Non riuscivamo, invero, a delineare un bilancio dei primi 100 giorni del Cassì 2, né per l’attività del primo cittadino, né per quella degli assessori, tanto meno per la compagine consiliare.
Nessuna azione degna di rilievo, tantomeno nessun fermento, nessun barlume di luce in fondo al tunnel, solo i ceri votivi lasciati accesi dal passato mandato, quasi esclusivamente opere pubbliche, perché di iniziative turistiche, vedi piano strategico del turismo e nomina del destination manager, di progetto culturale, di riqualificazione di via Roma, per non parlare del centro storico, di piano urbano di mobilità sostenibile, di ecomuseo, i lumini sono tutti spenti.
Il sindaco è stato, fondamentalmente, alla finestra, non si scompone nemmeno per il parcheggio interrato di Ragusa Ibla, comprensibile, forse, il suo atteggiamento per l’inaspettato successo con il 63% dei consensi che, forse, gli rode il cervello: poteva correre da solo, avrebbe vinto lo stesso, il carro del vincitore avrebbe marciato più leggero, più agile nel traffico, senza, peraltro, zavorre inutili da portare dietro.
A parte Ragusa Prossima, portatrice di un progetto di condivisione delle politiche di Peppe Cassì, avviato in tempi non sospetti, tutto il resto, forse, non si è reso conto, ancora, di come è arrivato al governo della città.
Peraltro, qualcuno, senza affermazioni politiche degne di nota e senza mostrare, ancora dopo 100 giorni, nessuna caratura politica che possa determinare un segnale di presenza in giunta, se non, in qualche caso, con propaganda sterile e inutile.
Da archiviare, stendendo un velo pietoso, l’attività pressoché inesistente del nuovo consiglio comunale, comprendendo nell’assoluta incapacità di incidere sull’azione amministrativa con iniziative, proposte, suggerimenti della maggioranza a sostegno dell’amministrazione, anche le opposizioni portatrici di sterile strumentale contrasto alla non azione amministrativa.
Troppo allineati risorse come Antoci o Criscione, unico a fare vibrare con maestria le corde dello strumento musicale della politica il giovane consigliere Bennardo; delle minoranze solo il consigliere Mauro mostra di voler e d poter fare opposizione che si possa definire tale, tutto il resto è solo politica del cespuglio o del sacchetto di spazzatura.
In giunta solo Iacono, Massari e Distefano hanno lasciato segnali del loro passaggio in questi mesi di inizio mandato, Giuffrida vive di rendita della dote del Cassì 1, come i nobili decaduti, quando serve, “vende” qualcosa, un affidamento lavori, una consegna di opera, un controllo su opere in corso, il giovane Digrandi è lascato nella sua stanza con i giocattoli preferiti, politiche giovanili, sport, piscine, convegni.
Tutto il resto della giunta non pervenuto, certamente lavora e ha lavorato ma non è dato sapere per cosa.
Fra l’altro si scopre qualcosa, o, meglio, si ha conferma che molti settori, senza portafoglio, non hanno fondi a disposizione, quand’anche volessero fare qualcosa debbono aspettare apposite variazioni di bilancio.
Dalle dichiarazioni in consiglio comunale, o emerse da incontri degli assessori, pare che ci sarà un milione di euro per lo sviluppo economico e per la zona artigianale, pare che siano ascoltate le istanze dei deluchiani per un capitolo per le contrade, per tutto il resto ci pensano gli stessi assessori per tranquillizzare i cittadini
Come ? Tutto scritto, dichiarazioni sui giornali, o interventi in aula.
Per primo è stato l’assessore Gurrieri a proposito di sicurezza in centro storico, “c’è tempo 5 anni per mettere a posto le cose”, poi, per il centro storico, almeno due anni di monitoraggio con un’associazione specializzata in politiche per il centro storico.
A seguire l’assessore Giuffrida che ha detto di lavorare per la Ragusa del 2040, e considerati i tempi dei lavori in corso possiamo solo sperare che si arrivi in tempo.
Ultimo a recitare il copione, senza dubbio studiato al tavolo di maggioranza, l’assessore D’Asta che, prima, ha tentato di uscirsene con il ringraziamento alle opposizioni, per rilievi, segnalazioni e proteste varie, quando ha visto che non solo il ringraziamento non ha sortito l’effetto voluto ma qualcuno ha alzato i toni nel mettere in risalto la totale assenza di decoro in città, per rifiuti, erbacce, sterpaglie, allora D’asta viene fuori con una storiella che ha del surreale: “la città deve essere più bella, la faremo più bella ma ci vuole tempo, sarà bella almeno alla fine dei 5 anni”.
Però questo non lo ha detto quando gli hanno sollecitato la rimozione dei rifiuti dalla strada per Modica o quando qualcuno ha chiesto di pulire la strada sotto casa … avrebbero potuto aspettare 5 anni.
In definitiva, un bilancio dei primi 100 giorni non si può tracciare, non si intravedono traguardi a breve, tali da poter stilare bilanci, anzi i tempi, invece di contrarsi, si allungano: ricordate l’esperto del Piano Strategico del Turismo, tale Caputo, che doveva attuare quanto strategicamente studiato?
Forse, non è più nelle grazie di Cassì, che pure lo aveva pagato per un anno, non si sa con quali risultati ed esiti, pare che siamo alla ricerca di professionalità ancora più elevate, già identificate, ma non vorremmo che vada a finire come con quel direttore della Reggia di Caserta che non ritenne opportuno continuare i contatti con gli amministratori di Ragusa non solo per sé stesso ma, addirittura, anche per un suo assistente, per l’esiguità del compenso previsto.
A proposito, per i prossimi 5 anni cosa ci proporrà l’onorata associazione che volle il Piano Strategico del Turismo?
