Autorità portuale di Palermo, per la nomina del Commissario, Schifani, dopo le dichiarazioni di guerra, sceglie la linea morbida

Il Presidente della Regione Schifani ha scelto di non insistere sulla sospensione cautelare dell’atto ministeriale per la nomina del Commissario dell’Autorità Portuale della Sicilia Occidentale
Per oggi era prevista l’udienza al TAR, a 22 giorni dal duello scattato il 18 agosto fra Schifani e il Ministro Salvini.
Per evitare una debacle ufficializzata dal parere del TAR, Schifani ha preferito chiedere solo di affrontare nel più breve tempo possibile il merito del ricorso contro la nomina.
L’udienza potrebbe essere fissata a gennaio 2026.
In una nota si specifica che Palazzo d’Orléans ha scelto di, ritenendo più utile un giudizio completo e approfondito piuttosto che un intervento limitato e sommario.
Politichese, pur ribadendo la propria convinzione che le contestazioni mosse al provvedimento ministeriale siano fondate e destinate a trovare conferma in sede di merito.
Intanto si sposta tutto di quattro mesi, un periodo abbastanza lungo, al termine del quale non è detto che ci sarà un esito definitivo della questione ma che permette di non perdere la faccia in caso si esito negativo dell’istanza di annullamento della nomina.

Annalisa Tardino come del resto era ampiamente prevedibile, resta al suo posto, nonostante la denuncia di Schifani della “totale assenza di concertazione” con Palazzo d’Orleans, “in violazione delle norme che prevedono espressamente una preventiva intesa tra le parti”, e della “mancanza dei requisiti soggettivi richiesti dalla normativa per l’assunzione dell’incarico, anche per il ruolo di commissario straordinario, che impongono una comprovata e specifica esperienza nel settore”.
Per Schifani non è servito nemmeno il sostegno del leader di Forza Italia Tajani che aveva dichiarato come dovevano essere ascoltate le ragioni di Schifani.
Schifani aveva sottolineato come non avesse nulla da ridire sulla Tardino come persona, come politico e come professionista, aveva anche minimizzato, nei giorni successivi alla nomina, lo scontro con Salvini, riducendolo ad una semplice non condivisione, ma è chiaro che il passo indietro di oggi costituisce un palese nocumento all’autorevolezza del Presidente della Regione che si vede costretto a più miti consigli, dopo le inutili reazioni alla nomina

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