ci sarà un bando per l’affitto della durata di anni 6 + 6, con la possibilità, dopo l’autorizzazione della Soprintendenza di Ragusa, di chiudere i portici e sfruttare anche le terrazze dell’immobile.
Ancora, relativamente ai locali soprastanti il parcheggio pluripiano del Tribunale, analogo bando per affidare i locali in affitto, per anni 6+6, unitamente al progetto di ubicare nel sito, anche all’aperto, mercatini dell’usato, mercatino delle pulci e per prodotti dell’agricoltura, per i quali ci sono già contatti con imprenditori del settore.
All’incontro con la stampa, presenti anche i consiglieri comunali Cilia, Occhipinti e Raniolo. Quest’ultima, nella qualità di Presidente della Commissione Sviluppo Economico, ha espresso la condivisione per le iniziative esposte e si è detta disponibile a sostenere la necessaria incentivazione di questi programmi che possono concorrere a ridare vita al centro storico superiore e alla via Roma in particolare.

Un progetto inevitabile, un primo passo obbligato per tentare di dare impulso alle vie principali della città, oggi abbandonate dai commercianti e dai cittadini, anche solo per una passeggiata.
Qualcuno potrà obiettare che la misura cade nel vuoto di altre iniziative necessarie per il centro storico, che può essere troppo anticipata rispetto ad interventi sulla via Roma che sono stati già annunciati, che dovrebbe essere accompagnata da misure di carattere tributario a favore dell’imprenditore, maggiori di quelle già esistenti.
È un primo passo, attraverso i riscontri si potrà verificare la bontà dell’iniziativa che può essere propedeutica ad una implementazione della misura stessa per altre attività.
L’impresa che Cassì vuole portare avanti è, in ogni caso, faraonica perché grande è la problematica e Ragusa è una città dove tutto risulta reso più difficile dall’enorme patrimonio urbanistico, ambientale e artistico-architettonico: due centri storici, vallate, vicoli stretti, difficoltà per i collegamenti del trasporto pubblico.
Ci vorrebbero ben altre somme, per incentivare la presenza di grandi marchi e di attività in grado di attirare residenti, visitatori e turisti, senza le quali non ci sarà mai il fermento giusto in città, per i giovani e per i meno giovani.
L’importante è non sbagliare, Cassi è un abile giocatore, ci sa fare con le carte che si è trovato in mano, l’area dell’ex scalo merci, il Palazzo Tumino da destinare per il Tribunale e per uffici, i rapporti e le trattative per il cinema La Licata, per i locali dell’Opera Pia, la ex biblioteca, la metropolitana di superficie, ci vuole ora il coraggio di scelte importanti, anche costose, rifuggiamo dalle piccole attività e dai mercatini, perché senza grandi nomi e senza grandi marchi, far uscire dal coma il moribondo è assai difficile.

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